Diventare influencer utili a sé stessi

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“Vuoi emergere nel tuo lavoro e nella tua nicchia di mercato? Individua innanzitutto gli influencer e, poi, comincia a farti notare da loro!”

Diventare influencer utili a sè stessi

Quante volte ho letto questa affermazione su libri, post e articoli. Quante volte ho avuto modo di riconoscere e seguire persone influenti per se stesse. O meglio, prima influenzavano alla grande i loro utenti ma, oggi, stanno vivendo di rendita (ancora non per molto) dopo aver perso una qualità che io credo essere la più importante: la condivisione.

Di questo, però, ne parleremo tra poco…

Come diventare influencer

Nello specifico, chi è e come si può diventare influencer? L’influencer è quella persona che riesce ad influenzare il proprio pubblico. Colui che nel tempo è emerso, rendendosi autorevole nella vita quotidiana, per i più disparati argomenti.

Faccio un breve esempio: io sono un esperto di pulizia della casa. Alcuni anni fa ho aperto un blog e, diverse volte a settimana, dò consigli utili alle casalinghe su come e con cosa pulire. Chiaramente, nel tempo, mi sono creato un pubblico e, gli stessi, interagiscono con me lasciando commenti o propagando sui social i miei contenuti.

Per le mie massaie, quindi, sono diventato un punto di riferimento, creando contenuti di qualità e divenendo così un influencer nel campo della pulizia di casa.

Capito il metodo e le caratteristiche? Bene, proseguiamo! 🙂

Perché diventare influencer

Diventare influencer può voler significare una cosa, in particolare: moltiplicare ulteriormente le tue opportunità di lavoro.

Già! Risultando competente per la tua materia, le aziende non faranno fatica a proporti collaborazioni, richiederti offerte e pagarti per recensire ed utilizzare i loro prodotti.

Il tuo brand, a quel punto, potrebbe splendere di luce propria!

Bellissime cose, è vero, però bisogna lavorare tanto per arrivare così in cima. Serve applicazione, costanza, pazienza, formazione, studio, test, riunioni, esperienza, fatture non pagate e caffè.

Sì…taaanto caffè, amico mio!

Il tuo pubblico e la condivisione

Culla il tuo pubblico, vizialo e renditi utile! Mettigli a disposizione casi studio, consigli e strumenti. Conversa con loro e, se ti citano, mostra riconoscenza condividendo e commentando i loro post.

Ricorda sempre che anche tu sei nato così: citando, conversando e condividendo gli articoli degli influencer prima di te.

Ora, se tu fermi questo processo, lasciando spazio solo a te stesso, rispondendo solo ai commenti di chi ritieni essere più importante e tenendoti i migliori suggerimenti per te, non farai del male solo al tuo brand ma rischierai di portare un grosso bug a questo sistema perfetto. Un sistema basato sulla meritocrazia e democrazia: sei bravo e diventi influencer, sei un novello e devi farti notare.

La storia ci insegna che, la condivisione del nostro sapere, è il primo ingrediente per l’immortalità della nostra materia.

Che senso ha diventare vanitosi, quindi?

Diventare influencer in maniera perfetta

Io credo che, ricordandoti sempre delle tue radici, con un po’ di sana umiltà, potrai rendere perfetto quello che ai tuo colleghi non riesce nemmeno. Sei d’accordo anche tu o credi ci siano da aggiungere altri aspetti di base?

Ti aspetto fra i commenti per parlare insieme della tua esperienza! 😉

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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10 commenti on "Diventare influencer utili a sé stessi"

  1. Ciao Ale,

    bell’articolo, sono assolutamente d’accordo! Permettimi solo una piccola battuta: quando poi finalmente si riesce a diventare influencer ed entra una gran quantità di lavoro, il blog a chi lo si fa gestire, visto che si deve lavorare su altri progetti?
    AAA tirocinante cercasi? 😀

    Simone

    • Ciao Simo!
      Sì, già adesso si fa fatica a produrre contenuti in quantità consistenti, figuriamoci nel momento in cui si è influencer 🙂

      Comunque, in quel caso, non affiderei mai la cura del mio blog ad un collega. Piuttosto affido qualche lavoro in “subappalto”. No?

  2. valentina sala (@valesala)

    Ciao Alessandro, è la prima volta che commento sul tuo blog (anche se ti seguo da un po’). Quale post migliore di questo? 🙂

    Il mio è un commento-domanda.
    premetto che sono lontana anni luce dall’essere influencer, però mi domando sempre quanto si debba spingere la condivisione.
    Finora ho agito condividendo sempre e solo articoli che leggo veramente, prima di tutto, e che ritengo utili e/o interessanti. Cosa ne pensi di questo tipo di selezione?
    Grazie!
    Valentina

    • Ciao Valentina e grazie per il commento, innanzitutto!

      Io penso che, diventare influencer, sia una scelta. Non tutti amano il sapore della notorietà, se così posso definirla.
      Se sei un influncer, non spingi alla condivisione in modo diretto, bensì indiretto. E’ questa la differenza sostanziale tra un utente di settore ed un influencer, almeno a mio modo di vedere.

      Per quanto riguarda invece la sola condivisione di articoli interessanti, sì, dici bene. Io stesso condivido solo quelli che ritengo di un livello sopra la media o che ritengo interessanti.
      Al contrario, all’inizio del mio “essere freelance”, per farmi notare, condividevo anche quelli di minor qualità. Col tempo, chiaramente, ho iniziato a fare una grossa selezione, anche per questioni naturali di tempo.

      Grazie a te e, se hai ancora qualche dubbio (o suggerimento), chiedi pure!
      Ciao

  3. Difficile non darti ragione Alessandro.
    In particolare mi trovo a sottoscrivere la parte legata alla condivisione: sapere fare, sapere in ogni caso, significa poter offrire qualcosa agli altri.
    Tenerlo solo per noi, in fondo, sarebbe solo un atto egoistico.

    • Buongiorno Alessia!
      Sì, la condivisione penso sia alla base del nostro mestiere. Peraltro, questi influencer citati nel mio post, lo predicano senza poi adoperarsi.
      Un po’ di umiltà farebbe al caso loro e, probabilmente, li aiuterebbe a tornare a splendere (professionalmente parlando 😀 ).

  4. Finalmente torno sul tuo blog! Che grande articolo! Condivido e sottoscrivo tutto, in particolare le parole sul ruolo importante che gioca la costanza: troppe persone credono di ottenere risultati dopo una settimana di blogging. Mi dispiace, ma non è così che funziona.

    Aggiungo, inoltre, che ogni influencer ha una fase crescente ed una calante. È naturale, fisiologico, giusto. Tuttavia, è anche lecito ritardare questo momento il più possibile continuando a produrre contenuti di qualità anche quando si pensa di essere giunti all’apice del proprio percorso professionale.

    • Ti ringrazio Mario!
      In origine, l’articolo, aveva un tono molto più duro, verso la tipologia di influencer che ho citato. Nelle varie revisioni, poi, mi sono rivisto e ho cercato di essere il più diplomatico possibile 🙂

      Sulla fase crescente e calante di un influencer, è vero, sottoscrivo in toto. Ci sono due brand in particolare, che seguo dall’inizio della mia “carriera”, in evidente fase calante ma, non li vedo reagire o comunque modificare il loro comportamento per ri-attirare di nuovo il pubblico.
      E’ un peccato…bisognerebbe solo scendere dal piedistallo…

  5. Pingback: Il Personal Branding è un secondo lavoro - APclick

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