Comunicare col cliente di #SMM: i segreti per saper vendere

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Caro social media coso, questo articolo è per te. Sì, perché non puoi permetterti di criticare le aziende che rifiutano le tue offerte se non hai ben chiaro alcuni aspetti della comunicazione che serve col cliente, in Italia.

comunicare col cliente

Parti sempre dal presupposto che è più facile trovare un cliente che diffidi della tua professione, piuttosto che ti dia carta bianca o non si intrometta nel tuo lavoro.

Tu, per gli altri, sei semplicemente un “cazzeggiatore”, quello che sta su Facebook tutto il giorno a scrivere cose inutili o a vendere fuffa, come dice il grande Andrea Girardi.

Non è così, lo so, perché faccio il tuo stesso mestiere e ne conosco bene i pregiudizi, gli ostacoli o le difficoltà di essere freelance. Talvolta poi, quando incontri il tipico cliente da evitare, ti fa venire voglia di mollare tutto e cercarti di nuovo un lavoro da dipendente (che in Italia, il 90% delle volte, non lo trovi).

Comunicare col cliente e farsi capire

Lo sanno anche i muri ormai cos’è il social media marketing, il comment marketing, i feed ed i tools, giusto? No, non è vero anzi, quando comunichi molto con queste terminologie puoi anche sentirti un figo ma stai completamente estraniando dal discorso i tuoi interlocutori, lasciandoli con mascella spalancata e sguardo perso nel vuoto.

Il risultato finale? Presenti l’offerta, aspetti con impazienza l’esito e…NULLA DI FATTO.

Chiaro che finiva così. Cosa ti aspettavi? Chi hai di fronte e ti ha contattato per le tue attività, ha bisogno di capire cosa gli stai offrendo e non che tu gli renda la vita più difficile. Inoltre, cosa non meno rilevante, ti paga. Tu, pagheresti un fornitore senza sapere ciò che ti ha venduto? Anche no, chiaramente.

Come disse Flavio Briatore recentemente, nel suo programma The Apprentice, ad un candidato: “Tu fai colazione o fai breakfast? Parla come mangi!”. 

Più chiaro di così.

5 consigli per comunicare col cliente in maniera chiara

  1. Come detto poc’anzi: usa un linguaggio semplice. Siamo in Italia e comunichi con una persona della tua stessa lingua quindi, va bene qualche keywords d’effetto per fare scena ma, il tuo linguaggio, deve essere improntato sulla chiarezza e sulla facile comprensione. Devono fidarsi di te.
  2. Anche il linguaggio tecnico, relativo alle strategie o agli strumenti, devi renderlo più trasparente possibile. Se noti che il cliente fa fatica, torna indietro e rispiega il concetto. In questo modo si sentirà aiutato e “coccolato”, non solo e sperduto, in questa nuova esperienza che tu gli stai offrendo.
  3. Inutile dire che la cortesia e la pazienza debbano essere le tue prime armi, in sede di colloquio. Giusto?
  4. Prima dell’appuntamento conoscitivo (perché nessuno, al giorno d’oggi, acquista il tuo prodotto appena ti conosce), datti una auto infarinata di chi stai per incontrare, cercando su Google l’azienda od il professionista. Perché? Semplice: in questo modo avrai un piccolo vantaggio conoscendo già la sua attività, inoltre ti renderai preparato ai suoi occhi, dandogli già possibili soluzioni ai suoi problemi e questo, credimi, è avere un discreto vantaggio sui competitor.
  5. L’offerta economica come il linguaggio: semplice e chiara. Che senso ha presentarsi in un modo e poi riportare nero su bianco tutt’altro? Gli sembrerà di aver avuto a che fare con una persona differente, non credi? Ti consiglio quindi di inserire nell’offerta i vostri accordi, così come tali (come lo scambio di idee ed informazioni che vi siete dati), introducendo in maniera dettagliata ogni aspetto, anche il più banale. Nulla è scontato. Rendi ben distinto l’obiettivo e proponi solo i social media adeguati all’attività del cliente.

Il tuo punto di vista

In questo articolo ho voluto spiegarti la mia visione, il concetto che ho della comunicazione verso un cliente (italiano e non) e della mia preparazione verso il primo appuntamento. Saper comunicare col cliente è davvero fondamentale, non va sottovalutato alcun aspetto. La tua esperienza cosa dice? Inoltre, sei mai riuscito a vendere il prodotto “social media marketing”, in maniera totalmente differente, da come lo propongo io?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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9 commenti on "Comunicare col cliente di #SMM: i segreti per saper vendere"

    • Io, piano piano, la sto vedendo una timida aperture delle aziende verso le nostre attività. Poi è chiaro che c’è cliente e cliente, come sempre, ahimè!
      Ho letto il tuo articolo e l’avevo anche twittato, in origine. Hai preso spunto da un post che ritengo anche io, come te, davvero ottimo di Riccardo.
      Detto questo, penso ci sia il cliente da evangelizzare e quello da lasciare andare. Come capirlo? Sarò cattivo ma lo si può capire, innanzitutto, dai pagamenti (regolari o no) e poi se ti lascia lavorare, seguendo i tuoi consigli.
      Al contrario, chi vuole fare il tuo lavoro e non ti permette di svolgerlo, è da evitare.

  1. Ciao Ale! Intanto grazie per la menzione, quanto ai contenuti, lo sai: con me sfondi una porta aperta. E ti faccio un esempio personalissimo: ios ono in contatto, sulla rete, quasi esclusivamente con voi webworkers perché mi affascinano il vostro modo di lavorare e le vostre capacità e preparazione. Per me siete geniali e ti garantisco che fuori dall’Italia buona parte sono decisamente meno preparati di voi, sul lavoro. Mi riferisco a Seo specialist, digital strategist, copywriter, grafici…
    Però ti confesso che quando qualcosa non mi è chiaro leggendo i vostri articoli e chiedo qualche delucidazione, faccio una fatica mostruosa a capire quello che mi dite.
    Insomma: siete estremamente tecnici anche quando cercate di non esserlo e sono convinto che questo sia un bel freno ai vostri risultati finali, poi secondo me vi manca anche un po’ di “tecnica” sulla vendita pura, quella one-to-one, non per niente ne scrivo spesso e sperando che almeno qualcosa applichiate.
    Ma sai qual è il problema a monte? Che tutti noi tendiamo a dare per scontate sempre troppe cose. Io ad esempio, recentemente, mi sono accorto di aver omesso una piccola frase in un mio vecchio articolo proprio sulla vendita e quella piccola omissione ha reso meno efficace tutto il testo: ho dato per scontata un’iformazione.
    Decisamente un lavoraccio non cadere in tale trappola, per tutti.

    • Andrea, ammetto che non mi sorprende sapere che noi professionisti italiani non siamo l’ultima ruota del carro. Voglio dire, è sempre stato così! Chi ci ha tolto libertà e possibilità non siamo stati noi stessi ma chi “comanda” il paese.
      Poi ci definiscono bamboccioni o vigliacchi. Potessimo dire noi, ma seriamente, quello che pensiamo di loro!

      Sono sincero: io non ho mai amato (e continuo a non amare) il riempirmi la bocca di keywords in slang inglese. Cosa conta? Una ogni tanto (come ho scritto anche nel post) ci sta, fa spettacolo e comunque dà un senso di cultura in più ma, una persona comune che non si intende del tuo settore, cosa può apprendere? Nulla.
      Apprezzo comunque la tua confessione e ne farò tesoro 😉

  2. Daccordissimo con te, il problema è che, per la mia esperienza, è come un cane che si morde la coda. Ne ho provate molte nel mio approccio, a parte i valori in cui credo che sono trasparenza, semplicità e “non vendere fumo”, se cerco di utilizzare parole semplici il mio cliente percepisce il concetto banalizzato e non si giustifica il prezzo, nel caso opposto crede che lo voglia impressionare e che quindi gli voglia vendere fumo.

    La questione è complessa, senza poi parlare di quando si arriva a situazioni tipo: “Non ho il budget di cui tu hai bisogno per attuare una strategia online… ma aiutami e ti saprò ringraziare, intento puoi far vedere a mia nipote come si fanno le pagine e i post su Facebook? Così risparmio dividendo il lavoro tra voi e lei”… e ti ho riportato una storia vera!

    • Ti prego Luca, dimmi che stai scherzando. Dimmi che l’imprenditore di quell’azienda non ti ha chiesto una cosa simile. Ho bisogno di sentirmelo dire…DIMMELO!!!
      La banalità, la stupidità e l’ignoranza non hanno davvero limite.

      Detto questo, nel comunicare col cliente, va sempre trovato il giusto mix tra semplicità, chiarezza e fuochi d’artificio 😉

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