Educazione digitale civica: lavoriamo sui ragazzi

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Quante volte al telegiornale abbiamo sentito di “un annuncio su Facebook” prima di un gesto estremo da parte di una persona?

Educazione digitale civica: lavoriamo sui ragazzi

Il web è un mezzo potentissimo, perché ti può portare ovunque tu voglia, anche ad accedere senza troppe restrizioni ad informazioni che andrebbero semplicemente limitate.

Un genitore, al giorno d’oggi, non è mai a casa e al contempo non può permettersi di controllare il figlio 24h. Di conseguenza il ragazzo ha totale libertà e non si priva più di nulla, perché tanto è tutto lì, sul web, a portata di clic ed assimila tutto ciò che vede, dall’immagine più positiva alla cronaca più negativa.

In un qualsiasi cervello, soprattutto se in fase di sviluppo, in determinati istanti possono scattare soluzioni estreme. Ecco una situazione tipo: ennesima eMail ricevuta da un compagno di scuola “sei un ciccione di m…a!”.

Il ragazzo destinatario di questo messaggio è in un periodo difficile della sua adolescenza, in quanto non passa mai inosservato per la sua obesità ed a casa assiste sempre a violente discussioni fra i suoi genitori. Non è felice, si sente sopraffatto da sentimenti negativi. Qualche giorno prima aveva letto su un noto quotidiano online che un suo coetaneo si era lanciato dal terzo piano perché al liceo, quotidianamente, veniva deriso perché era gay. Così comincia a ripensare a tutte le sue difficoltà, dall’accesso ad un semplice ascensore, passando per le ingiurie verbali, fino ai sorrisetti umilianti mentre scarta la sua merenda durante la ricreazione delle 10.

In un attimo scatta la molla e il ragazzo obeso copia il gesto estremo del suo coetaneo.

A distanza di qualche giorno, i genitori del suicida, scoprono che il proprio figlio era vittima di bullismo. Costantemente la sua posta elettronica e i suoi messaggi privati su Facebook erano invasi da contenuti offensivi verso la sua persona e verso il suo stato fisico.

Scatta l’immediata denuncia!

I parenti dei bulli si difendono con la solita e ormai ripetuta frase “Mio figlio non insultava davvero quel ragazzo obeso, lo faceva solo su internet. Scherzava! Andiamo: anche noi, ai nostri tempi, ne facevamo tante di ragazzate…”

Scherzava….

Lo faceva solo su internet…

Ragazzate…

I ragazzi sono il nostro futuro

Molti adulti, non necessariamente genitori, sono ricolmi di esperienze di vita ma non hanno la benché minima conoscenza del web. Pensano semplicemente sia una svago o un luogo qualunque dove acquistare un paio di scarpe che al negozio di città non ci si può più permettere. Se vogliamo dirla tutta, molti di loro non sanno e non vogliono nemmeno imparare ad accedere alla rete!

Per i ragazzi, i cosiddetti nativi digitali, è completamente il contrario: conoscono la potenza di questi mezzi, tutti i suoi meccanismi, ma non hanno l’umana esperienza per rendersi conto delle proprie azioni, sfociando così in molestie punibili dal codice penale. Al secolo carcere.

Ecco perché esistiamo noi professionisti, ecco perché chiediamo da diverso tempo e a gran voce, alle istituzioni, di introdurre un insegnamento nelle scuole: una vera e propria educazione digitale civica.

Sfruttare lo strumento web per le sue reali potenzialità, coinvolgendoli fin da adolescenti, in primis non potrà che garantire risultati importanti per il loro futuro e per quello della nostra società, in secundis comprenderanno che realtà e rete sono due cose molto differenti tra loro e confonderle potrebbe segnarne la loro vita.

Educazione digitale civica: cosa ne pensi?

Sostengo da diverso tempo che stiamo vivendo un passaggio epocale all’interno della nostra società (quello dall’analogico al digitale), c’è persino chi ha scritto uno splendido libro a riguardo, e sfruttare questa onda di cambiamento a nostro favore aiuterebbe noi tutti a conviverci, portando coscienza di questi meravigliosi mezzi.

Tu cosa ne pensi dell’introduzione di un’educazione digitale civica?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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3 commenti on "Educazione digitale civica: lavoriamo sui ragazzi"

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