Social Media contest: impossibili da affrontare

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Creare interazioni sulle pagine social, di per sé, non è facile. Creare un concorso dove si mette in palio dei veri e propri premi aiuta ma…può sostenere una spesa simile una PMI italiana?

Social Media Contest in Italia impossibili da affrontare

I contest fanno fiko, creano awareness e soprattutto attirano tante interazioni col tuo pubblico…

Certo, se parliamo di attività o brand pubblici, tutto è più semplice: il danaro da investire loro ce l’hanno, per seguire tutte le pratiche burocratiche che il nostro sistema politico ha tessuto. Hanno anche il caratterino giusto per potersi permettere di ingaggiare agenzie specifiche e spremere la loro pazienza sino all’ultima goccia di vita.

Funziona così; bando ai falsi moralismi.

Una PMI non può permettersi un social media contest

Qualche settimana fa ti avevo già parlato di come creare un contest di successo, senza però soffermarmi sulla parte morale della cosa. Infatti, per una piccola-media impresa che vuole esporsi ad un social media contest, la vita che gli aspetta non è facile. Vuoi regalare qualcosa? Devi pagare!

Già, pagare, perché un’azienda sul nostro territorio non deve già adempiere abbastanza a leggi, leggine e leggiucce che, a raccontarle in ferie con l’amico tedesco, non smette mai di riderti in faccia.

Fino a quando proferiamo della stesura di un regolamento lo trovo giusto (diamo Cesare ciò che è di Cesare) ma quando parliamo di cauzione, dichiarazione sostitutiva per perizia tecnica del software, comunicazione di apertura (e chiusura) del social media contest al Ministero dello Sviluppo Economico, prenotazione della Camera di Commercio (o notaio!) e pagamento delle imposte per Ritenuta alla fonte a titolo d’imposta del 25% con facoltà di rivalsa, una PMI si ribalta!

Facciamo un esempio pratico: io costruisco biciclette personalizzate e voglio far conoscere la mia attività. Qual è la miglior soluzione d’impatto per far conoscere il mio prodotto? Regalarne una, creando un concorso su Facebook (per dire un social a caso, anche se è sicuramente il più utilizzato).

Col cacchio che lo farei!

Ma…scherziamo? Se il valore della bicicletta che metto in palio è intorno ai mille Euro, dovrei aggiungerne come minimo altri 4mila € per tutte quelle maledette pratiche burocratiche che il nostro sistema ha pensato bene di sbatterci in faccia.

Piuttosto creo un carretto e le vendo al mercato del paese, abbassando il target! No?

Cosa ne pensi?

Sì, probabilmente tra le mie parole traspare tutta l’amarezza che provo nei confronti di chi governa questo paese da vent’anni e che invece di aiutare le nostre imprese le vede come nemiche. Però, dimmi la verità: fossi in un’azienda italiana, lo creeresti un social media contest?

Parliamone apertamente, senza se e senza ma… 🙂

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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4 commenti on "Social Media contest: impossibili da affrontare"

  1. Penso che sia una vergogna. Le leggi ridicole italiane distruggono la creatività. Anche se io volessi regalare il libro che ho scritto con un concorso, non potrei farlo. Primo perché i privati non posso creare concorsi, secondo perché devi pagare tasse.

  2. Caro Alessandro, il Fisco è come il banco, vince sempre.
    Qualche settimana fa ho parlato con un amico video-maker francese, oltre a rimanere shockato per l’ammontare di tasse, mi ha riso in faccia quando gli ho spiegato le limitazioni imbarazzati dettate dalla legge.

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