1. Le Instagram Stories inducono fortemente l’utente all’acquisto
  2. Gli obblighi dei post pubblicitari su Instagram
  3. Come sfruttare al meglio un account business Instagram
  4. Come individuare il budget per una campagna di Influencer Marketing
  5. Nuovi format per i post sponsorizzati di Instagram
  6. Instagram permetterà di seguire gli hashtag
  7. Come creare una campagna di Influencer Marketing vincente
  8. 5 vantaggi del fare pubblicità con le Instagram Stories
  9. Cambia il formato delle Instagram Stories
  10. Se hai meno di 25 anni passi 32 minuti al giorno su Instagram
  11. Cos’è e come funziona Superzoom di Instagram
  12. Perché passare ad un account business Instagram
  13. Novità! Ora puoi fare dirette Instagram con un amico
  14. Instagram si sta preparando a cambiare la griglia
  15. Guida all’utilizzo degli hashtag su Instagram
  16. Instagram, piano editoriale 2018: perché determinare il valore del CPC
  17. 14 strumenti utili per avere più follower su Instagram
  18. 3 popolari tendenze Instagram utili alle aziende
  19. Rapporto Brand / Influencer: il 70% utilizza quelli di Instagram
  20. Aumentare like e commenti grazie al potere delle emoticon
  21. Perché è il momento di investire sui profili aziendali Instagram
  22. Come vendere su Instagram
  23. Quando pubblicare su Instagram
  24. Cosa può insegnare Roberto Cerè a chi vuole emergere su Instagram
  25. Come aumentare le interazioni su Instagram grazie al Pubblico Personalizzato
  26. Chi sono i micro-influencer di Instagram e perché sono così efficaci
  27. La guerra alla tecnica del follow/unfollow è ufficialmente iniziata
  28. Fottere le persone (e le aziende) su Instagram
  29. Come scegliere gli hashtag da utilizzare su Instagram (per aumentare la visibilità di foto e video)
  30. Il 42% dei Millennials italiani acquistano online grazie ai social network
  31. 3 modi per NON farvi hackerare l’account Instagram
  32. Il calendario editoriale: programmare e organizzare il lavoro sui social
  33. Sei un brand? Il tuo numero di follower su Instagram non conta più
  34. Cosa sono gli shoutout su Instagram, quanto costano e quando si possono sfruttare
  35. Basta sprecar tempo! 9 modi per velocizzare la creazione di contenuti
  36. Insight e Ads per le Instagram Stories
  37. L’insostituibile potere dell’Instagram Marketing
  38. Come recuperare un account Instagram hackerato
  39. Come individuare un vero influencer su Instagram
  40. Come aumentare le vendite eCommerce con Instagram
  41. 3 nuove funzioni di Instagram che proteggeranno il tuo brand
  42. Come scattare foto super con lo smartphone [VIDEO CORSO]
  43. 8 nuove funzioni Instagram: quali sono e come sfruttarle
  44. Ecco perché le persone scappano dal tuo blog (e non tornano)
  45. Cosa allontana il pubblico dalle tue pagine aziendali?
  46. Come creare o modificare geotag su Instagram
  47. La scadenza del contenuto per accrescere il tuo business
  48. Come aumentare le visualizzazioni delle Stories su Instagram
  49. La fidelizzazione del pubblico non è più un obiettivo di comunicazione
  50. 5 casi di successo di Instagram Marketing per piccoli business
  51. Programmare e pubblicare post su Instagram con HopperHQ
  52. Concorsi a premi su Instagram: fate attenzione a CHI citate
  53. Come aumentare gli iscritti alla newsletter con Instagram [GUIDA]
  54. L’interazione su Instagram è calata del 33% in un solo anno
  55. Pianificare un account business Instagram perfetto
  56. Il 2016 di Instagram a tutto…BUSINESS!
  57. Utilizzo di LinkedIn in Italia: il sondaggio regala risultati inaspettati
  58. Perché il mio fruttivendolo non utilizza Instagram
  59. Instagram è ancora un mondo diverso, per tutti
  60. Instagram, perché monitorare le performance di un hashtag
  61. Costruisci il tuo progetto fotografico e affascina l’Instagram
  62. Il “segreto” per reclutare influencers di Instagram (a zero budget)
  63. Come costruire una caption coinvolgente
  64. Whalar, il tool perfetto per Instagram e l’Influencer Marketing
  65. Come utilizzare i video nella content strategy (e cosa non fare)
  66. Scegliete una foto profilo che ingaggi l’utenza
  67. Come creare una bio di Instagram che converte
  68. Cosa dobbiamo sapere sul nuovo algoritmo di Instagram
  69. Facebook ha ghermito tutti (aziende comprese)
  70. Profili Instagram: la prima impressione è quella che conta
  71. La collaborazione con un’azienda nasce da un commento
  72. Per chi stai lavorando?
  73. Il Facebook Booming è utile alle aziende?
  74. 133 nuovi followers al giorno: la mia esperienza
  75. L’influencer e l’invio di prodotti omaggio
  76. Quello che non vi hanno mai detto di Instagram [GUIDA]
  77. Di che cosa hai paura?
  78. Con 10€ ho portato 14 nuovi clienti (al mio cliente)
  79. Il logorio cerebrale ed il social media marketing
  80. Sei un cattivo pagatore? Lo dicono i social
  81. Facebook è fondamentale per trovare lavoro e clienti
  82. Le caratteristiche del vero Influencer
  83. Facebook, conversione da profilo a fanpage: perché no
  84. Il brand siete voi: ogni errore si ripercuoterà sul vostro lavoro
  85. Come creare un blog(ger) di successo
  86. Quanto valgono le idee nel mondo digitale?
  87. Nasce #askPoz: ad ogni dubbio, una risposta
  88. Come viene percepito il tuo brand dal tuo target?
  89. Ma, i social media, non servivano per comunicare?
  90. Come attivare le inserzioni di Instagram (da Facebook)
  91. Facebook: in arrivo le immagini profilo temporanee
  92. La differenza tra il web e il web compreso dalle aziende (italiane)
  93. Cura del proprio brand: attenzione agli interessi
  94. Le aziende devono saper cogliere e sfruttare l’ironia
  95. Nuove (e concrete) professioni: essere Influencer
  96. Vecchi mestieri, nuovi orizzonti: come raggiungerli?
  97. Il Social Media Coso non è uno scrittore
  98. Formazione ed esperienza sul campo: è il freelance di oggi
  99. EmbyRace: cos’è e come partecipare alla prima Social Race
  100. I risultati, sono la tangibilità del nostro successo
  101. Il blog è la migliore offerta di lavoro
  102. Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un’agenzia
  103. Svelato il (vero) valore dei social per le imprese!
  104. Curiosare, condividere, criticare sul web: quale la differenza?
  105. Twitter, DM: da 140 a 10 mila caratteri
  106. Come aumentare i follower Twitter (quelli rilevanti)
  107. Gratis è sinonimo di Ricchezza
  108. Quanto costa la gestione di un canale social media?
  109. Comunicazione efficace? Essenziale, emozionale e umana
  110. Immagini e Facebook: quali per creare engagement?
  111. Le aziende ci ascoltano tutti i giorni
  112. Come raggiungere i primi traguardi (in 24 mesi)
  113. Come coinvolgere il cliente in nuovi progetti
  114. La comunicazione istituzionale è morta
  115. Quanto vale un blog?
  116. Più Educazione Digitale per tutti
  117. Instagram è sopravvalutato
  118. Il vero significato di “guadagnare con un blog”
  119. Il segreto per avere successo? Comprendere il futuro
  120. Come rendere popolare un’inserzione video Facebook
  121. Siete in cerca di un lavoro? Aiutate i recruiter!
  122. Costruire una pagina Chi Sono che converta davvero
  123. Come ridurre il peso delle immagini del blog
  124. Fonti affidabili e veri influencer
  125. Shutterstock e le tendenze creative 2015
  126. Twitter e profili fake: crescono a dismisura i FakeBot
  127. Come scegliere le parole chiave per i tuoi contenuti
  128. Salto di qualità: giusto abbandonare le PMI?
  129. La condanna del freelance: l’offerta forfettaria
  130. Richiedere Like tramite sms: the italian job!
  131. L’efficacia di un buon titolo (ironico) nel blogging
  132. Come diminuire le interazioni sulla fanpage aziendale
  133. LinkedIn: c’è un nuovo limite nelle pagine vetrina
  134. Come aumentare le vendite? Coltivando i rapporti 2.0
  135. Quanto conta la user experience nel blogging?
  136. Come abbassare la frequenza di rimbalzo del blog
  137. Brand: (quando) è giusto disattivare i canali social?
  138. 8 metodi per diventare un freelance straordinario
  139. Nuova funzionalità sulle fanpage Facebook
  140. Sei disoccupato? Allora sfrutta internet
  141. Come coinvolgere utenti prima dell’evento fieristico
  142. Facebook è una macchina del tempo, lo sapevi?
  143. Sopravvivere e convivere col cliente che non paga
  144. Vuoi costruire il tuo successo online? Distinguiti!
  145. Dove ti porta la passione per questo lavoro
  146. Se vuoi ottenere più fan, non credere alla balena
  147. Seduci i tuoi lettori col giusto atteggiamento online
  148. Web, internet e dati personali: ecco l’italiano medio
  149. PMI: come essere online spendendo poco
  150. Educazione digitale civica: lavoriamo sui ragazzi
  151. Blog aziendale: Twitter è la benzina giusta
  152. Educazione digitale per PMI (atto secondo)
  153. Social Content: l’empatia determina il tuo successo
  154. Facebook at Work: sfida a LinkedIn
  155. #Hashtag: qual è il suo futuro?
  156. Il galateo della Call-to-Action
  157. Come creare una pagina Google+ Local
  158. Educazione digitale per PMI (atto primo)
  159. Io imparo, tu insegni: benvenuto in Teach4Learn
  160. Vendere l’emozionalità per un pugno di visualizzazioni
  161. Come vendere alla PMI una fanpage Facebook
  162. Impariamo a fare branding da…Ford Focus!
  163. Twitter non vola più: ha imparato a copiare
  164. Facebook introduce Safety Check
  165. Il freelance è una realtà e Tim Smart ne è la prova
  166. La dura legge del freelance
  167. Perché siamo tutti su Facebook?
  168. In Italia siamo tutti nativi analogici (?)
  169. Quando il commento è scomodo
  170. Il miglior modo di fare blogging
  171. Come impostare una data di scadenza ad un articolo
  172. Cloud: nuvola estiva o reale opportunità?
  173. Il web è opportunità e trasparenza, non sacrificio e invidia
  174. Vicinanza e valore umano: la nuova forma di branding
  175. Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!
  176. Less is more: i video brevi aumentano l’engagement
  177. Diciamo NO, all’abbandono delle fanpage
  178. Ricominciamo da qui
  179. #GetReadyToPlay: Ford, Spotify e un super playlist contest
  180. Come creare un blog di successo? Il segreto è…
  181. Social Media contest: impossibili da affrontare
  182. Un blog non va mai in vacanza
  183. Essere blogger in tempi di crisi: ci vuole rispetto!
  184. Profilo personale batte fanpage 3-0 (su Facebook…)
  185. Le caratteristiche per un perfetto personal branding
  186. Lo stile di vita di un freelance
  187. Devi regalare consapevolezza ai tuoi clienti
  188. Gestione di una crisi: 6 punti da cui ripartire
  189. Guadagnare di più: 3 modi semplici e veloci
  190. LinkedIn: cosa ti ho fatto di male?
  191. I social media possono nuocere alla salute (?)
  192. Google Plus: ecco perché devi esserci!
  193. Come creare un contest di successo!
  194. Corsi di formazione: meglio on-line o in aula?
  195. 4 dubbi da vincere prima di lavorare con i Social Media
  196. Intervista ad un imprenditore che dice NO ai social media
  197. Quando il blu è troppo blu e tu non ci puoi fare nulla
  198. Come aumentare le possibilità di trovare lavoro in Italia
  199. Ci sono cose che i Social Media non ti possono dare
  200. La creatività affogata
  201. Il Personal Branding è un secondo lavoro
  202. Rispondere ai commenti è diventato un optional
  203. Rifiutare un lavoro in tempi di crisi. Freelance: puoi!
  204. LinkedIn: il social network preferito dalle aziende italiane
  205. Freelance: non cedere alle tentazioni del lavoro dipendente
  206. Diventare influencer utili a sé stessi
  207. Il cliente, il community manager e il social media marketing
  208. Scrivere per il web: il mio consiglio è…
  209. Facebook non conosce crisi. Ecco la sua arma vincente!
  210. Community Manager: il cliente non deve invadere il tuo campo
  211. Piano e calendario editoriale per social media: sì, servono
  212. I segreti per fare del buon blogging
  213. Finder di BuzZoole: scopri gli influencer intorno a te!
  214. Essere freelance: la ricetta per non avere paura
  215. Web Writer freelance: 10 servizi per guadagnare di più
  216. 4 modi per avvicinarsi a Google+
  217. Comunicare col cliente di #SMM: i segreti per saper vendere
  218. Post off-topic: perché non devi (mai) pubblicarlo sul blog
  219. E se domani disattivassero tutti i Social Media?
  220. L’importanza di un team in una strategia di #SMM
  221. Content Marketing: come, cosa, quando, dove e perché!
  222. Comment marketing: un’arte incompresa.
  223. Hai scelto il giusto social media per la tua attività?
  224. Diventare freelance: vantaggi e svantaggi.
  225. Creare interazione sui social media
  226. I segreti per creare un report di successo #SMM
  227. Scrivere post per i blog (non è mai stato così facile)
  228. 6 consigli per sfruttare al meglio LinkedIn
  229. Avere più follower su Twitter: come fare?
  230. Il blog sarà sostituito dai social network (?)
  231. Chi è e cosa fa il nostro pubblico sui Social Media?
  232. 13 strumenti per la tua Social Media routine
  233. Google+ può sostituire un blog?
  234. 6 leggi che un’azienda deve onorare sui Social Media
  235. Clienti da evitare: la situazione “tipo”.
  236. Scrivere per i social media
  237. Le basi (psichiche) per diventare un Social Media “coso”
  238. (Finalmente) il mio calendario editoriale!
  239. Web Writer, prima regola: organizzazione.
  240. Facebook Paper: il (non) giornale di Zuckerberg
  241. Traffico social: Facebook comanda. Google+ che tonfo!
  242. Social customer care: opportunità o delicato investimento?
  243. 15 consigli per un account Twitter di successo
  244. Facebook, news: edizione straordinaria!
  245. Quando un alluvione può essere social
  246. Trending Facebook: cos’è e cosa dobbiamo aspettarci
  247. Facebook, visibilità post: i migliori orari di pubblicazione
  248. 11 buone ragioni per utilizzare Twitter
  249. La differenza tra Social Media e Social Network
  250. I reali vantaggi di avere un account Google+
  251. Quello che non sapevi di Twitter…
  252. Vuoi ottenere più Like sulla tua pagina Facebook? Ecco cosa NON devi fare.
  253. Come non utilizzare i Social Media (se hai un’attività)
  254. 5 consigli per un piano editoriale di successo (fanpage Facebook)
  255. Punta alla qualità. Come il nostro ristorante preferito.
  256. Intervista a Tania e Monja: aziende, lavoro e Social Media.
  257. Aziende: perchè adottare una strategia di eMail Marketing
  258. Creazione e gestione della Brand Reputation
  259. Personal Branding “fai da te”: il fenomeno Mika.
  260. Pagina Facebook Levi’s Italia [Case History]
  261. Come, cosa, quando e quanto postare su Facebook
  262. Come creare e gestire una pagina Facebook
  263. Pagare moneta, vedere cammello.
  264. Aziende italiane e Social Media
  265. Leader nel settore
  266. Il mio primo blog. Il mio primo post.
giovedì, novembre 23, 2017
  1. Le Instagram Stories inducono fortemente l’utente all’acquisto
  2. Gli obblighi dei post pubblicitari su Instagram
  3. Come sfruttare al meglio un account business Instagram
  4. Come individuare il budget per una campagna di Influencer Marketing
  5. Nuovi format per i post sponsorizzati di Instagram
  6. Instagram permetterà di seguire gli hashtag
  7. Come creare una campagna di Influencer Marketing vincente
  8. 5 vantaggi del fare pubblicità con le Instagram Stories
  9. Cambia il formato delle Instagram Stories
  10. Se hai meno di 25 anni passi 32 minuti al giorno su Instagram
  11. Cos’è e come funziona Superzoom di Instagram
  12. Perché passare ad un account business Instagram
  13. Novità! Ora puoi fare dirette Instagram con un amico
  14. Instagram si sta preparando a cambiare la griglia
  15. Guida all’utilizzo degli hashtag su Instagram
  16. Instagram, piano editoriale 2018: perché determinare il valore del CPC
  17. 14 strumenti utili per avere più follower su Instagram
  18. 3 popolari tendenze Instagram utili alle aziende
  19. Rapporto Brand / Influencer: il 70% utilizza quelli di Instagram
  20. Aumentare like e commenti grazie al potere delle emoticon
  21. Perché è il momento di investire sui profili aziendali Instagram
  22. Come vendere su Instagram
  23. Quando pubblicare su Instagram
  24. Cosa può insegnare Roberto Cerè a chi vuole emergere su Instagram
  25. Come aumentare le interazioni su Instagram grazie al Pubblico Personalizzato
  26. Chi sono i micro-influencer di Instagram e perché sono così efficaci
  27. La guerra alla tecnica del follow/unfollow è ufficialmente iniziata
  28. Fottere le persone (e le aziende) su Instagram
  29. Come scegliere gli hashtag da utilizzare su Instagram (per aumentare la visibilità di foto e video)
  30. Il 42% dei Millennials italiani acquistano online grazie ai social network
  31. 3 modi per NON farvi hackerare l’account Instagram
  32. Il calendario editoriale: programmare e organizzare il lavoro sui social
  33. Sei un brand? Il tuo numero di follower su Instagram non conta più
  34. Cosa sono gli shoutout su Instagram, quanto costano e quando si possono sfruttare
  35. Basta sprecar tempo! 9 modi per velocizzare la creazione di contenuti
  36. Insight e Ads per le Instagram Stories
  37. L’insostituibile potere dell’Instagram Marketing
  38. Come recuperare un account Instagram hackerato
  39. Come individuare un vero influencer su Instagram
  40. Come aumentare le vendite eCommerce con Instagram
  41. 3 nuove funzioni di Instagram che proteggeranno il tuo brand
  42. Come scattare foto super con lo smartphone [VIDEO CORSO]
  43. 8 nuove funzioni Instagram: quali sono e come sfruttarle
  44. Ecco perché le persone scappano dal tuo blog (e non tornano)
  45. Cosa allontana il pubblico dalle tue pagine aziendali?
  46. Come creare o modificare geotag su Instagram
  47. La scadenza del contenuto per accrescere il tuo business
  48. Come aumentare le visualizzazioni delle Stories su Instagram
  49. La fidelizzazione del pubblico non è più un obiettivo di comunicazione
  50. 5 casi di successo di Instagram Marketing per piccoli business
  51. Programmare e pubblicare post su Instagram con HopperHQ
  52. Concorsi a premi su Instagram: fate attenzione a CHI citate
  53. Come aumentare gli iscritti alla newsletter con Instagram [GUIDA]
  54. L’interazione su Instagram è calata del 33% in un solo anno
  55. Pianificare un account business Instagram perfetto
  56. Il 2016 di Instagram a tutto…BUSINESS!
  57. Utilizzo di LinkedIn in Italia: il sondaggio regala risultati inaspettati
  58. Perché il mio fruttivendolo non utilizza Instagram
  59. Instagram è ancora un mondo diverso, per tutti
  60. Instagram, perché monitorare le performance di un hashtag
  61. Costruisci il tuo progetto fotografico e affascina l’Instagram
  62. Il “segreto” per reclutare influencers di Instagram (a zero budget)
  63. Come costruire una caption coinvolgente
  64. Whalar, il tool perfetto per Instagram e l’Influencer Marketing
  65. Come utilizzare i video nella content strategy (e cosa non fare)
  66. Scegliete una foto profilo che ingaggi l’utenza
  67. Come creare una bio di Instagram che converte
  68. Cosa dobbiamo sapere sul nuovo algoritmo di Instagram
  69. Facebook ha ghermito tutti (aziende comprese)
  70. Profili Instagram: la prima impressione è quella che conta
  71. La collaborazione con un’azienda nasce da un commento
  72. Per chi stai lavorando?
  73. Il Facebook Booming è utile alle aziende?
  74. 133 nuovi followers al giorno: la mia esperienza
  75. L’influencer e l’invio di prodotti omaggio
  76. Quello che non vi hanno mai detto di Instagram [GUIDA]
  77. Di che cosa hai paura?
  78. Con 10€ ho portato 14 nuovi clienti (al mio cliente)
  79. Il logorio cerebrale ed il social media marketing
  80. Sei un cattivo pagatore? Lo dicono i social
  81. Facebook è fondamentale per trovare lavoro e clienti
  82. Le caratteristiche del vero Influencer
  83. Facebook, conversione da profilo a fanpage: perché no
  84. Il brand siete voi: ogni errore si ripercuoterà sul vostro lavoro
  85. Come creare un blog(ger) di successo
  86. Quanto valgono le idee nel mondo digitale?
  87. Nasce #askPoz: ad ogni dubbio, una risposta
  88. Come viene percepito il tuo brand dal tuo target?
  89. Ma, i social media, non servivano per comunicare?
  90. Come attivare le inserzioni di Instagram (da Facebook)
  91. Facebook: in arrivo le immagini profilo temporanee
  92. La differenza tra il web e il web compreso dalle aziende (italiane)
  93. Cura del proprio brand: attenzione agli interessi
  94. Le aziende devono saper cogliere e sfruttare l’ironia
  95. Nuove (e concrete) professioni: essere Influencer
  96. Vecchi mestieri, nuovi orizzonti: come raggiungerli?
  97. Il Social Media Coso non è uno scrittore
  98. Formazione ed esperienza sul campo: è il freelance di oggi
  99. EmbyRace: cos’è e come partecipare alla prima Social Race
  100. I risultati, sono la tangibilità del nostro successo
  101. Il blog è la migliore offerta di lavoro
  102. Azienda, perché affidarsi al freelance e non ad un’agenzia
  103. Svelato il (vero) valore dei social per le imprese!
  104. Curiosare, condividere, criticare sul web: quale la differenza?
  105. Twitter, DM: da 140 a 10 mila caratteri
  106. Come aumentare i follower Twitter (quelli rilevanti)
  107. Gratis è sinonimo di Ricchezza
  108. Quanto costa la gestione di un canale social media?
  109. Comunicazione efficace? Essenziale, emozionale e umana
  110. Immagini e Facebook: quali per creare engagement?
  111. Le aziende ci ascoltano tutti i giorni
  112. Come raggiungere i primi traguardi (in 24 mesi)
  113. Come coinvolgere il cliente in nuovi progetti
  114. La comunicazione istituzionale è morta
  115. Quanto vale un blog?
  116. Più Educazione Digitale per tutti
  117. Instagram è sopravvalutato
  118. Il vero significato di “guadagnare con un blog”
  119. Il segreto per avere successo? Comprendere il futuro
  120. Come rendere popolare un’inserzione video Facebook
  121. Siete in cerca di un lavoro? Aiutate i recruiter!
  122. Costruire una pagina Chi Sono che converta davvero
  123. Come ridurre il peso delle immagini del blog
  124. Fonti affidabili e veri influencer
  125. Shutterstock e le tendenze creative 2015
  126. Twitter e profili fake: crescono a dismisura i FakeBot
  127. Come scegliere le parole chiave per i tuoi contenuti
  128. Salto di qualità: giusto abbandonare le PMI?
  129. La condanna del freelance: l’offerta forfettaria
  130. Richiedere Like tramite sms: the italian job!
  131. L’efficacia di un buon titolo (ironico) nel blogging
  132. Come diminuire le interazioni sulla fanpage aziendale
  133. LinkedIn: c’è un nuovo limite nelle pagine vetrina
  134. Come aumentare le vendite? Coltivando i rapporti 2.0
  135. Quanto conta la user experience nel blogging?
  136. Come abbassare la frequenza di rimbalzo del blog
  137. Brand: (quando) è giusto disattivare i canali social?
  138. 8 metodi per diventare un freelance straordinario
  139. Nuova funzionalità sulle fanpage Facebook
  140. Sei disoccupato? Allora sfrutta internet
  141. Come coinvolgere utenti prima dell’evento fieristico
  142. Facebook è una macchina del tempo, lo sapevi?
  143. Sopravvivere e convivere col cliente che non paga
  144. Vuoi costruire il tuo successo online? Distinguiti!
  145. Dove ti porta la passione per questo lavoro
  146. Se vuoi ottenere più fan, non credere alla balena
  147. Seduci i tuoi lettori col giusto atteggiamento online
  148. Web, internet e dati personali: ecco l’italiano medio
  149. PMI: come essere online spendendo poco
  150. Educazione digitale civica: lavoriamo sui ragazzi
  151. Blog aziendale: Twitter è la benzina giusta
  152. Educazione digitale per PMI (atto secondo)
  153. Social Content: l’empatia determina il tuo successo
  154. Facebook at Work: sfida a LinkedIn
  155. #Hashtag: qual è il suo futuro?
  156. Il galateo della Call-to-Action
  157. Come creare una pagina Google+ Local
  158. Educazione digitale per PMI (atto primo)
  159. Io imparo, tu insegni: benvenuto in Teach4Learn
  160. Vendere l’emozionalità per un pugno di visualizzazioni
  161. Come vendere alla PMI una fanpage Facebook
  162. Impariamo a fare branding da…Ford Focus!
  163. Twitter non vola più: ha imparato a copiare
  164. Facebook introduce Safety Check
  165. Il freelance è una realtà e Tim Smart ne è la prova
  166. La dura legge del freelance
  167. Perché siamo tutti su Facebook?
  168. In Italia siamo tutti nativi analogici (?)
  169. Quando il commento è scomodo
  170. Il miglior modo di fare blogging
  171. Come impostare una data di scadenza ad un articolo
  172. Cloud: nuvola estiva o reale opportunità?
  173. Il web è opportunità e trasparenza, non sacrificio e invidia
  174. Vicinanza e valore umano: la nuova forma di branding
  175. Guadagnare tanto e lavorare poco: diventa freelance!
  176. Less is more: i video brevi aumentano l’engagement
  177. Diciamo NO, all’abbandono delle fanpage
  178. Ricominciamo da qui
  179. #GetReadyToPlay: Ford, Spotify e un super playlist contest
  180. Come creare un blog di successo? Il segreto è…
  181. Social Media contest: impossibili da affrontare
  182. Un blog non va mai in vacanza
  183. Essere blogger in tempi di crisi: ci vuole rispetto!
  184. Profilo personale batte fanpage 3-0 (su Facebook…)
  185. Le caratteristiche per un perfetto personal branding
  186. Lo stile di vita di un freelance
  187. Devi regalare consapevolezza ai tuoi clienti
  188. Gestione di una crisi: 6 punti da cui ripartire
  189. Guadagnare di più: 3 modi semplici e veloci
  190. LinkedIn: cosa ti ho fatto di male?
  191. I social media possono nuocere alla salute (?)
  192. Google Plus: ecco perché devi esserci!
  193. Come creare un contest di successo!
  194. Corsi di formazione: meglio on-line o in aula?
  195. 4 dubbi da vincere prima di lavorare con i Social Media
  196. Intervista ad un imprenditore che dice NO ai social media
  197. Quando il blu è troppo blu e tu non ci puoi fare nulla
  198. Come aumentare le possibilità di trovare lavoro in Italia
  199. Ci sono cose che i Social Media non ti possono dare
  200. La creatività affogata
  201. Il Personal Branding è un secondo lavoro
  202. Rispondere ai commenti è diventato un optional
  203. Rifiutare un lavoro in tempi di crisi. Freelance: puoi!
  204. LinkedIn: il social network preferito dalle aziende italiane
  205. Freelance: non cedere alle tentazioni del lavoro dipendente
  206. Diventare influencer utili a sé stessi
  207. Il cliente, il community manager e il social media marketing
  208. Scrivere per il web: il mio consiglio è…
  209. Facebook non conosce crisi. Ecco la sua arma vincente!
  210. Community Manager: il cliente non deve invadere il tuo campo
  211. Piano e calendario editoriale per social media: sì, servono
  212. I segreti per fare del buon blogging
  213. Finder di BuzZoole: scopri gli influencer intorno a te!
  214. Essere freelance: la ricetta per non avere paura
  215. Web Writer freelance: 10 servizi per guadagnare di più
  216. 4 modi per avvicinarsi a Google+
  217. Comunicare col cliente di #SMM: i segreti per saper vendere
  218. Post off-topic: perché non devi (mai) pubblicarlo sul blog
  219. E se domani disattivassero tutti i Social Media?
  220. L’importanza di un team in una strategia di #SMM
  221. Content Marketing: come, cosa, quando, dove e perché!
  222. Comment marketing: un’arte incompresa.
  223. Hai scelto il giusto social media per la tua attività?
  224. Diventare freelance: vantaggi e svantaggi.
  225. Creare interazione sui social media
  226. I segreti per creare un report di successo #SMM
  227. Scrivere post per i blog (non è mai stato così facile)
  228. 6 consigli per sfruttare al meglio LinkedIn
  229. Avere più follower su Twitter: come fare?
  230. Il blog sarà sostituito dai social network (?)
  231. Chi è e cosa fa il nostro pubblico sui Social Media?
  232. 13 strumenti per la tua Social Media routine
  233. Google+ può sostituire un blog?
  234. 6 leggi che un’azienda deve onorare sui Social Media
  235. Clienti da evitare: la situazione “tipo”.
  236. Scrivere per i social media
  237. Le basi (psichiche) per diventare un Social Media “coso”
  238. (Finalmente) il mio calendario editoriale!
  239. Web Writer, prima regola: organizzazione.
  240. Facebook Paper: il (non) giornale di Zuckerberg
  241. Traffico social: Facebook comanda. Google+ che tonfo!
  242. Social customer care: opportunità o delicato investimento?
  243. 15 consigli per un account Twitter di successo
  244. Facebook, news: edizione straordinaria!
  245. Quando un alluvione può essere social
  246. Trending Facebook: cos’è e cosa dobbiamo aspettarci
  247. Facebook, visibilità post: i migliori orari di pubblicazione
  248. 11 buone ragioni per utilizzare Twitter
  249. La differenza tra Social Media e Social Network
  250. I reali vantaggi di avere un account Google+
  251. Quello che non sapevi di Twitter…
  252. Vuoi ottenere più Like sulla tua pagina Facebook? Ecco cosa NON devi fare.
  253. Come non utilizzare i Social Media (se hai un’attività)
  254. 5 consigli per un piano editoriale di successo (fanpage Facebook)
  255. Punta alla qualità. Come il nostro ristorante preferito.
  256. Intervista a Tania e Monja: aziende, lavoro e Social Media.
  257. Aziende: perchè adottare una strategia di eMail Marketing
  258. Creazione e gestione della Brand Reputation
  259. Personal Branding “fai da te”: il fenomeno Mika.
  260. Pagina Facebook Levi’s Italia [Case History]
  261. Come, cosa, quando e quanto postare su Facebook
  262. Come creare e gestire una pagina Facebook
  263. Pagare moneta, vedere cammello.
  264. Aziende italiane e Social Media
  265. Leader nel settore
  266. Il mio primo blog. Il mio primo post.

Cos’ha il tuo modo di fare blogging che non va? Oggi ti spiego perché l’erba del vicino è sempre più verde della tua… Il miglior modo di fare blogging Ci sono o non ci sono delle regole nel fare blogging? Sì, esistono regole di base derivate dal buon utilizzo della piattaforma stessa. Nulla di certificato e nulla che non sia già stato detto, come non esiste nessuna legge che ti vieti di fare il contrario e quindi renderti “originale”.

Ieri, a proposito, leggevo questo post di Dario Vignali e successivamente il suo guest post sul blog di Skande. In parole povere, Dario, sfata il mito del “più articoli pubblichi sul tuo blog e più seguito avrai”.

Un’affermazione importante e che va in contrasto con quanto ci hanno insegnato (e scritto) fino ad oggi i top blogger in Italia e nel mondo.

Ciò che Dario vuole trasmettere attraverso questi due articoli è la sua esperienza, in particolare ciò che lui ha imparato e che lo ha portato al successo nella sua professione. Chapeau! Però, anche nelle sue parole, come in quelle di altri, ho trovato qualcosa di non condivisibile.

Precisazione: io vedo le cose a modo mio, quindi, non sto dicendo che Dario (e gli altri top blogger) dicano cose sbagliate.

Seguimi

Qualche giorno fa, l’amico (e #socio) Gian Marco mi taggava in questo post su Facebook, chiedendomi consiglio se avesse fatto bene o meno, a pubblicare un post off-topic sul suo blog.

Ho capito fin da subito che l’argomento per lui era incalzante e ho dato il mio modesto contributo: bando al post off-topic, in quanto non sarebbe in linea col tema e lo stile del blog. Per questo tipo di articoli sfrutta Google+!

Esatto, secondo le buone regole del fare blogging uscire dall’argomento potrebbe confondere le idee del suo pubblico, soprattutto quello venturo, dove potrebbero arrivare a perdersi e non capire chi è e cosa fa (proprio come gli suggerisce Skande nel primo commento).

Il mio consiglio è stato utile? Penso di sì ma, ripensandoci, è stato un suggerimento generico, un derivato da ciò che ho imparato. Fra i tanti commenti arrivati, quello di Riccardo è stato quello che mi ha sorpreso di più, in quanto ha analizzato il soggetto (Gian Marco) e non l’oggetto (il blog), chiudendo il suo pensiero con Oggi è inutile dividere professione e persona: i clienti vogliono sapere chi c’è dietro ai post”

Effettivamente Gian Marco ha sempre avuto uno stile frivolo, adatto e comprensibile a tutti – non a caso il suo blog è definito Chiacchiere da Taverna – perché non tentare?

Un altro esempio lampante è Rudy Bandiera: sul suo blog lascia spazio ad episodi personali, oltre che ad articoli professionali, e nonostante tutto ha raggiunto obiettivi invidiabili!

Morale

Il miglior modo di fare blogging, quindi, non è seguire la massa ma impararne le basi, dargli un tema preciso per il quale tu possa essere sempre riconosciuto (perché non puoi parlare di sport e poi di cucina) ed integrarci il tuo stile, oltre la tua esperienza.

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Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.
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30 Comments

Claudio 19/09/2014 at 11:25

Ciao Alessandro, passando di qua mi sono imbattuto nel tuo articolo.
Uno dei miglior modi per fare blogging è senza dubbio quello di evitare gravi errori grammaticali.
– Se avrebbe non si scrive. Si scrive se avesse.
– Il miglior modo di fare blogging, quindi, non è seguire la massa ma impararne le basi, dargli un tema preciso per i quali ti riconosceranno. Questa frase è abbastanza sgrammaticata. Potrebbe essere: …dargli un tema preciso per la quale (la massa) ti riconoscerà.

Detto questo, non voglio fare il prof di turno ma solamente farti notare gli errori per migliorare le prossime volte.

Un caro saluto,
Claudio

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:01

    Ciao Caludio,

    ammetto che ero molto indeciso se pubblicare il tuo commento o no.
    Di solito li pubblico comunque i commenti di critica, perché sono come un brutto voto in un compito in classe: da lì impari sempre a fare meglio.

    Il tuo commento però, a differenza degli altri, ha una cosa che nel buon comment marketing è sbagliata: innanzitutto inserisci una eMail inesistente e poi non dai un viso ne un sito web al tuo profilo.

    Evidentemente non solo io devo imparare a fare meglio il mio lavoro.

    Detto questo, credo al tuo buon senso e apprezzo il tuo caro saluto, ma non al fatto che non volessi fare il professore.

    Ciao

    DARIO VIGNALI 19/09/2014 at 12:26

    Ciao Claudio,

    riprendere gli errori grammaticali è sempre permesso: aiuta chi scrivere a migliorarsi e a rivedere i propri sbagli.

    Ma attenzione. Gli errori li fanno tutti, spesso anche chi scrive su vere e proprie testate giornalistiche. Non per questo diminuisce il valore delle loro idee o dei loro contenuti.

    Senza tenere conto che gran parte dei blogger non si reputano giornalisti o scrittori. Sono persone che hanno qualcosa da dire e vogliono mettersi in gioco.

    Un invito è quello di non commentare con il solo obiettivo di criticare la forma grammaticale. Questo va anche a svantaggio di chi commenta per due ragioni:

    – La prima, si fa la figura di chi, piuttosto che sottolineare il valore del contenuto, ne critica solamente l’apparenza.
    – La seconda, viene da chiedersi se chi lascia commenti di questo tipo abbia realmente compreso il messaggio del post.

    Con questo non voglio attaccarti o offenderti in nessun modo, semplicemente mi dispiace che Alessandro si sia impegnato nel fare le sue considerazioni e gli si risponda solamente in merito alla forma grammaticale.

    Nel mondo ci sono anche tante persone che avrebbero tanto da dire o raccontare senza avere le possibilità o le conoscenze per farlo.

    Lo scrivo io per primo, che spesso, anche dopo revisioni, pubblico errori grammaticali.

      Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:29

      Apprezzo molto…
      Grazie Dario, non avrei saputo esprimermi meglio 🙂

      Alberto Riva 21/09/2014 at 00:21

      Grazie Dario,
      mi ė piaciuta la tua chiusura “pubblico errori grammaticali”. Penso che in un contesto blog / post l’errore possa sempre starci, e se non ci fosse varrebbe la pena di mettercelo!

Massimo 19/09/2014 at 11:40

Ciao Alessandro,

il tema è complesso e ricco di sfumature ma io personalmente condivido la tua chiusura.
Ho letto e apprezzato tantissimo i due post di Dario, splendido quello sul blog di Skande, altrettanto valido ma più impegnativo quello sul suo blog, proprio per alcuni concetti e attività “da scienziato” che alla fine nella mia modestissima opinione portano via il lato umano, di istinto, ispirazione che c’è e credo ci debba essere in ognuno di noi (devo ancora commentare quel post sul suo blog..). Probabilmente essendo un lavoro che deve portare guadagno, è normale forzare ed esasperare certi aspetti, ma per come vedo io l’attività dello scrivere faccio un pò fatica a seguire certi passaggi..

Sicuramente, come scriveva Skande tempo fa, non si deve aspettare l’ispirazione e si deve ricercare il tema, il post e scriverlo per mantenere il contatto…è altrettanto vero come dice Dario che si può scrivere anche poco e ogni post deve puntare al meglio…probabilmente è un mix di tutto e alla fine se vuoi emergete ed essere tra i migliori devi applicarti tanto, soprattutto quando fai informazioni tecniche, che siano di sviluppo o informatica generale, oppure di web – social marketing.
Ma alla fine siamo umani, è giusto scrivere anche per il piacere di scrivere, condividere esperienze o conoscenza e magari a volte anche aspetti personali cercando di gestirli in modo corretto senza confondere troppo cambiando troppo spesso toni o argomenti.

Resto il fatto che tutti voi (tu, Skande, Dario, MySocialweb ecc) state facendo un ottimo lavoro e leggervi è sempre fonte di riflessione e ragionamento..il tutto teso a comprendere meglio cosa si vuole e si può fare e anche a mettersi in discussione nonostante l’esperienza fatta non sia poca…

Massimo

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:07

    Ti ringrazio Massimo, sia per il tuo contributo che per avermi messo a livello di professionisti come loro. Ne sono orgoglioso!

    E’ solo da ottobre 2013 che ho aperto il blog e dal 2012 che sono freelance, quindi ho ancora molto da imparare, però ti assicuro che la passione gioca un ruolo importante e come hai detto tu “è giusto scrivere anche per il piacere di scrivere“.

    Grazie ancora e torna presto a trovarmi 😉

Federica 19/09/2014 at 11:52

Ciao Ale,
assolutamente d’accordo con te. Credo che il pubblico debba riconoscerti per una peculiarità, un tuo carattere distintivo. Se cerco informazioni sui freelance so quali blog selezionare, se cerco informazioni su google plus ne selezionerò altri. Fare un fritto misto non aiuta il lettore a capire da te cosa può trovare! Bell’articolo, me gustaaa 😀
A presto,
Fede

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:09

    Grazie mille Federica!
    Ciao!!

DARIO VIGNALI 19/09/2014 at 12:11

Ciao Massimo, grazie per la citazione e per questo post di grande ispirazione! Spero di poter contribuire raccontando il mio modo di vedere le cose.

PERSONALITA’, questa è il termine che mi viene in mente.

Io nel mio post non ho mai affermato che scrivere tanto e spesso sia sbagliato, anzi.

Ho condiviso il mio modo di lavorare, che è estremamente lontano dal rispettare un calendario editoriale.

Ho voluto dimostrare che non è sempre obbligatorio dover rispettare scadenze e scrivere il più possibile (come ripete la maggior parte degli esperti).

Ma Skande, Riccardo Esposito, Rudy sono la dimostrazione che la mia non è l’unica via percorribile, come non è la loro.

Ognuno ha il proprio modo di lavorare e di avvalersi di strategie differenti. Tra l’altro una cosa è certa: scrivere tanto e scrivere spesso fa bene, aumenta il traffico e migliora le proprie capacità di “scrittore” o “copywriter”.

Quindi, mi trovo assolutamente in accordo con te: ognuno ha il proprio modo di raccontare e RACCONTARSI.

Già, raccontarsi, perché è proprio questo il fulcro di questo post e del problema di Gian Marco.

Sempre secondo il mio parere, raccontarsi è necessario: proprio come scrivevo nel mio post che hai citato, è importante stabilire una connessione emozionale con i propri lettori.

Per farlo è buona regola utilizzare un linguaggio dotato di grande umanità, condire i contenuti con un minimo di esperienze personali e sapersi raccontare.

Ma come evitare di scendere in off-topic? Semplice: inserire i propri commenti o esperienze all’interno di contenuti tecnici. Questo è il mio “modus operandi”.

Capita però che si venga sopraffatti dalla voglia di scrivere riguardo a tutto, di raccontare i propri pensieri e di mostrare le proprie esperienze di vita.

Cosa fare a questo punto? Come dice Skande Google plus può essere un’ottima alternativa.

Ma, c’è un ma…

I social hanno difetti che non tutti posso farsi andare bene. Tra questi sicuramente figura la loro abitudine di seguire trend passeggeri, nascere e morire portandosi con loro i contenuti degli utenti e lasciare che i vecchi post scompaiano in uno stream troppo vecchio per rimanere sui profili.

Come si può risolvere?

Io personalmente trovo una buona soluzione in medium.com, ma proprio in questi giorni sto meditando l’apertura di un blog secondario che racconti la mia vita, i miei viaggi e i pensieri che non richiedono lunghi post tematici al riguardo. 🙂

Un abbraccio a tutti!

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:20

    Grande Dario 🙂 ciao!

    Innanzitutto grazie per essere passato, per il tuo ulteriore contributo e per aver ribadito la tua idea di blogging.

    Faccio solo una breve precisazione, perché non voglio creare incomprensioni: tu non dici esplicitamente che è “sbagliato”, posso essere d’accordo, ma dimostri con i fatti che ci sono altri metodi, con la tua esperienza (no calendario editoriale) che hai ribadito poc’anzi qui.
    Di fatto, il modo di interpretare il blogging di altri (non necessariamente Rudy, Skande, Riccardo e Gian), può essere sbagliato come può esserlo il tuo e il mio.

    Spero di essere stato più chiaro 🙂

    Un abbraccio anche a te carissimo!
    Ciau

DARIO VIGNALI 19/09/2014 at 12:14

Ho scritto con l’iphone in velocità, quindi sicuramente ci sarà qualche errore, se hai voglia editalo Ale. Tra l’altro ho scritto massimo sbagliando 😉

Un abbraccio

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 12:21

    Vai tranquillo, Dario! In fondo è anche il bello dei social media, no? 🙂
    Ciao caro

Ghostbox 19/09/2014 at 13:04

Ciao Ale!
Non potevo di certo mancare a farti la festa: che erroraccio, ahi ahi ahi! In ginocchio sui ceci! 😀
A parte gli scherzi, hai visto come il troll ti aumenta la mole di commenti? Secondo te si potrebbe usare come strategia?
Creo un bell’articolo e poi in fase di revisione ci caccio dentro apposta un’espressione che fa a cazzotti con l’italiano o un bel errore grammaticale. Apparecchio per bene la tavola e aspetto che il troll si presenti a cena! Ripensandoci: meglio di no. Poi si finisce per andare del tutto OT nei commenti!
Buon week end, amico ;D

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 14:03

    ahahahah 🙂 grazie Simo e buon week-end anche a te!

Riccardo Esposito 19/09/2014 at 14:06

Ciao Ale,

A prescindere dal “grazie” per la citazione ti dico che, secondo me, questo è il modo giusto per fare blogging. Prendere spunto da tutto, sfruttare le idee dei colleghi, citare nel modo giusto: creare connessioni virtuose, questa è la chiave!

Bene così.

    Alessandro Pozzetti 19/09/2014 at 14:15

    Grazie mille Ric, anche per il tuo contributo!

Roberta 19/09/2014 at 16:35

L’ideale sarebbe impostare sin dal principio il blog in un certo modo, ovvero inserendo anche post più personali/riflessivi o altro. In corso d’opera, magari, si può verificare come reagiscono gli utenti e magari spiegare anche tramite la pagina Facebook o Google+ il perchè dell’esigenza di questo cambiamento. Il blog si evolve con noi e questo, in ogni caso, non è sbagliato.
I lettori apprezzano sempre la coerenza e la sincertà a mio avviso. Il lato umano, sapientemente calibrato anche quando trattiamo temi più “tecnici”, rende il tutto più emotivo e quindi di maggiore immedesimazione ed empatia per chi legge.

un saluto!
Roberta

Visual Fashionist
Style Factor

    Alessandro Pozzetti 20/09/2014 at 10:47

    Ciao Roberta!
    Sì, il tuo ragionamento è corretto, soprattutto quando dici “L’ideale sarebbe impostare sin dal principio il blog in un certo modo, ovvero inserendo anche post più personali/riflessivi o altro”.
    Sai, però, qual è il problema? Che quando ci si lancia in questa professione/avventura, soprattutto per chi ama scrivere, non pensa che prima o poi quello spazio potrebbe essere “minacciato” dal personale, ma ci si imposta su ciò che vogliamo trasmettere, ovvero il nostro settore di lavoro per il quale vogliamo emergere o dire semplicemente la nostra.

    La necessità di scrivere qualcosa di personale, penso io, viene sempre dopo.
    Non credi?

Andre 20/09/2014 at 13:12

Allora Ale dimmi: vuoi un feedback che ti riempie di orgoglio o vuoi un feedback che ti indichi quello che non va? (Poi però mi difendi tu dai frequentatori del blog)

    Alessandro Pozzetti 20/09/2014 at 21:45

    Se mi dici così, Andre, voglio sapere entrambe le cose 🙂
    (tranquillo che ti difendo io!)

Monia 22/09/2014 at 11:59

Generalmente quando un post non mi convince io faccio una cosa fantastica: dico tra me e me “non mi convince” e, a meno che la mia opinione non sia espressamente richiesta o con chi ha scritto ci sia una certa confidenza, spesso provo a non curarmi di ciò che ho letto e passo avanti.

A volte tacere è un gran regalo. Ma più spesso il vero regalo è parlare comunque, prendersi la briga di dire la propria idea anche quando ciò significa dedicare il proprio tempo a qualcosa che non si è apprezzato.
Perché a volte bisogna essere così generosi da criticare costruttivamente.

Ecco, a proposito, io il trattamento riservato al commentatore Claudio l’ho trovato proprio fuori luogo. Per diversi motivi. Per esempio perché affermare che la correttezza grammaticale come base di un blog non può mancare non è “fare il professore”. Che poi che significa “fare il professore”? Il blog è pubblico, tutti possono leggerlo, quindi anche se spesso queste correzioni (che sono comunque state espresse con garbo) vengono fatte in privato nulla vieta di commentare e sottolinearle pubblicamente. Anzi. T

Tutto dovrebbe invece vietare al proprietario del blog di reagire male. Non condivido quindi la tua risposta e neanche il commento di Dario. Perché no, scrivere correttamente non è “badare solo alla forma” e perché la frase “nel mondo ci sono anche tante persone che avrebbero tanto da dire o raccontare senza avere le possibilità o le conoscenze per farlo” è assolutamente fuori luogo nel caso di questo blog. Perché tu, Alessandro, sei un freelance anche “in ambito web writing”, no? Non sei quindi qualcuno che ha voglia di raccontare qualcosa ma dichiara sin da subito di non saper scrivere. Tutt’altro.

Continuando a parlare del post ti dirò in breve cos’altro non mi ha convinto: citerò il tuo testo, per quello che c’è scritto a parte le citazioni e ti darò il mio commento.

“Ci sono o non ci sono delle regole nel fare blogging? Sì, esistono regole di base derivate dal buon utilizzo della piattaforma stessa. Nulla di certificato e nulla che non sia già stato detto, come non esiste nessuna legge che ti vieti di fare il contrario e quindi renderti “originale”.”

Prima parte del testo che dà una risposta-non-risposta a una domanda-non-domanda e che quindi, purtroppo, non dà nulla.

Che intendi per “regole di base” e “buon utilizzo della piattaforma stessa”? Senza un’opportuna spiegazione suonano come parole vuote. Come se tu aprissi una porta ma la casa fosse ancora in costruzione. A che pro?

Le virgolette che abbelliscono l’aggettivo “originale” sono punte d’ironia? Altrimenti non si spiegherebbe come per rendersi originale (ammesso che ci si possa “rendere” originali) si debbano infrangere proprio quelle regole di base che, se ti fanno fare un buon uso della piattaforma, infrangere non dovresti.

“Ieri, a proposito, leggevo questo post di Dario Vignali e successivamente il suo guest post sul blog di Skande. In parole povere, Dario, sfata il mito del “più articoli pubblichi sul tuo blog e più seguito avrai”.”

Come tu stesso dirai più avanti Dario “si limita a parlare della propria esperienza (come tutti, del resto. Il nostro orizzonte è sempre più limitato di quanto vorremmo). Quindi no, non sfata nessun mito. Il bello della mitologia, in fondo, è anche in questo: esistono storie per tutti. Dario non trova riscontro nel mito del “pubblica-a-getto-continuo-ché-mille-post-come-gutta-cavat-lapidem-scavano-il-cuore-del-target”? Trova riscontro in un altro mito allora. Nel mito del “post-lungo-approfondito-che-va-bene-anche-se-meno-frequente-perché-conta-la-qualità-e-blablabla”. Il mito stesso è d’altronde un serbatoio a cui attingere. Quasi una cassetta per gli attrezzi. È normale (anzi, di più, è auspicabile direi) che ognuno adoperi lo strumento più adatto alle proprie attitudini e ai propri scopi.

“Precisazione: io vedo le cose a modo mio, quindi, non sto dicendo che Dario (e gli altri top blogger) dicano cose sbagliate.”

A cosa serve questa precisazione? Mi sembra inutile.

Serve a specificare che non sei nella posizione di affermare con certezza che sono in errore? È ovvio che non puoi dire con certezza che gli altri sbagliano. Come potresti? Nessuno può. Non si tratta di scienze esatte.

Serve a specificare che vedi le cose a modo tuo? Anche in questo caso… Pleonasmo più che evitabile. Tutti vediamo le cose a modo nostro anche quando le vediamo appoggiando il punto di vista di qualcun altro.

Serve a specificare che non stai andando contro Dario e gli altri top blogger italiani?

Ecco, insomma, non serve precisare.

“Esatto, secondo le buone regole del fare blogging uscire dall’argomento potrebbe confondere le idee del suo pubblico, soprattutto quello venturo, dove potrebbero arrivare a perdersi e non capire chi è e cosa fa (proprio come gli suggerisce Skande nel primo commento).”

Il pubbbbblico. Questa massa informe di pecoroni che non saprebbero distinguere un uomo dal proprio riflesso! No, su, il pubblico non è stupido. Non è che per confondergli le idee basta così poco. Di tanto in tanto un po’ di fiducia a questo pubblico non guasterebbe.

“Il mio consiglio è stato utile? Penso di sì ma, ripensandoci, è stato un suggerimento generico, un derivato da ciò che ho imparato. Fra i tanti commenti arrivati, quello di Riccardo è stato quello che mi ha sorpreso di più, in quanto ha analizzato il soggetto (Gian Marco) e non l’oggetto (il blog), chiudendo il suo pensiero con “Oggi è inutile dividere professione e persona: i clienti vogliono sapere chi c’è dietro ai post”.”

Sono d’accordo con Riccardo, in questo caso. Ma non lo sono del tutto col suo commento a questo post: a me il post sembra più citazionistico che altro. Avrei apprezzato un maggior contributo personale. Perché il bello di arare un terreno per le famigerate “connessioni virtuose” sta proprio nel prendere le proprie idee e mescolarle alle altre. Ma prenderle queste idee!

“Effettivamente Gian Marco ha sempre avuto uno stile frivolo, adatto e comprensibile a tutti – non a caso il suo blog è definito Chiacchiere da Taverna – perché non tentare?”

Credo che definire lo stile di Gian Marco “frivolo, adatto e comprensibile a tutti” sia un po’ superficiale, sai?

“Il miglior modo di fare blogging, quindi, non è seguire la massa”

Come non essere d’accordo con questa affermazione? Messa giù così è quasi tautologica: è come se tu dicessi “il miglior modo di fare blogging è fare bene blogging. Siete d’accordo?”.

“ ma impararne le basi, dargli un tema preciso per il quale tu possa essere sempre riconosciuto (perché non puoi parlare di sport e poi di cucina) ed integrarci il tuo stile, oltre la tua esperienza.”

Puoi parlare di sport e poi di cucina, se trovi il fil rouge. Magari parli delle ricette adatte a uno sportivo. E lo stile non si integra: lo stile c’è già.

Ho sferruzzato il commento originale perché era decisamente troppo lungo e non mi sembra il caso di monopolizzare il tuo blog. Spero comunque di essere riuscita a trasmetterti le linee fondamentali del mio pensiero e sarebbe fantastico se dopo questo commento dalla tua risposta io potessi capire meglio qual è il tuo pensiero dietro questo post. Perché io in questo post Alessandro non l’ho visto.

P.S.
Mi riservo il diritto di ampliare, se mi andrà, la mia opinione in un eventuale prossimo commento, dopo che mi dirai “benvenuta!” e approverai questo. 🙂

    Francesco 04/11/2014 at 13:23

    Chapeau Monia! Ma quanto scrivi? 🙂

    Alessandro Pozzetti 05/11/2014 at 18:00

    Ciao Monia!
    Sì, tremendamente in ritardo ma ci sono, ti sto rispondendo 🙂

    Il tuo commento non posso nascondere che abbia destabilizzato alcune certezze sul mio modo di scrivere e formalizzare le idee in articolo.
    Per qualche attimo, giuro, mi ero chiesto che cacchio avevo scritto fino a questo articolo…

    Poi, ho capito: non ho dato al lettore ciò che lui voleva, o sperava. Almeno, non a tutti i lettori, e tu ne sei stata l’esempio.
    Ho apprezzato quindi tutte le tue critiche. Non è facile trovare persone che spendano il proprio tempo, contro il tuo lavoro, in maniera costruttiva.

    La trasmissione del mio concetto è venuta a meno, quindi, provo a spiegartela in poche righe.
    Ci sono delle regole da seguire per fare un buon uso del blog e provare ad emergere dalla massa, dico bene? In particolare dobbiamo comunicare con trasparenza chi siamo (specificando anche di cosa ci occupiamo), darci un obiettivo (quindi sapere cosa vogliamo ottenere) e, soprattutto, riconoscere il nostro target (capire a chi dobbiamo comunicare).

    Lo stile?
    No, non nasce con noi, soprattutto se parliamo di scrittura.
    Cavolo, se torno indietro a rileggere ciò che scrivevo un anno fa sembro un’altra persona, completamente un altro autore! Questo, perché? Perché ho investito tempo e tante tante ore di battitura, quindi, ho fatto esperienza (tuttora ne sto facendo), ed ho trovato il mio stile.

    Concludendo, col lettore Claudio, forse non ho reagito bene secondo tuo modo di vedere.
    Non sono stato maleducato (odio ogni forma di maleducazione), ho solo risposto in maniera consona. Pensaci: perché nascondersi dietro un indirizzo eMail inesistente?
    La cosa, tornandoci sopra, continua a puzzarmi e non riesco a credere ad un commento costruttivo come dici tu. Inoltre, che fine ha fatto Claudio? Volatilizzato…guarda un po’.

    Grazie per il tuo meraviglioso contributo e per il tempo che hai voluto costruttivamente dedicarmi 😉

Andre 22/09/2014 at 14:13

1) chi si mette in gioco, chi rischia del suo e osa, sbagliando, fallendo e vincendo a fasi altrne, è persona degna di stima e rispetto. Chiunque può parlare al bar, altra cosa è scendere in campo e darsi da fare.
2) Ha già detto tutto Monia ed io al tuo posto mi studierei a fondo il suo commento, un frammento alla volta. Perchè sarà diretta e cruda, ma di fatto è l’unico commento realmente utile che ho letto (non solo sul tuo blog) negli ultimi mesi. E sappi che questo genere di feedback, quando una persona si prende il proprio tempo per te, vanno accolti con gioia, perchè c’è gente come me che per un feedback così articolato viene pagata. Monia ti ha regalato tanto con questo commento.

    Alessandro Pozzetti 22/09/2014 at 17:41

    Ne sono consapevole; mai potrei dire il contrario 🙂
    Preferisco un cazzotto ad una falsa carezza.

    Grazie anche per il tuo intervento Andre!

Andre 22/09/2014 at 18:56

Il contrario di cosa Ale. Scusa ma mi sono perso.

    Alessandro Pozzetti 22/09/2014 at 19:03

    Nel senso che non potrei mai dire che il commento di Monia non sia utile 🙂

Michele Liuzzi 26/08/2015 at 08:21

Interessante articolo e…edificanti commenti

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