Comment marketing: un’arte incompresa.

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Ogni mattina un gazzella si sveglia e sa che dovrà correre più del leone, per non farsi mangiare. Io ogni mattina mi sveglio e so che per almeno due ore dovrò fare del buon comment marketing, per aumentare le visite al mio blog 🙂

comment marketing

La prima cosa che faccio ogni mattina, appena arrivo in ufficio e mi siedo davanti al mio Mac, è cominciare a visitare i blog che seguo e che ho inserito tra i miei feed.

I principali non sono tanti, parliamo di una dozzina in tutto, tra italiani e stranieri. Sono quelli che mi garantiscono fonti sicure e dai quali ho sempre qualcosa da imparare, ogni santo giorno.

Leggo e rileggo, fino a quando non ho compreso e finito tutti i contenuti. Esaurita questa prima fase, scatta la più importante: quella del comment marketing!

Cosa è il comment marketing e come si pratica

Niente di più semplice, parliamo di commenti, semplici commenti che lasci nei blog dei tuoi autori preferiti e/o che si avvicinano al tuo target.

Attenzione però, perché non si tratta solo di scrivere “Bel post, complimenti!”, parliamo di un vero e proprio testo curato, ottimizzato ad hoc, contornato da keywords e con eventuale link in entrata/uscita. Vedilo come un piccolo guest post.

In molti snobbano questa tecnica, professionisti del web compresi, in quanto richiede molto tempo e di conseguenza va a “rubare” risorse per altre attività utili nella giornata lavorativa. Io non la vedo così anzi, è un piccolo investimento quotidiano sul tuo brand, per far girare il tuo nome on line, per attirare l’attenzione (di professionisti del settore) verso il tuo blog e per incrementare la tua rete di contatti.

6 consigli per un buon comment marketing

  1. Cura il testo: controlla bene la grammatica e la scorrevolezza.
  2. Cura l’immagine: non puoi fare comment marketing senza dare trasparenza di te stesso e quindi del tuo brand. L’utente medio non si fida, vuole sapere chi sei per dare credito alla tua fonte. Utilizza Gravatar a questo fine. Se ne hai la possibilità, ti consiglio di usufruire della stessa immagine che utilizzi per tutti i tuoi account social e blog. Una volta inserita, per ogni commento su qualsiasi piattaforma, apparirà sempre quella foto. Concludendo, cosa non meno importante, completa il profilo su Gravatar con nome, cognome, URL al tuo sito ed indirizzo eMail.
  3. Link: non esagerare, uno è più che sufficiente. Talvolta è meglio dare direttamente il tuo contributo piuttosto che spammare con link.
  4. Entra nelle conversazioni: ti accorgi, all’interno di un post su una community, che hai la soluzione ai problemi di un utente? Inserisciti con piedi di piombo, offrendo la tua opinione. Questo, ovviamente, solo quando sei in grado di dare informazioni verificate.
  5. Tone of voice: dato che sei un ospite, prima di procedere al commento, controlla bene il tono utilizzato nei precedenti commenti, sul blog o nel post. Ritengo sia importante che adegui il linguaggio (formale o informale) al contesto.
  6. Forza e Coraggio: prima che il pubblico e l’autore si accorgano e si ricordino di te, dovrà passare diverso tempo. Quindi, migliore sarà il tuo contributo in fase di comment marketing, prima raccoglierai ciò che hai seminato. Non ti abbattere quindi se all’inizio non sarai considerato, è normalissimo.

Il tuo rapporto col comment marketing

Sono curioso di sapere la tua opinione: quante ore dedichi, giornalmente, al comment marketing? Condividi il mio pensiero, relativamente alla sua utilità? Aspetto i tuoi commenti…

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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20 commenti on "Comment marketing: un’arte incompresa."

  1. Ciao Alessandro,
    I commenti lasciati o ricevuti sono utili perché generano spunti di riflessione e nuove interazioni.
    Tuttavia, come dici tu, vanno scritti in modo pertinente e costruttivo in modo da aggiungere un “quid” in più
    che magari nè l’autore, nè il lettore avevano considerato.
    Quindi, come non lasciare un commento a questo post? 😉

    • Paolo, mi pecchi perspiro nella foto profilo! 🙂 …è da caricare, mi raccomando!
      Detto questo, ti ringrazio per il tuo parere, non posso che condividerlo. Ti seguo sempre molto volentieri sul tuo blog!
      A presto e…continua a commentare 😉

  2. Devo dire la verità, mi fa ancora strano pensare a me stessa come fossi un brand, ma, conti fatti, non è altro che self-marketing quello a cui dedico tempo, ogni mattina (e non solo), al fine di fare esattamente lo stesso lavoro che fai tu. Capisco che per qualcuno il comment marketing possa sembrare tempo perso, ma per chi come me è fresco novello, per chi ha necessità di rompere il ghiaccio FINALMENTE INIZIANDO, è sempre fondamentale tentare di intraprendere varie strade: sarà poi l’esperienza a far scegliere quella che si ritiene più consona.
    Grazie per i preziosi suggerimenti.

    • Grazie a te per il tuo parere.
      E’ proprio questo il problema del comment marketing, che si ritiene sia tempo perso. Al contrario, come scrivo nel post e come hai colto anche tu, è un piccolo investimento quotidiano su noi stessi e sul nostro brand.
      Sì, dopo 2 anni da freelance, mi fa ancora strano sentirmi dire che sono un “brand”. Ti capisco 🙂

  3. Ale, non l’avevo mai vista in questa chiave: Solitamente se lascio un commento è perchè mi piace il post o in qualche modo mi ha colpito, ma la prospettiva che descrivi è estremamente interessante: non ci sarei mai arrivato da solo a questa cosa.

  4. Post chiaro e lineare, commentare è una sana abitudine che come dice Paolo aiuta a completare il post, dall’altro, che come sottolinei tu serve a farsi conoscere e proprio per questo secondo punto che i commenti devono essere piccoli guest post. Inoltre direi che è fonte di soddisfazione per chi ha scritto il post, è una cartina tornasole per capire se si stanno generando contenuti interessanti e per ultimo, le discussioni sono delle vere e proprie miniere di visite e tempo passato sul sito: chi commenta tornerà a leggere le risposte e a interagire ancora con gli altri commentatori, fattore da non trascurare.

    Per quanto riguarda la propria promozione, oggi con servizi come disqus o gravatar commentare lasciando tracce ben riconoscibili di se è diventato molto semplice e quindi mendo dispendioso in termini di tempo e molto utile per chi vuole capire di più del proprio interlocutore, basterà che segue le bricioline per vedere in parte, come si muove nella rete.
    Proprio su questo punto i social network ci danno una grossa mano anche se spesso c’è chi commenta li, su un post proposto su tw o fb quindi la domanda è: sarebbe meglio integrare i commenti, per esempio di Facebook, all’interno del blog o social e blog sono due ambiti separati? Due modi di interagire diversi?

    • Ciao Giacomo 🙂
      Io consiglio sempre di inserire i commenti social all’interno del blog. Infatti, come avrai notato, oltre ad avere quelli di Facebook, recentemente ho aggiunto anche quelli di Google+, che sembrano essere più utili.
      Non ritengo siano due modi di interagire diversi però, un commento sul blog, ha sicuramente un valore ed un “peso” più importante, rispetto a quello sui social.
      Condividi questo pensiero?

  5. Ciao, condivido pienamente. Proprio ieri ho notato che hai integrato quelli di google+ ed è molto interessante, esiste un plugin specifico?
    Sul ‘peso’ sono perfettamente d’accordo anche pensando a quanto i social siano ‘temporanei’ nel senso che non si sa che evoluzioni possano avere, guardiamo il caso di Facebook, sempre più difficile da frequentare per fare marketing e poi, come si dice spesso, il social è uno strumento per portare l’utente sul tuo sito o blog dove può scoprire molto di più su noi e sul nostro brand e nel caso siamo un sito che fa ecommerce, i vantaggi sono scontati.

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  9. Ciao Alessandro, è vero, questa è una tecnica che richiede molto tempo ed energie, ma a differenza della classica link building, può costruire relazioni sociali, anche a lungo termine. Mi è capitato di passare dal commento sul blog a Facebook, e da Facebook al contatto telefonico, per poi sviluppare, nel tempo, collaborazioni profittevoli. Un grosso problema del content marketing Italiano è che è troppo “ingessato”, quando le persone scrivono, spesso sentono la necessità di dover dimostrare qualcosa, mentre il proprio contributo si può assolvere in una semplice domanda, che in ogni caso arricchisce il post.

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  12. ciao Alessandro,
    giuro che non l’avevo mai pensata come una tecnica! io quasi sempre lascio commenti ai miei blogger di viaggio preferiti che seguo spesso e lo faccio specialmente per ringraziare se il post mi e’ stato utile ( come nel tuo caso 🙂 grazie e a volte per chiedere un’informazione o consiglio, come ho fatto con te. Nei post con poche interazioni lo faccio anche per dare un contributo al blogger perche’ mi metto nei suoi panni e immagino sia frustrante scrivere senza avere nessuno che interagisce, ovviamente quando il post e le informazioni sono rilevanti. L’altra cosa a cui pensavo proprio mentre sto scrivendo e’ che leggere un post senza lasciare un commento, anche un solo grazie, mi sembra un po’ come di rubare, o di peccare di maleducazione, ovvero se entro nel tuo blog e’ come se entrassi a casa tua, guardo le tue cose e poi me ne vado furtivamente senza lasciare un segno? E’ brutto no? invece se entro e chiedo permesso e ringrazio per l’ospitalita’ , specialmente se sono stata bene, mi sembra educato. infatti avrai trovato un sacco di post miei perche’ in questi giorni mi sono dedicata ad informarmi e ho sfruttato il tuo blog! 🙂 complimenti. molto interessante. saluti cari

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