Instagram è sopravvalutato

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Un fulmine a ciel sereno! A dirlo, niente po po di meno che l’utente medio italiano…

Instagram è sopravvalutatoNoi professionisti tutti qui a crogiolarci sul fatto che Instagram è in costante crescita e può essere il social media del futuro e poi, all’improvviso, scopriamo che fuori il Mario e la Maria di turno non se lo filano, perché lo trovano lo specchio della società di oggi.

Facciamo un passo indietro. Recentemente ho tenuto due corsi: il primo a ragazzi per la maggior parte disoccupati tra i 18 e 22 anni, il secondo a una dozzina di dipendenti di un’importante azienda del modenese (fascia di età media 35-44 anni). In entrambe le formazioni, il tema era lo stesso: Educazione Digitale.

Due sfere davvero molto diverse fra loro (giovani disoccupati, dipendenti in età matura) ma che hanno rivelato una particolarità comune davvero singolare, forse quella che mai mi sarei aspettato: il disprezzo verso Instagram.

Il loro giudizio è risultato puro, di pancia e probabilmente non viziato. Non viziato perché – forse – non fanno il mio mestiere. Non so. Vedono con naturalezza gli aspetti negativi di Instagram e semplicemente ne fanno a meno. Questo ciò che è emerso, raccolto in una classifica:

  1. troppe tette e troppi culi al vento
  2. è un social di fotografia, io non so fare fotografie
  3. mi costringe a condividere le foto, io voglio solo modificarle
  4. ce l’hanno (quasi) tutti
  5. come posso distinguermi su un social in cui non posso inserire link al mio prodotto/servizio?

In tutti e cinque i casi, sinceramente, possiamo dare torto a questa utenza? Io dico di no: fioccano i nudi e semi-nudi. Effettivamente, se non sapessi fare foto non le condividerei su quella piattaforma. Se volessi fermarmi alla semplice modifica di un’immagine non potrei, sarei costretto a condividerla (trucchetti a parte). Sì, è presente nella maggior parte degli smartphone e tablet. E no, i link diretti non esistono.

Insomma, per loro Instagram non è una piattaforma su cui investire, ne a perditempo ne per fare branding. Non importa se questo social media dona ulteriori possibilità di renderli visibili per ciò che sanno fare, grazie alle immagini, quindi, ad un mezzo di comunicazione che non pone dubbi sulla veridicità del loro valore, semplicemente non vogliono accostare il loro brand a tette e culi, quindi, cestinano questa piattaforma. Senza se e senza ma.

Ora, mi sorge spontanea una domanda: sbagliamo noi professionisti, che spesso diamo per veritiere tutte le statistiche che arrivano oltremanica, oppure sbaglia l’utente medio, quello che realmente usufruisce dei social media con un approccio più naturale?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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6 commenti on "Instagram è sopravvalutato"

  1. Qui Italia arriviamo sempre dopo, siamo un po’ pigri, se guardi alcuni brand famosi oltremanica, utilizzano Instagram in maniera intelligente e proficua.

    Ma al di là di tutti i consigli che si possono trovare in rete, sono convinto che ci voglia un po’ di astuzia, è necessario trovare un proprio modo per comunicare è l’obiettivo deve essere quello di incuriosire.

    • Ciao Francesco!

      Posso essere d’accordo col tuo punto di vista, ovvero che alcuni brand famosi d’oltremanica lo utilizzino in maniera pregevole. Però, ti sei già risposto da solo, accodandoti al mio file rouge: oltremanica!
      In Italia non siamo ancora pronti a certe strategie. Non dico tutti, perché non è giusto fare di tutta l’erba un fascio, c’è chi lavora bene e distribuisce altrettanto bene i suoi valori, ma vedo molte difficoltà a partire dal social più basilare che esista (Facebook).

      Per quanto riguarda la parte branding penso che bisogna sporcarsi le mani, quindi, in parte posso essere d’accordo con te. Non tutti, però, hanno l’estro della creatività o hanno del danaro da investire per farlo fare a terzi (si arrangiano con altri canali piuttosto). Inoltre, non dimentichiamo il fatto che (molti) non amano accostare il proprio prodotto/servizio alla miriade di nudi che girano.

  2. Pingback: Instagram è sopravvalutato - LeonardoDeStefanis.it

  3. Ciao Alessandro. Nei corsi che tengo io difficilmente propongo Instagram a livello di personal branding.

    Meglio per le aziende, magari nel campo del cibo, della moda, ecc.

    Ciao, a presto!

    Roberto

    • Ciao Robby!

      Instagram, a mio modo di vedere ovviamente, è un buon mezzo per provare ad emergere comunicando col miglior contenuto di sempre: la fotografia.
      E’ chiaro che ogni caso (persona, azienda, professionista) è a sé e va preventivamente ben analizzato 🙂

      Buona giornata e grazie per essere passato.
      Ciao

  4. Pingback: Immagini e Facebook: quali per creare engagement? - APclick

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