Il Social Media Coso non è uno scrittore

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Vi è mai capitato di essere presi di mira per un refuso od un errore ortografico?

Il Social Media Coso non è uno scrittoreA me, sì. Anche recentemente, da una collega, approfittandosene della mia assenza per esternare durante una riunione che “lui non sa l’italiano; li avete letti i suoi articoli?”.

Pugnalate alle spalle che sicuramente non ci lasciano indifferenti, soprattutto se fatte da una persona con cui si collabora e la quale non potrebbe permettersi di dire cose simili per una serie di motivi, ma non è questa la sede ne il tema di oggi.

Questo lavoro lo faccio onestamente e con la massima trasparenza da ormai tre anni, senza mai domandare un Euro in più di quello che ritengo giusto e/o adatto al progetto, soprattuto quando non conosco l’argomento e mi trovo di fronte ad un nuovo cliente. Ma una cosa la so per certo: non sono uno scrittore, e non ho mai preteso di esserlo.

Cerco di migliorare ogni giorno il mio bagaglio, tra cui appunto la scrittura, per offrire il miglior servizio al mio pubblico ma anche per una mia cultura personale, perché ho scoperto che riempire di parole un foglio bianco mi regala anche soddisfazione, oltre che un piacevole senso di sfogo.

Ecco, a proposito di “senso di sfogo”, oggi mi schiero con la categoria dei Social Media Cosi, alla quale appartengo a mia volta, per cercare di chiudere una volta per tutte una falla che qualcuno ha aperto e nel tempo continua a risucchiare colleghi a causa di loro errori ortografici che compaiono sui loro canali social media, dal blog a Instagram.

Premesso che tutti coloro che se ne approfittano di un errore altrui sputtanandolo (concedetemela, seppur poco elegante) hanno perso e continueranno a perdere la mia stima e il mio seguìto, come possiamo definirli dei “professionisti”?

Professionista non è colui che rende pubblico l’errore del collega, ma colui che segnala privatamente il refuso al diretto interessato.

Professionisti non sono coloro che vanno a commentare il post con cui si è reso pubblico l’orrore del collega, professionisti sono coloro che si guardano bene dal dare seguìto a quell’esecuzione in pubblico.

Nessuno di noi è infallibile e tanto meno lo è chi scrive ma non fa lo scrittore. I Social Media Cosi desiderano semplicemente comunicare al loro target, per dare loro una soluzione ai propri problemi, ed avranno sempre la mia stima e il mio rispetto per questo, perché si sporcano le mani nonostante i loro limiti (che possono essere anche i miei).

Limiti superabili, non irraggiungibili.

Penso che ci voglia più coraggio ad avere coraggio che avere il coraggio di provare a macchiare la reputazione di un collega in modo meschino.

Social Media Coso, anche la tua collaborazione è importante

Se abbiamo lacune, di qualsiasi natura, esistono centinaia di modi per provare a migliorarci: dal web, a corsi online e offline, fino a ripetizioni private. Non c’è nulla di cui aver vergogna in tutto questo.

L’immagine che diamo è importante quanto la comunicazione che adottiamo, quindi, l’errore può starci talvolta in fase di battitura, come l’errore ortografico, perché ripeto non siamo scrittori o giornalisti (che comunque di lacune ne trovo settimanalmente anche nella loro categoria, e a loro sì che andrebbe esternata tutta la pignoleria del caso, e sganciato dietro un troll!) ma cerchiamo di non dare continuità a tutto ciò, se no affamiamo le iene.

E non armatevi di ira, qualora accadesse, contro chi vi ha pugnalato alla spalle, perché perderà più di valore la sua reputazione per la sua esternazione meschina che la vostra immagine per il vostro errore: voi rimarrete professionisti, loro diverranno ufficialmente persone gelose del vostro operato.

E il vostro operato sono sicuro che è valido.

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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5 commenti on "Il Social Media Coso non è uno scrittore"

  1. Dimmi chi è, dammi il suo indirizzo, che ci penso io…

    scherzi a parte, credo che le persone si possano dividere in 2 categorie: quelli che fanno, bene o male, ma fanno (come nel caso di noi social media “cosi”) e quelli che sanno solo criticare (gli “haters”)

    Un abbraccio e solidarietà! 😉

    • Grazie Roberto 🙂

      Ma ci sta (quasi) tutto, perché quando si gioca puoi aver a che fare con migliaia di avversari. Ci sta meno, credo, almeno personalmente, le esecuzioni pubbliche di cui facevo riferimento nel testo.
      Lì, cala proprio il sipario: la mia stima, per quei “professionisti” non esiste più.

      Buon weekend!!

  2. Ciao Ale!

    Sicuramente le persone che ti infamano alle spalle sono quelle da tenere alla larga, purtroppo nel mondo è pieno di gente che vive godendo delle perdite e degli errori altrui.

    Credo, però, che il fatto di non essere giornalisti o scrittori non ci esuli dal saper scrivere bene e correttamente. È vero, dobbiamo raggiungere un certo tipo di target, ma proponendoci come social media manager, web writer e quant’altro, non possiamo prescindere dal saper scrivere bene, in modo scorrevole e grammaticalmente corretto.

    La È senza accento o la HA senza H sono errori che possono capitare per distrazione o per velocità di scrittura, l’importante è che non vengano commessi con regolarità e frequenza, altrimenti sarebbe meglio non spacciarsi per “writer” e cercare qualcosa in cui si rende di più!

    Detto ciò, nel mondo non ci sono solo ignoranti. Se la gente apprezza il tuo operato, puoi stare tranquillo che la strada che hai intrapreso è quella giusta.

    Ti auguro un buon pomeriggio 🙂

    • Esattamente Laura: l’importante è che non sia una costante l’errore. Allora il problema sarebbe davvero alla base, e assolutamente da risolvere perché comprometterebbe anche il mestiere di community manager.

      Grazie per essere passata 🙂
      A presto!

  3. Ho smesso da tempo di preoccuparmi di chi “gioca” alle tue spalle. Bruciano energie e non sono per nulla propositivi. Guardo sempre i più, i meno li uso per migliorare senza rodermi il fegato. Con i piedi nelle mie scarpe nessuno sarebbe in grado di camminare come me

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