Piano e calendario editoriale per social media: sì, servono

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Definire una strategia, per la propria presenza sui social media, è cosa fondamentale per raggiungere determinati obiettivi. Ecco perché giocano un ruolo decisivo il piano e calendario editoriale…

Piano e calendario editoriale per social media sì, servono

Per un’azienda italiana, decidere di essere presente sui social media, è di per sé un passo importante, nonché decisivo per un’apertura all’innovazione.

Ma, innovazione di che cosa?

Di fare marketing, chiaramente. Di crearsi nuove opportunità professionali grazie ad un piano di comunicazione adeguato, che ne metta in risalto qualità e prodotto.

Però, per un’azienda, essere presente sui social media non significa solo propendere ad un cambiamento ma, anche, di conoscere le piattaforme che andrà ad utilizzare, nonché di aprirsi e rendersi disponibile al confronto col proprio pubblico.

Ecco che, per massimizzarne la resa, dovrà (o chi per lei) elaborare un piano e calendario editoriale.

Caratteristiche di un piano editoriale

Il piano editoriale certifica, per un’azienda, il delineamento di una strategia di comunicazione sui social media.

Per facilitarne l’elaborazione ed evitarne flop di qualsiasi genere, è possibile stilarne uno unico per tutte le piattaforme attive, andando chiaramente a personalizzarne argomenti e revisioni per i differenti canali.

Un piano editoriale viene comunemente suddiviso in:

  1. determinazione dell’obiettivo
  2. individuazione del target (pubblico)
  3. tipologia dei contenuti da trattare
  4. cadenza degli aggiornamenti

I vantaggi dei quali beneficerà l’azienda, nella messa a disposizione dello stesso, sono tanti, come: aiutarla a definire la propria presenza sui social media, l’influenza che avranno le proprie azioni, il monitoraggio del suo profilo grazie ad adeguati ed efficaci strumenti e l’individuazione del proprio pubblico.

Caratteristiche di un calendario editoriale

Beh, è chiaro: cos’è un piano senza la definizione di un calendario editoriale? Sarebbe come andare a pesca senza le esche.

Innanzitutto, è bene definirne il significato: è una programmazione di argomenti. La calendarizzazione degli stessi in giorni ed orari prestabiliti, andando a definirne argomenti, keyword ed anche eventuali link.

Per ogni social media attivo dell’azienda, è bene prestabilirne il calendario editoriale. Ogni piattaforma ha le proprie leggi e le proprie qualità quindi, uniformandole, non si raggiungerebbe mai l’obiettivo finale.

Per intenderci: la pubblicazione di un post su Google+ non potrà mai corrispondere con quella di Twitter, in quanto la periodizzazione non è la stessa per gli utenti che frequentano queste due piattaforme sociali.

Il massimo vantaggio che si può trarre da una buona calendarizzazione è, senza dubbio, l’indicizzazione dei contenuti pubblicati. Ovvero, che gli stessi raggiungano la più alta percentuale del nostro target e che interagiscano con questi.

Piano e calendario editoriale: questi sconosciuti

Per un’azienda, lasciare che sia il caso a determinare il proprio successo sui social media, è uguale a non essere presenti sulle stesse piattaforme.

Sì, è vero, l’advertising può aiutare molto (non fare miracoli, di sicuro!) ma, vista la crisi economica che attanaglia il nostro paese dal 2008 e che continua a mietere “vittime”, non credo sia la soluzione migliore investire ad occhi chiusi su questo terreno di gioco.

Tu, cosa consigli ai tuoi clienti? Consideri altri punti nel tuo piano e calendario editoriale?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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26 commenti on "Piano e calendario editoriale per social media: sì, servono"

  1. Beatrice

    Ciao Alessandro,
    in merito alla periodizzazione sulle varie piattaforme social ci sono varie teorie, alcuni indicano fasce orarie specifiche per ogni account tu che ne pensi?

    • Buongiorno Beatrice!

      Personalmente, alle fasce orarie specifiche, non ci ho mai creduto. Quello che ti posso dire è che si rilevano, come media, dei “periodi tipo” della giornata dove generalmente, i dati statistici, dicono che c’è più traffico.

      Il mio consiglio, però, è sempre questo: segui le tue statistiche, quelle che vedi uscire dalle tue analisi (Insight, Analytics, etc.etc.)

      • Beatrice

        Grazie Alessandro della risposta!
        In effetti anche io non sono mai riuscita a credere alla regola della tabella fissa con gli orari perfetti
        per ogni social 🙂
        Detto questo credo che impostare un piano editoriale per i social serva per mettere ordine (che è sempre fondamentale) e delineare una strada.
        Poi di giorno in giorno si lavora sull hic et nunc se no non staremmo sui social..

  2. Caro Alessandro, penso che Andre volesse dire che non ne comprende entrambi: senso e utilità.

    In tutta onestà ti dico che a me sembra un controsenso: da un lato si parla di social (quindi quanto di più immediato e tempestivo possa esistere al mondo) e dall’altro di parla di tecniche tradizionali (da marketing a.C. volutamente applicato al 2.0).

    Per completezza, lo propongo sempre ai clienti ma devo dire che non li ho mai trovati propensi al 100%, perché in pochi vivono di progetti a lungo termine, perché in molti seguono il cuore e i flussi quotidiani e “ci” siamo adattati (ambo i lati) non senza difficoltà. ^_^

    Ciò detto, io consiglio di programmare… ma solo il giusto e il necessario o si rischia di diventare troppo meccanici e perdere in umanità. Questo è il mio pensiero 🙂

    • Buongiorno Cinzia!
      Sì, mi piace la tua filosofia e sarei bugiardo se ti dicessi il contrario.

      Io ho riscontrato due tipi di clienti: quelli che vogliono tutto programmato e quelli che ti lasciano carta bianca (per un motivo o per un altro).
      Ai primi calendarizzo i post ogni 15/20gg a venire, come piace a loro, ai secondi invece di settimana in settimana e, talvolta, li vado pure a modificare prima della pubblicazione perché non li vedo più adatti a quel giorno 🙂

      Quindi sì, nel mio modo di lavorare sono molto preciso (a volte arrivo al pignolo) ma allo stesso tempo lascio spazio al lato umano, come dicevi tu appunto 🙂

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  4. Laura Gioventù

    Ciao Alessandro, io seguo solo le pagine facebook per una azienda cosmetica che non vuole fare molti eventi…e seguo un pò tutti i principali social per una azienda di produzione calzature da donna. Io considero la calendarizzazione dei post fondamentale per organizzarmi il lavoro e la giornata e soprattutto per superare l’angoscia del “che cosa programmo o comunico oggi?” per cui mi organizzo con piani settimanali che però giornalmente posso sempre modificare o incrementare…sono in grado di “stare sulla notizia” ma senza angoscia!

    • Ciao Laura,

      perdona il mio ritardo nel risponderti, innanzitutto.

      La tua strategia è buona, mi piace, soprattutto ti fa lavorare bene e questo, secondo me, è ciò che conta di più per l’organizzazione della nostra settimana e per il bene del nostro cliente.

      E’ molto che fai questo lavoro? Sei freelance?

  5. Articolo e discussione molto interessanti, complimenti ad Alessandro per il tema sollevato :). Mi trovo pienamente d’accordo con Laura: quando il portfolio dei canali social in dotazione all’azienda o al professionista comincia a diventare consistente, l’efficacia della comunicazione può risultare compromessa da una scarsa efficienza operativa. Questo perché i progetti di content marketing hanno diverse parti in movimento che si uniscono in tempi differenti prima di formare campagne coese.

    A Cinzia dico quindi che l’ideale sarebbe un giusto mix tra i vantaggi di un approccio editoriale “tradizionale” (pianificazione, organizzazione, strategia) e uno prettamente social (istantaneo, istintivo, emozionale).

    Un buon piano editoriale aiuta a mantenere una comunicazione ordinata e costante (Content is King, Distribution is Queen), aumentare le occasioni di conversazione e liberare tempo prezioso da dedicare alla creatività, all’ascolto, all’interazione.

    (P.S.: quanto su scritto è anche la mission di PostPickr, un nuovissimo tool editoriale per il social content marketing. Sono il cofounder del progetto e mi si perdoni il conflitto d’interessi :D, siamo in private beta e mi farebbe enormemente piacere avervi tra gli early tester dell’applicazione. Chi è interessato richieda pure un invito su http://www.postpickr.com 😉

    • Buongiorno Maurizio e grazie per il tuo riscontro 🙂
      Io sono già registrato al vostro tool però, ahimè, non ho ancora avuto modo di testarlo. Vi proponete come buona alternativa ad Hootsuite, corretto?

      • Esatto Alessandro, ma a differenza di HS ed altri tool analoghi, puntiamo tutto su un approccio editoriale alla pubblicazione dei contenuti: pur potendo programmare il singolo post, con PostPickr è possibile costruire un vero e proprio “palinsesto social”, organizzato per argomenti (le nostre “Rubriche”), target ed audience.

        Ci aiuterai a validare l’idea? Ci terrei tantissimo visto che questo articolo sembra sia stato scritto pensando proprio a PostPickr! 😉

  6. Frank

    Ciao Alessandro,

    Sempre più spesso mi trovo a dover aprire pagine social per i miei clienti, la difficoltà però è nel prodotto, quando il prodotto non è qualcosa di appetibile o comunque di interesse collettivo, ipotiziamo il settore della termoidraulica trovare i contenuti è veramente tosta. qualche consiglio su come muovermi?

    • Ciao Francesco,

      è vero, purtroppo ci sono certi settori in cui è davvero difficile inventare contenuti che attirino pubblico e, soprattutto, interazione.
      Il mio consiglio è sempre quello di dare emozionalità, anche se il brand fa box doccia. Come? Giocando coi prodotti! (es.: Ehi runner, sei pronto a farti una doccia rigenerante in questo splendido box? – e ci alleghi una bella immagine, piacevole –)

      Spero di essermi fatto capire 🙂
      Ciau!

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