L’influencer e l’invio di prodotti omaggio

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L'influencer e l'invio di prodotti omaggio

L'influencer e l'invio di prodotti omaggio

E’ sempre esistito colui che ci influenza.

Non sto parlando del collega o dell’amica che ci ha attaccato l’influenza, ma quella persona che riesce a persuaderci su un determinato prodotto/servizio.

Poi casomai non arriveremo mai ad acquistarlo eh (quel prodotto/servizio) ma se il nostro “influenzatore” ce ne aveva parlato bene, allora, a nostra volta, ne genereremo feedback positivi con altri interlocutori.

Per semplice sentito dire, certo, ma Lui l’ha detto. Sì, Lui, l’influencer, colui che viene preceduto dalla sua credibilità di parola e di immagine ancor prima della sua stessa ombra.

E noi ci fidiamo. Quindi sappiamo di poter spendere quella determinata parola.

Ed è qui che casca l’asino! Chi è l’influencer?

Può essere un blogger. Può essere un instagramer. Ma può anche essere il papà del tuo più caro amico. L’influencer è colui che viene di fatto ritenuto credibile per un determinato settore, argomento, hobby, sport, etc. etc.

Non è influencer colui che attraverso un qualsiasi canale di comunicazione (blog e pagina Facebook su tutti) si propone ai brand per una recensione positiva in cambio di qualche prodotto omaggio. Questi sono tester (credibili come quei bastoncini di carta che sventoli in profumeria dopo averli spruzzati, per capire se quella fragranza è di vostro gradimento), persone che si improvvisano esperti di qualcosa.

Recentemente, infatti, in occasione di un appuntamento conoscitivo, ho avuto modo di scambiare due chiacchiere con una blasonata azienda, la quale si lamentava di aver omaggiato “influencer blogger” di tanti prodotti ma senza un tangibile ritorno, anche solo in termini di clic. Questo, su consiglio del loro ex consulente di web marketing.

Ho ovviamente effettuato analisi su questo determinato investimento e, ahi me, ne è scaturito che erano stati ingaggiati gli “influencer blogger” sbagliati. Questo, come sospettavo, a favore di tester, con contenuti raffazzonati su come involtini, e foto amatoriali (dei prodotti offerti) parecchio discutibili, che quasi certamente hanno causato più un danno d’immagine allo stesso brand che conversioni verso il sito web.

Noi marketer, PER PRIMI, ci dovrebbero tagliare le mani quando spingiamo le aziende a fare qualcosa di cui non ne conosciamo tutti i risvolti o addirittura quando non ne siamo capaci, solo per gonfiare le fatture a fine mese. Se offriamo un servizio dobbiamo essere i primi a saperci investire.

L’altro aspetto importante da conoscere quando ci troviamo a cospetto di un vero influencer, è l’alto engagement di cui i suoi contenuti sono conditi; commenti e condivisioni in particolar modo. Anche il modo in cui propone il prodotto per conto di un brand cliente è un elemento distintivo: molto attento ai dettagli e al punto giusto descrittivo e persuasivo.

E non abbiate paura, aziende, ad investire qualche centinaio di Euro in questi ragazzi: sono loro i grandi veicoli di brand awareness, per raggiungere in modo diretto le vostre nicchie di mercato.

Proprio come ci conferma il caro amico Riccardo ScandellariNel mondo della comunicazione attuale non è tempo di arrivare diretti. Serve infondere consapevolezza e fiducia, prima di ottenere una vendita o un’assunzione”.

 

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About The Author

Ciao! Mi chiamo Alessandro Pozzetti, sono un freelance e mi occupo di Social Media Marketing e Blogging. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore, al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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7 commenti on "L’influencer e l’invio di prodotti omaggio"

  1. Ciao Alessandro. Prima di tutto devo farti i complimenti. Ho finalmente capito “cosa” sono e chi, gli influecer, fino ad ora, non ne avevo capito davvero nulla. Ti ho conosciuto solo ora, grazie alla adozione di Angelo Cerrone, su adotta1blogger.
    Mi iscriverò sicuramente alla tua news… mi piace come scrivi, diretto, chiaro e (non guasta mai) anche divertente.
    Se non avessi visto l’autore avrei giurato fossi una donna.. (è un complimento ovviamente..)
    Passando anche io dalle 8 alle 12 ore al giorno per curare al massimo il brand e la comunicazione della mi azienda ( e non essendo una professionista) ti seguirò sicuramente.
    Grazie per i tuoi contenuti e ad Angelo!
    Ciao

  2. Grazie per questo approfondimento Alessandro,
    chi non è esperto in questo campo può effettivamente confondere una tipologia di persona sul web con un influencer vero e proprio, invece con questi consigli si può avere delle linee guida da seguire per essere certi di investire le proprie risorse al meglio.
    A presto!

  3. Simone

    Ciao Ale, proprio oggi ho ricevuto una proposta di collaborazione da una tester, che si definisce influencer, sul canale Instagram di un cliente. Ho verificato il profilo e, al di la dei 16k followers, non appare un progetto grafico definito, uno stile riconoscibile o un target interessante. Il tester di turno chiede prodotti in cambio di recensioni positive.
    Darò indicazioni per rispondere con calma alla richiesta.
    Intanto grazie per il tuo post e, visto l’orario, buona notte

  4. Pingback: I numeri online sono quel che serve per avere successo

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