Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!

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Vuoi moltiplicare i tuoi ricavi, lavorare poco e diventare un vero imprenditore? Ho la soluzione per te: apri un blog e diventa freelance!

Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!

Photo by @markomorciano –> http://instagram.com/markomorciano

Sì, era il momento che uno di noi parlasse ed arrivasse a spiegarti cosa si nasconde davvero dietro all’essere freelance. Il titolo dice tutto e voglio ribadirtelo: abbiamo scoperto una nuova America!

Guadagnare tanto, primo step: apri un blog

Il primo passo è aprire un blog e cominciare a buttarci dentro qualche articolo: parla di ciò che vuoi e tutto quello che è di tuo interesse. Non è importante avere una base di comunicazione, ne di sapere la grammatica legata alla tua lingua madre. L’importante è che tu propaghi su l’internet il tuo pensiero!

Una volta fatto questo: promuoviti. Sì, promuoviti! Contatta le aziende attraverso messaggi privati sui vari social network o attraverso i loro siti web. Proponiti, in cambio di cospicue somme di denaro (perché tu li pubblicizzi, andrai ad influenzare il tuo pubblico), e recensisci sul tuo blog ogni forma di prodotto esistente!

Cosa aspetti? Queste imprese non aspettano altro che te: un professionista serio, nonché imprenditore, che parli bene di loro e sponsorizzi i loro prodotti.

Ah, dimenticavo: se non hai la possibilità o la voglia di aprire un blog, basta anche una semplicissima pagina Facebook! E’ gratis e, soprattutto, puoi spacciarla come un comunissimo sito web personale; tanto, in Italia, chi vuoi che conosca la differenza?

Guadagnare tanto e lavorare poco, secondo step: diventa freelance

Ok, ora sei quasi pronto al lancio della tua carriera. Manca l’ultimo passo; basta veramente poco: diventare freelance!

A dire la verità, mediamente, bastano 1.000€: li hai? Se non ne sei in possesso vai tranquillo, scegliti un commercialista amico e pagalo in royalties. Ne sarà sicuramente felice e aspetterà la tua “esplosione” imprenditoriale (è solo questione di tempo, fidati).

Attenzione: io ho citato un “commercialista amico” in quanto hanno tutti la stessa funzione (e lo paghi quando vuoi, appunto). Sfatiamo lo stereotipo che è il commercialista a farti risparmiare e a prendere due soldini in più a fine anno. Non ti darà mai le giuste soluzioni e indicazioni per il bene della tua azienda, penserà solo ad arricchirsi con un nuovo pollo da spennare, interpretando la legge italiana alla bene meglio.

Eseguito questo ultimo step, sei ufficialmente un freelance. Hai la tua partita iva e sei un vero e proprio imprenditore.

Il nostro inquadramento ha molti vantaggi ed il primo, su tutti, è quello di poter lavorare poco ma guadagnare tanto. Non ti serviranno neanche provocanti segretarie o affascinanti commerciali che parlino per te e del tuo brand: basterà essere presenti on-line e i clienti correranno da te!

Fai svoltare la tua vita

Come avrai capito il passo verso la gloria è veramente breve e semplice. Tutti possiamo guadagnare tanto e lavorare poco! Poi oggi, in Italia (grazie alla crisi), abbiamo ancor maggiori possibilità, in quanto le imprese non assumono ma preferiscono pagare profumatamente fatture ad esterni.

Ora, amico, sei pronto a svoltare la tua vita!

Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!

Photo by @markomorciano –> http://instagram.com/markomorciano

Conclusioni

E’ chiaramente una provocazione. Tutto, ogni singolo argomento. Non sono impazzito!

Ho raccolto un po’ di testimonianze nelle ultime settimane. Ho parlato con l’uomo del marciapiede, colui che ci vede da fuori.

Ciò che hai letto è esattamente quello che lui pensa di noi e nello specifico crede che:

  • le nostre giornate inizino intorno le 9.00/10.00 del mattino e finiscano intorno le 16.00 del pomeriggio
  • il nostro lavorare “davanti ad un computer, tutto il tempo” non sia un mestiere ma un ripiego
  • sia lui a mantenerci, dato che abbiamo “grandi” agevolazioni fiscali
  • i compensi che riceviamo siano netti o che riusciamo a produrre molto nero (“chi vi controlla a voi?” …le sue parole…)
  • cazzeggiamo continuamente su Facebook, segnalando o condividendo ogni tipo di frase/link/video/foto
  • scriviamo su un nostro blog perché ci paga qualcuno, se no non ci perderemmo tempo

Questo è ciò che l’italiano medio pensa di noi: diventiamo freelance per guadagnare tanto e lavorare poco.

Non aggiungo altro, non ce n’è bisogno. Lascio a te le considerazioni e aspetto di parlarne insieme, qui sotto, fra i commenti.

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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13 commenti on "Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!"

  1. E, Alessandro, non lo sai che tutti sappiamo gestire una pagina Facebook? Anche mio cuggggggino di 3 anni sa farlo!
    Poi si trovano nei casini ed è colpa del marketing digitale!

  2. Silvia Ciuffetelli

    I “web così” però si lamentano parecchio invece di accettare che quella scelta non sia una categoria professionale riconosciuta, che sia fatta per lo più di arrivisti, pagata anche una miseria e assolutamente precaria.
    Insomma, non è che qualcuno punti la pistola alla gola per farti diventare freelance o consulente o community manager. Non è una strada liscia come quella del dipendente statale e bisogna calcolarlo quando si sceglie “cosa fare da grandi”.. O no?

    • Sì, in Italia non è riconosciuta, infatti siamo considerati dei disocuppati (il ché è incredibile però…solo da noi accadono o fanno accadere cose simili).
      La mia, ad esempio, è stata una scelta: io sono voluto diventare freelance. Ad oggi, giuro, non me ne sono mai pentito nonostante le migliaia di difficoltà che clienti e Stato mi mettono davanti ogni giorno.

      Tu, Silvia, sei dipendente o freelance?

  3. Ah ah ah ah, all’inizio ci ero quasi cascato! ^_^
    “Le grandi agevolazioni fiscali”, “la giornata lavorativa che finisce alle 16” “divertimento al computer”…. eh già, strano che tutti non mollino le aziende per diventare socialmediacosi o web writer!
    Ha fatto bene a illustrarci il pensiero dell’uomo della strada… come sempre ben ponderato (?), realistico (??) e supportato da esempi concreti (???). ^_^

  4. Pingback: Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freel...

  5. Pochi giorni fa si parlava con un professionista che sta a Londra e quel che se ne evince è una cosa: si tratta di un problema culturale (antropologico ?).

    Questo che subiamo è un paese a forte componente statalista e assistenzialista che ha deformato le persone e di conseguenza le loro azioni.

    Te che lavori in proprio sei uno sospetto, perché se lo fai , probabilmente c’hai qualche guadagno strano dietro..

    bah. Quando tocca spiegarlo perché effettivamente c’è davanti un prospect ok, ma se dovevo fare l’educanda mi chiamavo Montessori. 😀

  6. Smart

    Ammmetto che ho il dente avvelenato. Sono d’accordo sul fatto che la nostra categoria (mia credo per poco perché ne ho la nausea di questo mondo) non sia riconosciuta ma credo anche che la colpa sia anche nostra. Forse dovremmo imparare a farci rispettare un po’ di più prima di accettare contratti ridicoli da imprenditori che si sono svegliati una mattina nei tempi d’oro e, con un bel gruzzolo alle spalle, hanno aperto queste fantomatiche agenzia sfrutta menti. Finché gli arrivisti, prima citati, ci sguazzano alla grande in questo mare di fango (siamo fini) non possiamo che prendercela con noi stessi. Cambierebbe anche l’opinione pubblica

    • Non condivido pienamente il tuo pensiero, Martina, ma lo apprezzo perché comunque è un ulteriore e valido punto di vista.

      Personalmente non ho la nausea di tutto ma dell’Italia, della sua società. Penso che questo traspaia ogni tanto, nei miei articoli.

      Il dilemma dei compensi, dell’essere sottopagati, è un problema dato soprattutto da chi si è svenduto in tempi di crisi. Pensaci: l’agenzia ti offre un progetto e quello è il budget. Ti basta? Se non lo ritieni sufficiente giri i tacchi, ringrazi e vai via.
      Il problema è che molti di noi, come dici appunto tu, hanno accettato quei miseri budget e da lì, forse, è nato questo vortice.

  7. È vero, soprattutto sull’orario: superati i 40 continuo ad avere clienti che credono che se telefonano alle 9 io sia ancora a letto (e magari sto lavorando già da un’ora).
    Confondono la vita da freelance con quella da rockstar: chissà quand’è che si è creato l’equivoco…
    Ottimo articolo, comunque, ferocemente ironico 😉

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