Intervista a Tania e Monja: aziende, lavoro e Social Media.

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Intervista doppia, stile Le Iene, di profilo personale e professionale alla Dott.ssa Tania Melotti, amica e referente di Zante Consulting, Centro di consulenza per tematiche della formazione e dell’apprendimento, e alla Dott.ssa Monja Volpato, Professionista del Lavoro e co-titolare presso lo Studio Associato Roncaglia e Volpato.

Tratteremo delicati argomenti, quali lavoro e aziende, andando ad analizzare la situazione recente. Poi li rapporteremo ai Social Media, per capire se potranno effettivamente aiutare i disoccupati, la classe degli “scontenti” e le aziende, dando loro più visibilità e dando quindi la possibilità di acquisire nuove opportunità di impiego e nuovi contratti.

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APclick: Tania e Monja, innanzitutto Vi ringrazio per la Vostra disponibilità e la messa a disposizione della Vostra esperienza in materia di lavoro e delle attuali realtà aziendali che stiamo vivendo in Italia. Partiamo con l’intervista! Ragazze, diteci chi siete, cosa fate nella vita ed eventuali Vostri hobby..

Tania: mi chiamo Tania Melotti, sono una ragazza modenese e verace come tante altre, con un excursus di vita standard (o forse no!). Professionalmente mi occupo dei processi di apprendimento, orientamento e crescita individuale e collettiva al fine di migliorare i risultati individuali di sviluppo e generali del sistema organizzativo di cui i suoi interlocutori fanno parte. La mia mission professionale è la soddisfazione del cliente e la creazione, fin dall’inizio, di un rapporto chiaro e sereno. Ogni cliente è unico, indispensabile, al quale prometto serietà, capacità, scrupolo professionale, attenzione ed impegno massimo. Soprattutto credo nella condivisione del sapere come leva di crescita professionale e personale. Ma non sono solo lavoro! Amo la sincerità, la spontaneità, la correttezza nella relazione con l’altro e il rispetto: ogni giorno cerco di essere fedele al mio obiettivo di vita. Adoro scherzare in compagnia, ballare, suonare il pianoforte, andare al cinema ma soprattutto AMO viaggiare, conoscere nuove realtà, confrontarmi, apprendere situazioni di vita nuove. Vorrei lasciarti questa frase che mi rispecchia molto: “Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite. (Mark Twain)”

Monja: Sono Monja Volpato, sono un avvocato abilitato dalla DTL ad esercitare in materia del lavoro e mi occupo di diritto del lavoro e consulenza in materia di amministrazione del personale. Ho lavorato per 9 anni in uno studio di consulenza del lavoro e dal 2011 sono un libero professionista. Mi piace leggere, andare al cinema, in palestra e fare vita sociale, frequentare le persone.

APclick: …due ragazze che sanno quello che vogliono insomma. Bene! Su quali canali Social siete realmente attive? Sfruttate queste piattaforme per il vostro lavoro o solo a livello personale?

Tania: Ebbene sì, ahimè! Come tutti anche io esisto sui Social Network. In particolare li uso soprattutto professionalmente, parlo nello specifico di Facebook, Twitter e LinkedIn, perché credo e vedo che sono buoni strumenti di condivisione professionale, ovviamente con i suoi aspetti positivi e negativi. Nella vita privata ci “gioco” ma preferisco decisamente trovarmi ad un bar a prendere un caffè per fare conoscenza o passare un po’ di tempo assieme agli amici.

Monja: Per il momento l’unico social che sfrutto è Linkedin che utilizzo solo per lavoro. Sono iscritta a diversi gruppi attinenti alle aree che mi interessano professionalmente e mi tengo in contatto con diversi colleghi per scambiare informazioni con loro.

APclick: Ok, ottimo! Argomento più delicato ora. Cosa pensate della crisi del lavoro in Italia e della fuga generale dei ragazzi all’estero?

Tania: Cosa penso della crisi in Italia? Non vorrei fare supposizioni economiche, politiche, giuslavoristiche o altro che non mi competono e di cui non ho le competenze per rispondere rischiando di fare discorsi “da piazza” e finire nel qualunquismo. Sicuramente posso dire, mio parere, che l’Italia, in questo momento particolare, è come una persona che soffre di  alzheimer: abbiamo dimenticato chi siamo, le risorse umane e intellettuali che formiamo (abbiamo una Università che fa invidia!), la capacità delle nostre PMI, piccole e medie imprese, che sempre e comunque vanno avanti (vedi terremoto Emilia-Romagna 2012 o alluvione Sardegna 2013) e sono la ”epidermide” del nostro Paese. Ma ancora più grave abbiamo dimenticato la dignità delle persone: ora credo che, appunto, il fatto che tanti giovani (e non tanto più giovani) se ne vadano all’estero non solo è una necessità di sopravvivenza economica ma è anche una ricerca di una qualità di vita professionale e privata.

Monja: In Italia l’effetto combinato tra l’economia poco dinamica e la scuola che produce pochi talenti e che comunque non riesce ad aiutarli dandogli uno sbocco appropriato, porta inevitabilmente alla fuga dei giovani all’estero. In particolare in quei paesi in cui si punta molto sui giovani e sulla formazione dei giovani.

APclick: Concordo in pieno coi Vostri pensieri, assolutamente! Pensate che il Web Marketing e la comunicazione 2.0 possano essere fonte di rilancio per le PMI e le aziende in Italia?

Tania: Si. Credo che Web Marketing e soprattutto la comunicazione 2.0 possano essere fonte di rilancio per le nostre PMI. Attualmente sto lavorando ad un progetto in merito, ma ovviamente è “work in progress”. Posso solo dirti quelle che credo siano le caratteristiche dello strumento per poter soddisfare i requisiti di efficacia ed efficienza. Ovvero: maggiore accessibilità alle informazioni, intervento mirato, veloce, a costi contenuti e di facile fruibilità sia da parte dei privati che da parte di aziende, elusione delle limitazioni fisiche (per esempio, handicap), temporali e/o logistiche (per esempio risiede in territori morfologicamente disagiati).

Monja: Sì. Il Web Marketing dà la possibilità ad aziende come la mia di raggiungere un mercato che, utilizzando i mezzi classici di comunicazione, sarebbe sicuramente più difficile da raggiungere.

APclick: Quindi mi sembra di capire che confermate anche Voi questa esigenza ed andamento (anche se un pò lento in Italia, come tutto!) verso il digitale. Non può che farmi piacere ovviamente, è il mio lavoro! Spesso leggiamo post e/o annunci di lavoro di agenzie, studi o aziende che cercano dipendenti per questi nuovi profili che il mondo web 2.0 sta offrendo (Social Media Manager, Community Manager, Digital PR, Copywriter, etc. etc.). Confermate questa tendenza o è ancora un fuoco di paglia?

Tania: Credo che innanzitutto ci sarebbe da spendere un po’ di parole sul discorso “operato” di agenzie, studi o aziende, che cercano dipendenti in generale e per questi nuovi profili che il mondo web 2.0 sta offrendo. Potrei dilungarmi davvero molto, cercherò di essere breve e concisa. Sicuramente ti posso dire che (forse) sarebbe il caso di diffondere la conoscenza e la cultura di queste nuove figure professionali 2.0, cosa fanno, quali le richieste, le competenze domandate, le mansioni svolte. Il mondo web 2.0 è nato e si è sviluppato in modo esponenziale negli ultimi 10/15 anni “dimenticando” che in Italia anche l’indice di vecchiaia è aumentato in modo esponenziale tanto da avere (nel 2012) 148,6 anziani ogni 100 giovani. Diventa quindi un problema culturale, mentale e di approccio tecnologico. Ecco: forse dovremmo partire da qui.

Monja: Questo tipo di mercato è ancora in una fase iniziale, poco conosciuto dai più e ancora visto con una certa diffidenza da qualcuno. E’ una cosa a cui non siamo ancora abituati non essendo concretamente “visibili” per una mentalità conservatrice. Personalmente penso che sia il futuro, destinato ad aumentare e ad occupare un posto importante nel mercato del lavoro.

APclick: La tendenza, per chi si è provato a lanciare in questo web 2.0, è adattare quindi del personale (che si differenzia da “formare”), a fare queste nuove tipologie di lavoro, secondo voi. Non prendere personale già formato. Mi permetto di dire che ovviamente sarà per la classica motivazione del titolare d’impresa: “C’è da risparmiare e questa tipologia di lavoro non è primaria adesso”. Poi boccheggiano perchè anno poco da fare e fanno pubblicità sui giornali di provincia. Meglio sorvolare! Cosa consigliereste quindi ad un disoccupato, al giorno d’oggi, per trovare lavoro? Secondo Voi è sufficiente sfruttare i canali Social Media e fare (del buon) Personal Branding?

Tania: No, personalmente non credo che sia ancora sufficiente sfruttare solo i canali Social Media e fare solo del Personal Branding. Come ti dicevo prima, i canali social comportano anche dei rischi e delle distorsioni. Sicuramente ad un disoccupato direi di non fermarsi, di fare del proprio valore in cui crede la sua professione ma soprattutto di costruirsi una “rete” di co-working (non solo fisico ma anche mentale) e di puntare alla condivisione del saper essere e saper fare. Ultimamente sento che mancano molto professionalmente (e non solo) questi concetti.

Monja: Personalmente penso dipenda dal punto di partenza. Mi spiego: se hai competenze sfruttabili da questo punto di vista, utilizzare i social diventa un’arma molto importante, ti permette di metterti in contatto con persone e società e ti dà visibilità.

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APclick: Avete progetti futuri nel medio lungo periodo per il Vostro lavoro? Mi raccomando sfruttate i canali web…  🙂

Tania: Progetti…tanti, che spaziano dal co-working, alla responsabilità sociale di impresa, alla condivisione di best practice, etc.etc. …e – SI’ – il web farà sicuramente parte di alcuni di questi progetti anzi, ne sarà lo strumento portante che credo però prenderà la sua forza da una integrazione e diffusione dei valori delle singole persone, data dalle emozioni dirette e condivise.

Monja: Nel medio lungo termine conto di sfruttare sempre di più inbound marketing tecniques, per trovare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti, aumentando il numero di servizi offerti grazie allo strumento offerto dal web.

APclick: Beh, non vi dimenticate che è anche il mio lavoro, indi per cui Vi potessi tornare utile…(risata generale, speriamo sia di buon auspicio, eheheheh!). Datemi quindi una vostra conclusione, generica, degli argomenti trattati questa mattina.

Tania: Allora, concludendo, preferisco essere ancora più specifica che generica. Penso che: A) Relativamente a trovare informazioni per una ricerca del lavoro o trovare fonti attendibili, la difficoltà non sia reperire informazioni (forse siamo anche troppo bombardati!) ma sia appunto distinguerne l’affidabilità e professionalità di risposta in merito. Sicuramente prendere in considerazione i siti delle Istituzioni. Per quanto riguarda il mio lavoro potrei segnalarti: Ispettorato del lavoro, INPS, INAIL, ISFOL (circolari e normative), ministero del Lavoro (circolari, ecc.), Italia Lavoro (Politiche attive, bandi, ecc), Regioni, Province e Comuni per le politiche locali per il lavoro. Passando dai blog e dalle informazioni flash, tipo Twitter. B) Concetto di rete sociale 2.0, che non ne abbiamo parlato: La rete sociale 2.0 per me non è altro che una forma più evoluta di comunicazione in rete, che permette di tessere ogni giorno, in maniera più o meno casuale, nei vari ambiti della nostra vita, e organizzare in una “mappa” consultabile nuovi contatti. Sicuramente questa nuova forma di comunicazione lascia spazio a relazioni sociali un pò meno stabili, secondo la teoria di Dunbar, rispetto ad una una relazione interpersonale stabile e di conseguenza necessita di regole e leggi più restrittive per mantenere il gruppo stabile e coeso. C) Concludo con le potenzialità del web 2.0 e di come potrebbero aiutare ad ascoltare il cliente/fruitore. Credo che la globalizzazione dei mercati abbia prodotto un radicale cambiamento nei rapporti tra professionisti del mondo del lavoro e clienti/aziende. Questi ultimi infatti, solo se diventano fruitori più informati, consapevoli e sicuri, possono tendere a divenire partner attivo nella relazione professionale, permettendo così di produrre per loro maggiore conoscenza, risolvere i problemi e creare soluzioni. Tutto in una logica simultanea, sincrona, e dove tempi e spazi si comprimono notevolmente.

Monja: Personalmente sono convinta che questi strumenti (Social Media) siano ottimi specialmente in mercati primitivi come quello italiano, che sono ancora legati a forme di pubblicità non digitali ma che proprio per questo possono offrire ampi margini di miglioramento.

APclick: Ragazze, grazie mille di nuovo per il Vostro tempo e per la Vostra esperienza. Gentilissime come sempre. A presto! Caffè??  🙂

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E voi amici, follower o semplici lettori, avete qualcosa da aggiungere in merito a questi argomenti? Lasciateci un commento e ne discuteremo insieme, apertamente  🙂

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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