Quando il commento è scomodo

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Sai quel momento in cui ricevi una mail da WordPress, relativa ad un commento sul tuo ultimo articolo, e ti accorgi che sei appena stato destinatario di un commento scomodo? Ecco, parliamone…

Quando il commento è scomodo

Il blogging è sicuramente una forma di scrittura web a sé, con delle basi ma senza leggi, in cui il tuo “io” si libera e detta alle tue mani tutto quello che ha relativamente ad un determinato argomento.

Ecco, ritengo ci siano 3 forme di blogging: professionale, personale e improvvisata.

Professionale è tutto ciò che rappresenta il lavoro, quindi parliamo di blog giornalistici, di cultura, di medicina, aziendali e chi più ne ha più ne metta. Poi esiste la forma personale, ovvero quel blogging dettato dalla pura voglia di scrivere, in cui parli di te stesso, delle tue passioni, della tua vita, dei tuoi hobby e quant’altro. Ultimo della lista, ma non ultimo (ahimè), è il blogger improvvisato: colui/colei che non ha alcuna conoscenza di scrittura web, ma che sfrutta le piattaforme di blogging gratuite per provare ad attirare l’attenzione del mondo con improbabili e singolari performance da Paperissima Sprint. A quest’ultima categoria mi permetto di aggiungere anche i tester: quei “blogger” che passano le loro giornate a mandare messaggi privati alle fanpage Facebook di brand, per richiedere loro un po’ di prodotto gratis da testare e recensire (sempre in maniera positiva, chiaramente…) sui loro blog.

Bene, fatta questa breve panoramica sulle tre forme di blogging esistenti, ora ti parlo del pubblico e di chi interagisce con gli articoli.

L’utente medio del blogger

Ogni categoria ha il suo target di riferimento ma tutti e tre hanno in comune un potenziale spettatore: il Troll.

Il Troll è quell’utente un po’ Giuda – ovvero che ti colpisce alle spalle non appena ti volti – che nasce nella foresta oscura dell’invidia ed esce allo scoperto solo per nutrirsi di un tuo errore grammaticale o errato collegamento ipertestuale, segnalandotelo con un commento scomodo, sarcastico, al limite del “ma vai a quel paese!“.

Come li puoi riconoscere? Il 99% delle volte, nella form dei commenti, non lasciano alcun loro riferimento (sito web) e inseriscono un nome ed un indirizzo eMail falsi.

Difendersi da queste creature e da un commento scomodo è molto semplice: innanzitutto pubblicare comunque la sua interazione (l’importante è che non ci sia un linguaggio scurrile e volgare, condito con offese alla tua persona e/o al tuo operato, in questo caso cestinare!), rispondere al suo commento usando una forma auto-critica verso il tuo errore (ammettendolo quindi) e, se ti riesce, un pizzico di ironia. Così facendo, nella maggior parte dei casi, non tornerà a farti visita in tempi brevi.

Inoltre, se hai un pubblico fedele, sicuramente, alla lettura del Troll, alzeranno le mura e verranno in tua difesa. Personalmente, questa cosa in particolare, la trovo sempre magnifica ma, soprattutto, ti fa render conto che stai lavorando bene.

Io continuo sulla mia strada, e tu?

I nemici li troverai sempre sul tuo cammino: sia in un ufficio che sul web e spesso dettati dall’invidia, come abbiamo visto. E’ chiaro comunque che più sarai esposto ed acquisirai visibilità e più sarai soggetto ad attacchi di questo genere.

Per quanto riguarda me, le uniche cose che potrebbero allontanarmi definitivamente dal blogging sono la salute e la morte. Quindi, mio caro Troll, fattene una ragione 🙂

Io scrivo per passione, per dare un seguito alla mia esperienza ed aiutare chi ha bisogno di consigli sugli argomenti relativi alla mia professione. Non sono un giornalista e non voglio neanche esserlo.

Tu invece, amico, cosa faresti sotto l’attacco di un Troll? Come reagiresti ad un commento scomodo?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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13 commenti on "Quando il commento è scomodo"

  1. Ciao,
    da un certo punto di vista il troll mi da “soddisfazione” perché significa che ho raggiunto un certo grado di importanza in termini di visibilità oppure di competenza (chi ha mai visto un troll in un blog visitato da nessuno? ^_^): detto ciò, ovviamente, se come dicevi uno non ha niente da nascondere, può benissimo pubblicare il commento incriminato, tanto ci penseranno i lettori a dargli l’irrilevante peso che merita.

  2. Si Ale, è il modo migliore, anzi probabilmente l’unico. Faccio così anch’io. Però Ale quel commento da cui è nata questo tuo articolo non aveva le caratteristiche del Troll: troppo garbato e preciso. Poi La mancanza di foto conta poco, diverso il problema che hai riscontrato tu con la mail fasulla che chiaramente suggerisce qualcosa che non va. Però il commento in sè non era da troll. (oh magari è un troll che sonda il campo ma chi se ne frega, fino a che sono garbati e utili ben vengano)

    • Lungi da me scatenare faide digitali (d’altronde siamo tutti “colleghi” e ben sappiamo cosa comporta gestire un blog), sono d’accordo anch’io con Andrea.
      Il commento del troll solitamente è ben diverso da quello che ho avuto modo di leggere sul tuo post precedente. Per definizione il troll è sfacciato, volutamente deleterio e lancia frecciatine fini a sé stesse. Questa persona ha solo voluto farti notare qualche errore di distrazione, e forse il fatto che avesse un indirizzo e-mail fasullo ti ha fuorviato portandoti a ingigantire la cosa. Poi – lo dico per esperienza – non tutti sanno caricare foto su Gravatar e/o hanno un sito web. Il “colpevole” potrebbe davvero essere un professore cinquantenne un po’ pignolo!
      Morale della favola: non sentirti ferito nell’orgoglio, ma accogli le critiche e rendile costruttive anche quando non lo sembrano.
      In ogni caso i tuoi sono ottimi consigli: combattiamo sempre e comunque i troll, ma quelli veri e stronzi che tramano contro il buon blogging (avercene di troll come il tuo :D)

      • Ciao Susanna, ben tornata!

        Innanzitutto, giusto per precisare, ho preso spunto sì dalla mia recente “avventura” ma non mi sono focalizzato su quella. Il discorso era più ampio!
        Forse non sono stato bravo io a renderlo più chiaro…

        Nessuno mi ha ferito nell’orgoglio: in fondo io non sono uno scrittore, ne un giornalista, mi piace scrivere sul mio blog e aiutare il mio pubblico con suggerimenti dettati dalla mia esperienza.
        Al contrario, mi ferirebbe nell’orgoglio se qualcuno mi dicesse che “non so fare il mio mestiere”. Ecco, un commento del genere sì che mi manderebbe in scimmia!

        Ti ringrazio comunque per il tuo intervento e…vai tranquilla, non scateneresti mai una faida digitale 🙂

        A presto!

    • Ciao Andre!

      Probabilmente sarà stato un troll gentiluomo 🙂
      A parte gli scherzi, sicuramente è meglio avere un utente che ti segue di questo tipo, che un altro tendente all’offensivo.

      Posso essere d’accordo col tuo punto di vista, certo, però non ho creduto e continuo a non credere alla buona volontà di quel commento.
      Perché? Eccone un esempio: io quando rilevo errori grammaticali (o cose simili) in blog di un certo livello, lo segnalo in privato all’autore. Non vado a commentarlo sotto l’articolo. Questo perché risulterebbe scomodo per lui ma anche per me, in quanto figurerei come il rompiscatole di turno.

      Forse la mia è solo una forma di riguardo (e signorilità?) in più, non so, però a me dispiacerebbe dare un risalto pubblico negativo ad un blog/blogger che seguo.

  3. Dall’apertura del mio blog – poco più di un anno e mezzo – ne ho incontrato solamente uno. Non ho seguito il mio istinto, ma ho aspettato ed ho risposto con sottile ironia, da quel momento in poi non si è più visto.

    Penso ci voglia rispetto ed è bene riflettere un attimo prima di rispondere.

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