Il galateo della Call-to-Action

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Qual è il miglior modo per aumentare il coinvolgimento e l’interazione (al secolo, engagement)? Ovvio, una call-to-action coi fiocchi! Sei sicuro, però, di porla alle persone giuste?

Il galateo della Call-to-Action

Sui social media, si sa, la call-to-action è sempre lì, dietro l’angolo, pronta ad essere sfoderata per mostrare al cliente che sappiamo raggiungere gli obiettivi prefissati e alla tua utenza che sai fare il tuo mestiere.

Costruire una frase di engagement che funzioni richiede sempre esperienza, quindi, il miglior metodo è fare test su test per capirne la quantità e qualità di commenti, condivisioni e Like raccolti.

Ecco, mi aggancio alla fase dei test per renderti ancor più trasparente un concetto: una call-to-action deve essere sviluppata ed esibita al target di riferimento; sganciandola a destra e a sinistra come se non ci fosse un domani (soprattutto coi tuoi colleghi, come spesso vedo accadere), rischia di diventare controproducente e farti passare in primis come rompiscatole, in secundis – a lungo andare – poco professionale.

Poco professionale per due semplici motivi:

  1. stai continuando a porre imperativi e punti interrogativi alle persone sbagliate; noi del mestiere ce ne accorgiamo subito…
  2. non sempre la call-to-action viene costruita a dovere, zeppa di avverbi e impregnata di punti interrogativi ed esclamativi (?!?) a fine frase

Con questo non sto dicendo che porre domande ai propri colleghi per trarne il parere sia sbagliato, anzi, ma va fatto con moderazione. Idem per il tuo target di riferimento: per loro sarebbe un chiaro bombardamento che, nel tempo, li porterebbe a perdere interesse verso il brand.

A proposito di ciò, ricorda sempre due cose, che io tengo sempre bene a mente: la prima, il troppo stroppia, lo dice anche il detto, la seconda, l’utente medio vive i social come un passatempo e se noi lo interrompiamo quotidianamente rischiamo di perdere il fan.

 

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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9 commenti on "Il galateo della Call-to-Action"

  1. ottimi consigli, l’unico social che che ancora riesco a sfruttare come dovrei è facebook dal quale ho poche visite forse perche sono un po assillante, provero a lasciare alle persone che mi seguono i loro spazzi.

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