Fottere le persone (e le aziende) su Instagram

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Come ben sapete, il mio vero avvicinamento ad Instagram si è concretizzato ad inizio 2015. Non più di due anni fa, quindi.

Con l’obiettivo di verticalizzarmi ho studiato con costanza l’argomento, sfruttando quelli che erano TUTTI i materiali e strumenti a disposizione sul web: blog italiani e stranieri, gruppi di discussione, video corsi, risorse gratuite scaricabili, e chi più ne ha più ne metta.

Non ho nemmeno mai nascosto il fatto che ho testato di TUTTO, anche le attività “black hat”, quelle che la maggior parte dei più riconosciuti instagrammer italiani pubblicamente sbeffeggia e poi utilizza più o meno costantemente.

Dunque devo dire GRAZIE a queste esperienze, perché mi hanno dato modo di riconoscere ad occhi nudi chi fa uso e chi meno di strumenti e/o attività come il like bombing, i bot e compagnia bella. Di fatto persone, account Instagram, che cercano di fottere il pubblico di riferimento.

Inoltre, se non avessi mai investito anche in queste tecniche più sinistre, oggi non potrei raccontare ai miei corsisti di come funzionano nel dettaglio e a quali pericoli andrebbero incontro.

Ma facciamo un piccolo passo indietro: perché questi soggetti, questi falsi influenzatori di Instagram, cercano di fotterci? Perché cercano di fottere agenzie, aziende e professionisti del settore?

Ve lo dico io:

  1. perché vogliono ricevere prodotti GRATIS dalle aziende
  2. perché vogliono arrivare a guadagnare senza particolari sforzi (come un reale progetto fotografico, ad esempio)
  3. perché sono in balia di falsi miti di pseudo santoni del web

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Ora, invece, mi rivolgo direttamente a questi account, a queste persone, che cercano di fottere le aziende e le agenzie PR per riuscire ad attirare la loro attenzione con l’intento di ricevere prodotti gratis:

  1. se voi foste un imprenditore, vi piacerebbe essere presi per il culo in questo modo? Gonfiando i post che gli avete venduto, con like e commenti di persone a cui non frega assolutamente un tubo del prodotto che quell’imprenditore, invece, paga e si aspetta di poter comunicare alle persone giuste grazie al vostro (falso) aiuto?
  2. se voi foste in quelle persone che vengono seguite e dopo un’ora rimbalzate, esclusivamente per aumentare il vostro numero di follower, non vi incazzereste? Non vi sentite davvero neanche un po’ stronzi?

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Penso che si sia persa l’etica del lavoro onesto. Penso che VOI, che state cercando di fottere clienti con numeri gonfiati, stiate uccidendo l’etica di chi l’Instagram ne ha fatto un lavoro. O per lo meno un secondo mestiere, ma senza doping.

Penso anche che si debba smettere di pensare che ricevere un prodotto gratis, sia la giusta ricompensa in cambio di quintordicimila foto nella vostra gallery. In questo modo uccidete il mercato. In questo modo portate le aziende a non investire più in reali strumenti di diffusione del messaggio come Instagram e l’Influencer Marketing. E in questo modo voi stessi perderete opportunità di lavoro, perché vi sputtanerete e perché in quel momento avrete già ucciso il mercato, appunto.

Penso che siate soprattutto dei disonesti e penso che la vita vi restituirà la vostra disonestà nell’aver rubato danaro ad altre persone. Perché comunque si arriva sempre lì, al danaro, anche se vi inviano un orologio del valore di 50€.

Penso che siate dei poveretti, nel momento in cui incontro i vostri disperati post subito dopo la comunicazione di chiusura di un bot. Quel (maledetto) strumento che dopava i vostri numeri. Che poi di per sé il bot non sarebbe nemmeno uno strumento stupido se utilizzato in modo oculato e per determinati scopi, ma accade sempre che l’essere umano riesce nell’intento di trasformare un mezzo in qualcosa di disonesto, soprattutto per il guadagno facile.

Penso che Instagram e l’Influencer Marketing siano rispettivamente, ancora, una piattaforma e uno strumento UNICI NEL LORO GENERE per aiutare le aziende ad investire bene il proprio denaro e nella giusta direzione, con obiettivi più certi che con un post messo in evidenza a 2€ su Facebook.

E penso che Mark Zuckerberg stia facendo bene a restringervi il campo di “fottitura”, perché in qualche modo porterà ancor più valore a chi – fino ad oggi – ha lavorato onestamente o comunque ha sempre perseverato nel farlo.

In tanti la pensano così…

Un caro amico, espertissimo di Instagram Marketing, docente di svariati corsi e fondatore assieme ad altri soci di una delle prime visual agency in Italia, ha desiderato lasciare un suo parere sull’argomento.

Parlo di Francesco Mattucci. Ed ecco il suo pensiero:

“Riagganciandomi al discorso dell’influencer marketing o, come va di moda ora, del micro-influencer marketing, sarebbe cosa saggia per le aziende scegliere (e non è per niente facile) persone che promuovano realmente i loro prodotti/servizi. Due i casi più comuni:
  1. l’influencer di turno che promuove se stesso, ossia associandosi ad un contesto “cool”, si sente altrettanto cool (molti sono affetti da narcisismo-ipertrofico); il caso più classico è di quello pseudo-professionista che ‘guardate quanto sono fico… sono alle Maldive pagato dall’azienda X per farmi selfie in piscina!’
  2. amiche aziende, prestate attenzione a come vengono contestualizzati i vostri prodotti: se, ad esempio, producete scarpe da sera costose ed esclusive e scegliete un influenzatore – anche con numeri interessanti – ma che le mostra seduto su un tavolino dell’IKEA, con alle spalle un muro che avrebbe un gran bisogno di un’imbiancata… beh, ecco, non credo che questo renda un gran servizio alla vostra azienda che ha investito danaro su quel determinato influencer”

 

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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