Il segreto per avere successo? Comprendere il futuro

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Il futuro è e sarà sinonimo di trasparenza, qualità e persone. Però va compreso, prima di essere affrontato.

Il segreto per avere successo? Comprendere il futuroLa crisi economica italiana, con la quale conviviamo da 7 lunghi anni, ha mescolato le carte in un paese sprecone e facilmente corruttibile, portando aziende, PMI e professionisti ad abbassare le saracinesche, delocalizzarsi od acquistare materie prime di scarsa qualità per far sopravvivere il proprio prodotto sul mercato italiano.

Questo straordinario avvenimento ha stordito tutti, viralizzandosi come un battere. Una scoppola improvvisa, che non ci ha lasciato il tempo di pensare ne di provare a respingere quel colpo: Pam! e siamo caduti a terra, senza mai risollevarci. Tuttora siamo lì, a guardare dal basso verso l’alto questo fenomeno a cui non sappiamo dare una spiegazione e con cui dovremmo combattere a mani nude ma, disorientati, non ci sentiamo in grado.

La crisi economica è conclusa ed il suo compito lo ha già portato a termine, confinando il superfluo, mostrando l’indispensabile e premiando gli illuminati che stanno portando e porteranno nuove opportunità, in particolare coloro che hanno compreso e sapranno cogliere questo avvicendamento. Una vera e propria rivoluzione!

L’italiano medio, di tutto ciò, non se ne è reso conto. Sta ancora lì, a terra, inerte, sognando le americhe, a bestemmiare contro il proprio sindaco su Facebook, a cambiare partito politico ad ogni promessa che gli va più a genio e compiacendosi di percepire un indennizzo di disoccupazione più alto del salario che percepirebbe se lavorasse come dipendente. Poi, finito Master Chef, va alla ricerca di un lavoro qualsiasi, per il quale (spesso e volentieri) non è nemmeno qualificato, ma che gli permetta comunque di percepire uno stipendio.

Da un lato questo ostentare e questo non arrendersi è ammirevole, tanto di cappello, ma da un altro significa che non ha – ancora – compreso la strada che gli è stata aperta, appiattendosi completamente come la recente storia.

Quando si parla di “vecchi mestieri che tornano” sono semplicemente quelli primari, che l’italiano aveva lasciato morire coi propri nonni, affidando queste mansioni agli extracomunitari perché ritenute di basso livello. Adesso invece, che le carte in tavola sono cambiate, pensiamo che questi siano settori rivoluzionari, un vintage che permette di lavorare ed arricchirci.

Cazzate! Siamo dei caproni se pensiamo questo. I lavori primari ci sono e ci saranno sempre (per fortuna) ma non abbiamo appreso che hanno bisogno di essere rivisti, al digitale, se vogliono sopravvivere. Nascondiamo le nostre teste sotto la sabbia, come gli struzzi, pur di non guardare in faccia questo cambiamento. Preferiamo ciondolare tra il leso ed il frusto, sopravvivendo, ma non ci proviamo neanche a comprendere il futuro e come poterlo affrontare.

La mia domanda, quindi, è: che risposta daremo e con che espressione guarderemo in faccia i nostri figli, quando sui libri di storia leggeranno di questa rivoluzione? Che risposta daremo e con che espressione guarderemo in faccia i nostri figli, quando ci domanderanno come trovare lavoro? Che risposta daremo e con che espressione guarderemo in faccia gli insegnanti dei nostri figli, quando ci diranno che hanno pubblicato un video su Instagram in cui picchiano un coetaneo durante le ore di lezione?

Prima che sia troppo tardi, prima di farci travolgere da questa ondata digitale, proviamo a comprendere cosa ci accadrà domani e a coglierne le opportunità: per il nostro bene e per dare una base alle generazioni future, quella base che noi ci siamo dovuti costruire alla bene meglio, a mani nude, senza budget, per colpa di una politica corrotta e di una società sprecona che hanno sempre e solo vissuto al passato.

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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