Cura del proprio brand: attenzione agli interessi

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L’input che voglio darvi è molto semplice: curate, seriamente, la vostra immagine sul web. Che voi siate un professionista o un’azienda non fa alcuna differenza, ci sarà sempre qualcuno che vi osserverà.

Cura del proprio brand: attenzione agli interessiOsserverà, per cosa?

Dipende, se siete una persona, i recruiter potrebbero entrare sul vostro profilo per capire se siete adatti a ricoprire un ruolo decisivo per una determinata impresa, e tutto ciò che leggerà sul vostro diario di Facebook, sul profilo di LinkedIn o nella pagina Chi Sono/Cosa faccio del vostro blog sarà tremendamente influente sulla scelta finale.

Per intenderci, ogni nostra azione volta al miglioramento della nostra immagine sul web, soprattutto se siamo alla ricerca di un nuovo lavoro o di nuovi clienti, fa testo. Nulla escluso.

Anche gli interessi che mostriamo verso determinati e delicati argomenti, mi riferisco in particolare a fanpage sul canale Facebook, potrebbero ostacolare la nostra credibilità. Idem, ovviamente, la condivisione di contenuti sensibili.

Con questo non sto dicendo di nascondere parti di voi, anzi, è giusto far sapere chi e come siete, ma è anche importante avere degli accorgimenti, sapendo filtrare determinate informazioni, dando un’immagine di voi solida e competente.

Vedetela così: quando percorrete una strada stretta in auto, andate con cautela e state sempre attenti a quelli che sopraggiungono dalla parte opposta, perché non ci sia una colluttazione, corretto? Ecco, allo stesso modo dovete dare attenzione a tutto ciò che satellita intorno a voi e possa colpire negativamente la vostra reputazione digitale (e non).

Tornando a Facebook, è quel social network che in Italia ci è stato mostrato come un passatempo, atto ad intrattenerci in momenti morti della giornata, ma in realtà è molto di più: è la piattaforma sociale più utilizzata e con più utenti attivi nel mondo.

E chi c’è dietro a moltissimi di questi account?

Responsabili del personale, uffici acquisti, uffici commerciali, responsabili marketing, imprenditori, agenzie interinali, e chi più ne ha più ne metta. Dietro ai profili personali di questo social media ci sono PERSONE, proprio come noi, ma vigili su tutto ciò che sta accadendo e stiamo gestendo sui nostri account.

Perché negarci la possibilità di un nuovo lavoro, di una posizione più remunerativa o di un grosso progetto con un cliente next step?

Non vi ricorderò di impostare un’immagine di profilo che vi mostri in un atteggiamento professionale, sorridente e in primo piano. Non vi ricorderò di inserire tutte le vostre esperienze e informazioni di contatto. Non vi ricorderò di mantenere sempre un atteggiamento positivo verso ogni persona del vostro pubblico.

Tutte queste informazioni le conoscete già (e se non le conoscete, questi due libri potrebbero aiutarvi nell’immediato). La nostra identità web sarà sempre più determinante nel futuro di ognuno di noi ed i curriculum non saranno mai tanto tangibili quanto il nostro operato quotidiano sul web, accessibile e verificabile in qualsiasi istante da chiunque.

Sapete perché ritengo che la personalità di un soggetto sia immediatamente più determinabile attraverso i suoi canali sociali, rispetto alla realtà? Perché sul web si tende a pensare (spesso e volentieri, nell’utente medio) che si possa avere una seconda identità, ma in realtà non andiamo altro che dare sfogo a quello che siamo dentro, quegli atteggiamenti o quelle caratteristiche che nel mondo reale non abbiamo il coraggio di mostrare per una serie di motivi, oppure non ci è concesso per l’opprimente società di oggi.

Dunque, raccogliete le idee, siate positivi e preparatevi al passaggio degli ospiti: le opportunità potrebbero bussare alla vostra porta da un momento all’altro!

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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10 commenti on "Cura del proprio brand: attenzione agli interessi"

  1. Gran post 😀

    Ti ribadisco quello che scrivevo a Rudy Bandiera qualche giorno fa :

    Personalmente SO di essere piuttosto sbilanciato nell’ambito business sui Social, perché di base non piace parlare di me (+10 carisma tipo Boba Fett che non parla mai ma fa scena).

    Purtuttavia la scappata parlando di (in ordine sparso): nerdate, cibo, fiscalità, foto del bimbo, esiste.

    Forse sarà una tara mia, ma di sociale/politica/attualità/religione sebbene le segua e abbia le mie idee (anche nettissime) cerco sempre di evitare di parlarne.

    C’è che ti potrebbe qualificare in base a queste idee piuttosto che alle effettive capacità.. considerando la percezione “tecnica” – che poi non è più di tanto- di quel che faccio (e di base, da freelance tipo Boba,non ho problemi “etici” a lavorare anche con gli Hutt.. quindi lo troverei controproducente prendere posizioni nette. )

    Te che ne dici , Ale?

    • Per me, amico mio, vince sempre la persona.
      Mi spiego meglio: io non potrei mai avere il tuo stesso successo professionale, perché tu sei arrivato lì grazie alle tue personali capacità e “doti” comportamentali.

      Semplicemente, tu sei tu, sei fatto così, e non c’è legge che dica che è sbagliato, soprattutto se i risultati sono tangibili.

      Per me, piccolo grande Boba, sei promosso 😉

      P.S.: grazie per il “gran post”!!

  2. Su questo blog parlano solo i guru? Alessandro questo tuo blog sarà da seguire con molta attenzione viste le personalità da cui è frequentato 🙂
    Rudy ha scritto libri di qualità, Benedetto Montisi anche, manchi tu Alessandro.
    Ognuno ha il proprio carattere e di conseguenza la propria ricetta per diventare un guru. Considerando che ognuno di voi tre ha raggiunto una buona dose di successo è evidente che non c’è una sola strada x averne ma ognuno si fa la sua.

    • Ti ringrazio Alessandro!
      Lo confesso: le tue parole mi rendono molto orgoglioso 🙂

      Le persone che emergono, se non sono personaggi pubblici, solitamente riescono a contraddistinguersi per almeno una loro caratteristica.
      Ecco, io non sono ai livelli di Rudy e Ben, perché loro sono meritatamente in questo mondo e sul “palcoscenico” web da più anni, mentre io solo da fine 2012, però ti posso dire che per arrivare sin qui non ho mai smesso di osservarli e seguirli (come anche il buon Skande, Riccardo Esposito e Cinzia Di Martino, giusto per dirne alcuni) perché nonostante passino libri e anni, mi danno sempre una sana motivazione di crescita.

      Scusa se mi sono dilungato.
      A presto e grazie per essere passato!

  3. Ciao Alessandro,
    utilissime considerazioni, i social sono una finestra sul nostro modo di pensare e di comportarsi, occorre sempre collegare il cervello prima di scrivere qualcosa per non rischiare di far trasparire una cattiva immagine di noi stessi, e d’altronde chi è interessato a noi – magari per ragioni lavorative – non manca di verificare se diamo sfoggio delle nostre competenze in maniera costruttiva.
    D’altronde anche Facebook ha introdotto i tag per classificarci professionalmente, significa che certamente qualcuno ci cerca per quanto sappiamo fare…

  4. chiara

    Io vi seguo e mi nutro delle vostre parole e della vostra competenza per migliorarmi e apprendere, perciò vi ringrazio.
    “mi presento, sono Chiara nella realtà e nel virtuale” erano le parole con cui avevo aperto il mio profilo Facebook appena nato. Per me era logico creare il mio Brand personale “autentico”, con positività e vivacità soprattutto nel momento in cui stavo facendo drastici cambiamenti della mia vita, in realtà ancor prima di comprendere che mi servisse!
    Sono nata come responsabile marketing a metà degli anni 80, poi mi sono dedicata invece al benessere della persona facendo l’erborista per più di 20 anni e quando i tempi sono cambiati e molto attenta alla nascita dei socialmedia ho associato le mie esperienze, tendenze personali, competenze e passioni entrando nell’ambito della formazione personale come responsabile marketing e comunicazione per poi scegliere di essere freelance. Molto ha valso la mia passione per il motorsport per cui faccio l’addetto stampa sportivo e blogger in un particolare ambito…fuoristrada! è la mia nicchia. Sono admin di diverse fanpage nei mie settori.
    Alessandro, il tuo articolo mi ha fatto pensare, non solo calzandolo su me stessa per un’autocritica di revisione, ma per condividere anche delle considerazioni. Proprio questa mattina ho fatto un commento riguardo a quanto ho visto, che mi dà dispiacere e fastidio: diverse aziende e nuove attività che “tentano” di gestirsi senza competenza i propri socialnetwork…con un titolare che a qualsiasi ora (lavorativa) gioca a candy crush e posta foto dei piatti che mangia a pranzo o selfie guidando in auto, o uno start-upper che non ha nemmeno il coraggio di dire il suo nome…e quando fai la tua proposta di Branding ti rispondono in dialetto…”mi en feisbuc (non conoscono altro) ghe sogo, no me serve el bre..che?” e allora vorrei gridare contro l’ignoranza, ognitanto lo faccio in maniera sarcastica o celata ma come per le idee politiche evito…perchè miro al mio obiettivo, a salvaguardare e migliorare il mio brand con consapevolezza!

  5. Pingback: Il brand siete voi: ogni errore si ripercuoterà sul vostro lavoro - APclick

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