Clienti da evitare: la situazione “tipo”.

696 10

Al giorno d’oggi, lavorare, sarebbe il meno. E’ quello che ruota intorno al mondo del lavoro che è sbagliato. Completamente, sbagliato! Ad esempio, tu, neo freelance: sei in grado di riconoscere i clienti da evitare? 

social media marketing, clienti da evitare

Certe occasioni è meglio perderle, che trovarle…

PREMESSA

Oggi il calendario editoriale, come argomento, direbbe “social media marketing”. Lo so, mea culpa! Avevo però questo argomento che mi ronzava in testa da diversi giorni e che si collegava comunque al mondo dei social.

Dovete sapere che, questo post, nasce da una chiacchierata. Recentemente infatti, discutendo con alcuni colleghi freelance, ci siamo trovati a sorridere di alcune situazioni davvero imbarazzanti.

LA SITUAZIONE “TIPO”

Talvolta, capita di essere contattati direttamente da aziende che ti trovano sul web e, in quei precisi istanti, ti senti il guru della situazione, la persona che fa proprio al caso loro. Dall’altra parte del telefono invece, capita di trovare il gallo di turno, mascherato da vero imprenditore.

In un primo momento non ci dai peso. Ti senti gasato come una Fanta, perché ti hanno notato sul web, quindi vuol dire che stai lavorando bene e che il tuo brand “gira”.

Ottimo, grande, yeah!

Arriva finalmente il giorno dell’appuntamento. Ti prepari tutto bello, con la tua camicina, il tuo maglioncino che sa profumo di pulito, la scarpa abbinata al jeans…insomma, vuoi fare colpo sul cliente presentandoti (giustamente) in modo professionale.

Durante il viaggio ti ripassi tutto: il tuo portfolio, cosa sai fare, cosa hai fatto prima di essere un freelance, etc. etc.

Arrivi all’appuntamento e ti trovi davanti ad un condominio…

Va beh, pensi, ci sta, anche io lavoro in casa, non posso permettermi un ufficio, sono solo un libero professionista con stampato in fronte “regime dei vantaggi”. Però, strano: il sito dava completamente una visione ed una dimensione diversa dell’attività…

Suoni il campanello; ti aprono e sali.

Ci siamo! Grande! Ora colpisci nel segno con la tua professionalità e porta a casa l’ordine, ragazzo!

…ti fanno attendere almeno 20 minuti all’ingresso, in piedi…

“Prego, venga! Il Sig. Pinco Pallino è pronto a riceverla.”

Passi un corridoio di 39 stanze, di cui la metà buie, e arrivi (finalmente) in questa camera matrimoniale adattata ad uso ufficio: “Salve, buongiorno, sono Mario Rossi. Il Social Media Strategiest!”.

Dopo le presentazioni e il tuo discorso preparato da almeno una settimana, prende la parola lui: l’imprenditore. Quello che ti ha cercato…

“Guardi, Sig. Rossi, partiamo dal presupposto che al giorno d’oggi dei soldi ce ne sono pochi. Io però voglio essere presente su Feisbuc, voglio una persona che mi segua giorno e notte, che sappia prendersi le sue responsabilità e che capisca che il lavoro non è fatto solo di guadagni”.

Amico mio, stringi la mano dell’interlocutore e SCAPPA.

Sì, vattene.

Ringrazia e saluta con cordialità, ma lascia il prima possibile quell’ufficio perché, il gallo, ti sta “intortando”.

Da lì a poco ti avrebbe proposto anche di lavorare in cambio di royalty, credimi.

Cosa fare per riconoscere prima i clienti da evitare?

Per riconoscerli prima, poco o nulla.

Puoi avere le tue buone sensazioni, che spesso porteranno ad una veridicità di quello che sentivi, ma non saprai mai con chi hai a che fare finché non lo incontri. Solo dopo una serie di appuntamenti simili, sarai in grado di capire preventivamente con chi ti stai confrontando.

Le parole con cui comunicano (e comunicheranno) ti sembreranno sempre più comuni e capirai che, quegli interlocutori, sono galli e non aziende.

Lo so, adesso starai pensando “Cavolo, in Italia, come si fa a lavorare allora? La maggior parte delle attività si comportano così!”. In parte è vero, spesso mi trovo anche io in difficoltà e mi viene quasi voglia di mollare tutto, di tornare a fare il dipendente.

Non devi abbandonare la barca però, ti assicuro che c’è ancora gente onesta a pilotare la propria impresa. Casomai, gli stessi, potranno avere un momento di difficoltà a pagarti, visti i tempi in cui viviamo ma, credimi, i tuoi soldi non li perderai, se hai lavorato bene.

Detto questo, ti è mai capitato di trovarti in situazioni simili? Come ne sei uscito?

Discutiamone insieme. Descrivimi la tua esperienza…  😉

Total 0 Votes
0

Tell us how can we improve this post?

+ = Verify Human or Spambot ?

About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

Commenta l'articolo!

10 commenti on "Clienti da evitare: la situazione “tipo”."

  1. Ciao Alessandro,

    per tua fortuna o per nostra sfortuna credo che queste situazioni siano abbastanza frequenti!

    Non so se sia sempre possibile riconoscere un cliente prima del vero e proprio incontro, ma si può provare a instaurare un pre-dialogo via telefono/skype/mail in cui si cerca di capire in maniera molto generale cosa serve al cliente e a fare capire a che tipo di collaborazione siamo interessati noi.

    Probabilmente, spiegando che generalmente lavoriamo in maniera X e Y e che prima di iniziare il compenso/preventivo/altro verrà stabilito secondo certi criteri, si riesce a inviare il messaggio che se ha intenzione di proporci un “soldi non ce ne sono” tanto meglio che risparmi fiato, perché siamo dei professionisti seri.

    Che dici?

    • Ciao Daniele,

      assolutamente sì. Può essere una buona soluzione.
      Talvolta però, di primo acchito e presi dall’entusiasmo, tralasciamo questi aspetti e fissiamo direttamente l’appuntamento 🙂 …sbaglio? Almeno, a me, è capitato. Mea culpa!!!

      Quanti anni è che sei freelance, Daniele? Ti sono mai capitate situazioni similari?

  2. Beh, tutta questione di esperienza, più “pacchi” si prendono più ci si abitua a non sbagliare più! 🙂

    Come te sono freelance da molto poco e come tanti ho trasferito il lavoro da dipendente in un’attività auto-gestita. Devo dire che mi è capitato in realtà soprattutto all’inizio, nel periodo in cui mandavo tanti CV, quando in realtà pensavo ancora al lavoro appunto da dipendente. Tanta gente che ti faceva arrivare lì per poi dirti che “il lavoro non è retribuito, è un settore artistico, quindi non c’è retribuzione” (?!?!)

    Ora per fortuna, non mi capita da un po! 😉

    • Sì, idem anche io.
      Io sorrido però, cazzarola, siamo messi veramente male in Italia.
      Più passa il tempo e più è peggio. Sembra proprio che non ci siano spiragli all’orizzonte…mah!

      Grazie ancora Daniele e buona serata 😉

  3. Quante volte è capitato a me? Tantissime volte. In ambito diverso, ma la realtà è sempre la medesima. La situazione è identica a come l’hai descritta tu. Ti racconto la mia ultima esperienza simile, e come ho cercato di evitarla (fallendo). Cliente X vuole sviluppare logo per propria azienda, di cui non sa ancora il nome (!?). Cerco di spiegare che a questo punto non si tratta di sviluppare solo un logo ma un vero e proprio brand da zero. Noto subito che c’è molta incertezza nell’interlocutore, che in realtà ha visto la mia pagina feicebbock (scritto così, capirai perché) e ne vuole anche lui una così. A questo punto gli spedisco un questionario da compilare, tipo il test dei tre giorni, per intenderci, che oltre a domande ben mirate che mi devono aiutare a sviluppare il logo, le stesse appaiono “mascherate” sotto altra forma per mettere in luce contraddizioni o incertezze. Le risposte che mi invia denotano una grande sciatteria e confusione. Ma procedo lo stesso. Al decimo logo (cioè nome azienda + logo) getto la spugna ed invito il signore a rivolgersi ad un altro. Un progetto che comunque metterò…nel portfolio.

    • Beh, Simone, sono sincero: alla decima proposta io non ci sarei mai arrivato. Non più di 4,o al massimo (ma proprio massimo) 5. Ti faccio i miei complimenti per la pazienza 🙂

      Tu, personalmente, hai agito in maniera professionale e corretta, in tutti gli step (da quello che posso capire), inviandogli anche il questionario.
      Siamo circondati da questi esemplari, dobbiamo farcene una ragione…

  4. In genere non faccio commenti così brevi, oggi sì: sai perché il copywriter è il mio secondo lavoro e non mi sono ancora licenziato dal negozio? Perché becco tutti galli che pensano di aver trovato il pollastro.

  5. Pingback: Comunicare col cliente di #SMM: i segreti per saper vendere - APclick

  6. Pingback: Quando il blu è troppo blu e tu non ci puoi fare nulla - APclick

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*