Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un’agenzia

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5 buone ragioni per cui la tua azienda dovrebbe affidare la propria comunicazione digitale ad un freelance (e non ad un’agenzia).

Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un'agenziaNo, non è una sfida a chi è più bravo e chi meno. Solo una veloce guida per quei potenziali clienti eternamente indecisi e non capaci di scegliere – e comprendere la differenza – fra le caratteristiche di un freelance o quelle di un’agenzia.

Partiamo da un luogo comune che voglio definitivamente sfatare: il freelance non lavora da solo. Ebbene sì, anche lui ha un team. Un gruppo di colleghi uniti da un forte obiettivo comune: elargire un servizio completo, il migliore, proprio quanto una comunissima agenzia di comunicazione. Anzi, spesso il freelance può anche farne parte di quest’ultima, oltre che possedere una personale squadra.

E’ pacifico che il dinamismo di questo professionista sia la vera peculiarità che lo contraddistingue. Certo, bisogna avere tanta passione e pelo sullo stomaco per lavorare su più fronti, ma ne è capace perché ne diviene automaticamente il suo stile di vita.

Perché affidarsi al freelance

Innanzitutto è più economico, e questo non significa che la qualità del suo operato sia più scarsa rispetto a quella di un’agenzia, bensì ha una soglia minima di fatturazione annuale da rispettare e questo gli consente di mantenere prezzi di mercato accessibili anche alle più modeste PMI.

La sua snellezza in termini di orario e appuntamenti consentono al freelance di operare anche in orari e giorni in cui le agenzie sono normalmente chiuse. Questa particolarità, tuttavia, non deve essere impugnata dal più burbero cliente come una spada di Damocle verso il professionista, ma sfruttare questa elasticità in modo remunerativo per i bisogni di entrambe le parti.

Come abbiamo detto poc’anzi, un freelance ha sempre una squadra, quindi, anche in caso di inaspettate od improvvise assenze dovute a cause maggiori, avrà sempre il suo braccio destro pronto a sostituirlo e a tenere monitorate le campagne attive, in attesa del rientro dello stesso. Proprio come in una vera agenzia durante la mancanza di quel determinato componente/dipendente.

Il fatto di avere a che fare e toccare con mano più realtà, può essere sicuramente sinonimo di maggiore esperienza per un freelance. Come la più approfondita formazione di cui si rende protagonista ogni giorno attraverso news sui vari blog di settore: tempo materiale che le agenzie non si possono permettere di applicare quotidianamente ai propri dipendenti, sebbene gli stessi potrebbero farlo nel tempo libero, per andare ad incrementare le proprie competenze e la propria cultura professionale. Ma questo è un discorso a parte.

Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un'agenzia 2Il freelance può essere il perno

Le agenzie non sono il male, parliamoci chiaro. C’è chi lavora coi piedi certo, ma come alcuni freelance d’altra parte, “it’s business baby!” cit.

Conosco, ho lavorato e lavoro tuttora per diverse di queste realtà e posso vantarmene, perché mi hanno dato modo di conoscere aspetti di questo lavoro che mi hanno permesso di crescere anche umanamente. Una di queste è Makkie, che spesso mi capita di citare sui miei canali sociali.

Anche per un recente progetto mi sono affidato proprio a loro, piuttosto che al mio personale team, perché in prospettiva (constatando anche i bisogni del cliente) mi garantiva caratteristiche che probabilmente avrei fatto più fatica a gestire diversamente. E la scelta si è rivelata la migliore.

Quindi, senza nuocere nessuno, potremmo benissimo affermare che il freelance è il giusto consulente a cui affidarsi, il quale, successivamente e dopo attenta valutazione, indirizzerà il progetto verso il team con le caratteristiche più consone per quel determinato caso.

Ad oggi, concludendo, per quanto mi compete e per quanto ho potuto constatare, il freelance è divenuto il perno di questo settore, capace di unire il lavoro in proprio, quello di squadra ed essere parte integrante (e fondamentale!) delle stesse agenzie.

Voi, cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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3 commenti on "Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un’agenzia"

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  2. Molti clienti pensavo che essere un freelance o un libero professionista sia sinonimo di lavorare da solo. Non è così. Spesso, come nel mio caso, fai parte di un gruppo e ti avvali delle conoscenze specifiche di ognuno per presentare progetti completi. Essere un libero progessionista vuol dire lavorare in modo più snello e rapido. Vuol dire dover rimanere al passo con i tempi, rimanere aggiornati ed essere sempre sul pezzo!

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