Post off-topic: perché non devi (mai) pubblicarlo sul blog

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Ti è mai capitato di avere un argomento che ti sta a cuore e di cui voler parlare, ma che esula completamente dal tema del tuo blog? Bene, questo potrebbe essere un chiaro caso di post off-topic.

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Dai, dimmi la verità, almeno una volta a settimana. Sono pronto a scommetterci! Sbaglio?

Con post off-topic, chiaramente, intendo un argomento fuori tema, che non ha nulla a che vedere con quello che fai, quello che sei e quello che rappresenti sul tuo blog.

Su quest’ultimo infatti, hai solo due possibilità di discussione:

  1. parli di qualcosa di specifico;
  2. parli di tutto, senza un tema caratterizzante.

Perchè no, al post off-topic

Andiamo subito al sodo: che senso ha pubblicare un post che parla di politica, su un blog fondato sull’argomento “ricette di cucina”? Non c’entra nulla.

Altra domanda: pensi che un pubblico interessato alle ricette di cucina possa interessare la politica? No. Se un’utente entra nel tuo blog di ricette è perché vuole sapere come fare la pasta cacio e pepe, piuttosto che sapere quanto è alto Brunetta. Quindi è un utente perso, non tornerà MAI più.

Il post off-topic va trattato con molta cura e poca leggerezza. Il mio consiglio è sempre quello di pubblicarlo su Google+. Aspetta però: non sto dicendo che questo social network debba sostituire il tuo blog anzi, ti sto rendendo manifesto che hai un alternativa in più, se ci tieni davvero a pubblicarlo on-line.

Dico Google+, anzichè Facebook o Tumblr (i primi che mi sono venuti in mente), perché ritengo sia la piattaforma per eccellenza di micro-blogging. Inoltre, essendo un prodotto diretto di Google, capisci anche tu che sarà molto più facile scalare le serp per le parole chiave desiderate. Io stesso, ogni tanto, sfrutto questo social media per esternare i miei pensieri sugli argomenti più comuni o del momento, rispettando sempre la vigente regola del post perfetto su Google+ 😉

Caratteristiche di un buon post off-topic

  1. Rimani sempre nel tema e rendi trasparente il tuo pensiero;
  2. sfrutta sempre gli hashtag (senza esagerare);
  3. utilizza parole semplici, di facile comprensione per tutti;
  4. condividi un’immagine/video di qualità (non inserire per forza il tuo sito, in questo contenuto, dato che tratta altra materia);
  5. linka le fonti, citando gli autori;
  6. non esagerare col numero di parole, stai pur sempre usufruendo di un social network;
  7. utilizza comunque il tuo stile, quello che ti contraddistingue;
  8. non utilizzare francesismi, dato che sarai comunque riconducibile al tuo brand. Perdere valore on-line, come nella vita, è davvero questione di un secondo;
  9. propagalo su altri tuoi account social network, se vuoi renderlo più virale possibile.

Il tuo pensiero

Come avrai capito, pubblicare un post off-topic sul tuo blog, non ti renderà certo più autorevole, bensì renderà solo le idee più confuse al tuo pubblico ed ai tuoi (eventuali) potenziali clienti. Detto questo, quando vuoi parlare di un tema differente dall’oggetto del tuo blog, come ti comporti? Sfrutti altre piattaforme, come me? Parliamo insieme della tua esperienza. Ti aspetto nei commenti!

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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6 commenti on "Post off-topic: perché non devi (mai) pubblicarlo sul blog"

  1. In genere non ne parlo. O al massimo scrivo su Google+, ma poi diciamo che ho smesso perché in quel social non ricevo alcuna interazione.

    Non sopporto i post off-topic. Se leggo un blog, è appunto per i suoi contenuti e un articolo fuori argomento denota secondo me un blogger alle prime armi, che non ha capito l’importanza della tematizzazione del blog.

    • Mi trovi d’accordo Daniele. Inoltre, un post off-topic, mi fa targettizzare quel blog e blogger in maniera non positiva.
      Ho notato sulle varie community, di recente, questo tuo “dissenso” verso Google+… 🙂

  2. So che arrivo in ritardo, ma è un argomento, questo, che mi sta a cuore. Perché io dico sì ai post off-topic. So i rischi dei post off-topic, li ho valutati, ma alla fine ho deciso che hanno una loro funzione importante.
    Prima di decidere ho chiesto in giro, a diverse persone (sia persone “del mestiere” che gente che frequenta il web) e ho fatto alcune considerazioni. Il mio obiettivo è “essere umana”. Non sono a compartimenti stagni. Per me è importante che traspaia la mia personalità dalle mie parole. Sono una persona. Sono una professionista, ma sono anche una persona. Consiglierei i post off-topic ad un mio cliente? Ni. Dipende. Cè un’azienda americana che si occupa di pavimentazione. Hanno scritto un post sul “Movember” (evitare di tagliarsi la barba a Novembre per far crescere l’attenzione sul cancro ai testicoli). C’entrava qualcosa sulla pavimentazione? No, ma è grandioso leggere certe parole, vedere le foto dei dipendenti con varie lunghezze di barbe, etc. Non era l’unico post “diverso” per questa compagnia e sui social avevano un grosso effetto.
    Credo che sia importante quindi eliminare i paletti e ogni tanto cambiare strada.

    I shall be telling this with a sigh
    Somewhere ages and ages hence:
    Two roads diverged in a wood, and I—
    I took the one less traveled by,
    And that has made all the difference.

    • Eccomi qua, come promesso!

      Allora, a prescindere da strategie e quant’altro, ho sempre avuto molto timore dei post off-topic e penso che sia trasparito anche nel post.
      Detto questo, nonostante si possano aprire più categorie nel blog di modo che Google indicizzi correttamente i nostri argomenti, io mi affido sempre a Google+ per quei temi che nulla hanno a che vedere col mio sito web.

      Come dici tu però, se sono occasioni di un certo tipo come il “movember” e non sono costanti ma, bensì, poche volte all’anno, può essere qualcosa anche di geniale per attirare l’umanità del pubblico e non solo la professionalità.
      L’importante è sempre che sia categorizzato nella maniera giusta!

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