Sei un cattivo pagatore? Lo dicono i social

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L’utilizzo di fonti non tradizionali come i social media, permette di raccogliere informazioni anche su persone che non hanno una “storia creditizia” di lunga durata.

Sei un cattivo pagatore? Lo dicono i socialSe i nostri profili social erano diventati parte integrante del nostro curriculum e del nostro portfolio (per chi è alla ricerca di un lavoro o di nuovi clienti), ora, sembra siano divenuti anche un vero e proprio biglietto da visita per banche e agenzie del credito.

E’ quanto riporta questo recente articolo de Il Sole 24 Ore, in cui ci informa che molte società di credito britanniche eseguono ricerche in tempo reale col fine di localizzare sui nostri profili sociali eventuali esternazioni personali, negative, di carattere economico. Per intenderci, post del tipo “Non ho una lira”, “Anche questo mese niente stipendio”, “Cerco un lavoro, aiutatemi” oppure “Se i clienti non mi pagano faccio il botto”.

Will Lansig, amministratore delegato della società di rating del credito Fico, al Financial Times ha rilasciato questa intervista: <<Se si guarda quante volte una persona dice “sono rovinato” nel proprio profilo social, si può azzardare una previsione sulla sua capacità di ripianare un eventuale debito. Certo non è molto, ma è meglio di niente>>.

La situazione, quindi, è molto chiara in chiave futura: sui nostri profili web e su qualsiasi piattaforma online, evitiamo di lasciare tracce di questo genere, perché non solo danneggeranno la nostra reputazione ma attiveranno una sorta di meccanismo che non ci agevolerà la concessione di un prestito per acquistare una casa, un’auto o più banalmente un computer per i nostri figli.

A proposito di reputazione, mi preme ricordare che non possiamo più fare distinzioni tra vita reale e digitale, perché chi è presente e pubblica contenuti compromettenti è sempre lo stesso soggetto. Anzi, a mio modesto parere, il web ha dato modo di sfogo a tutti, donandoci la possibilità di conoscere le persone nel loro più profondo “io”, per quello che realmente sono. E le società di credito, come le agenzie interinali, non possono che ringraziare per tutta questa trasparenza che si vedono consegnare, agevolando di gran lunga il loro mestiere.

Come risolvere questo problema?

Se la vostra vita non sta percorrendo la strada migliore, di certo non vi aiuterà esternarlo al mondo, bensì, cercate di essere più propositivi, lasciando uscire solo l’immagine positiva del vostro profilo o del vostro brand.

Non è certo un segreto che un sorriso, un bel panorama od un commento produttivo siano materia di più attenzione sul web, rispetto a continui lamenti e condivisioni rabbiose.

Avete un problema? Andate da un amico e sfogatevi con lui a quattr’occhi. Saprà ascoltarvi e consigliarvi.

Cercate lavoro, nuovi clienti e un futuro sereno per voi e/o la vostra famiglia? La vostra immagine, oggi, è tutto. Giocatevela bene per il futuro ormai prossimo.

 

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Hai domande o dubbi? Contattami o scrivimi su Twitter utilizzando l’hastagh #AskPoz!

 

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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5 commenti on "Sei un cattivo pagatore? Lo dicono i social"

  1. Triste verità: qui nel Regno Unito i social network vengono usati per tutto. Persino LinkedIn, che fino a qualche tempo fa era una grande risorsa, sta diventando obsoleto in favore di piattaforme in cui le informazioni sono “meno filtrate” e più genuine.

    • Ciao Mario!
      Qualche tempo fa leggevo che LinkedIn, nel Regno Unito, era il primo social di riferimento per i recruiter: me lo confermi?

      Inoltre, dimmi di più: a favore di quali piattaforme?

      • LinkedIn è usato al 100% delle sue potenzialità sia da professionisti che da recruiter. Il non averlo pregiudica seriamente la possibilità di ottenere o meno un incarico. Non ti nascondo, infatti, che questa cosa mi ha penalizzato un po’ (perché diciamocelo, LinkedIn in Italia non se lo fila nessuno), perché mi è stato detto da diversi recruiter che avevano dato un’occhiata al mio profilo che lo uso troppo come se fosse un curriculum online, e loro si annoiano a leggere i curriculum. Talvolta ho risposto sinceramente che per me LinkedIn non era altro che un curriculum online e niente di più, altre volte ho risposto che ero qui a Londra anche per imparare cose nuove e potenziare le mie competenze. Insomma sì, LinkedIn è importantissimo, per tutti i settori. Tuttavia, come ti dicevo, oltre che sulla professionalità, i recruiter vogliono garanzie sulla personalità, per questo è importante curare la propria immagine su tutti i social e, ovviamente, fare attenzione alle impostazioni della privacy.

  2. Pingback: bla bla blogger 22 dicembre 2015 - Social-Evolution di Paola Chiesa

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