#Hashtag: qual è il suo futuro?

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Twitter ne diede l’origine, Facebook ne segnò la sorte.

#Hashtag: lo splatter quotidiano è servito

L’#hashtag è una parola preceduta dal simbolo # (cancelletto) che sta ad etichettare un argomento all’interno di un post, sulle varie piattaforme social che mammaWeb ha voluto metterci a disposizione.

Twitter fu il primo ad introdurlo, ne fu proprio l’artefice, in particolar modo per permetterci di seguire in real time un determinato argomento o news.

Come ogni buona cosa, in men che non si dica, l’#hashtag venne copiato e trapiantato (male) su ogni social network. Oggi, infatti, lo troviamo sotto qualsiasi forma e ne facciamo un uso sbagliato, inconsapevole ed insensato, generando e trasferendo ulteriore ignoranza (sull’argomento) in tutti noi.

Cosa ancora peggiore, così facendo, ne stiamo annientando il beneficio.

Sì, il suo servizio ha portato giovamento e immediatezza a più settori, come il marketing, il giornalismo, lo sport e la televisione, per dirne alcuni. Se vuoi approfondire, gli amici di Studio Samo ne hanno fatto un ottimo quadro in questo articolo.

Nel tempo mi è capitato di leggere colleghi – o semplici appassionati – che si “gigioneggiavano” a ridere di chi ne faceva un uso sbagliato. Mi permetto di tirargli le orecchie: un vero professionista dovrebbe provare ad educare gli impreparati, anziché stare a guardarli, e per fortuna c’è chi l’ha capito! Parlo di Mashable, che ha creato una guida all’utilizzo per principianti.

Concludendo, a mio modo di vedere, Facebook credo sia stato quello che ha crocifisso il buon senso de l’#hashtag, per un motivo in particolare: non è una piattaforma ideale al real time. Questo ha portato gli utenti più “ignoranti” in materia ad utilizzarlo a loro piacimento, sfornando così prodotti di questi tipo…

#Hashtag: lo splatter quotidiano è servito

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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1 commento on "#Hashtag: qual è il suo futuro?"

  1. Senza dubbio!

    Facebook è chiaramente il luogo meno adatto e il primo imputato in questo caso: oltre a non essere una piattaforma adatta al real time (come hai già detto), è costituita da utenti che sono mediamente abituati a concepire le relazioni come “io sono amico tuo e tu amico mio” e non a fare una ricerca per tematica e approfondirla con perfetti sconosciuti.

    Ma si sa…se ce l’hai tu devo averlo anche io, no? 🙂

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