I social media possono nuocere alla salute (?)

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Risultati che faranno sicuramente discutere, quelli ricavati dalle un’università inglesi di Salford ed Harvard. Scopriamoli insieme, amico social media coso…

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Sì, si stava meglio quando si stava peggio. Oppure no?

Io penso che nessuno vorrebbe vivere nella nostra epoca, se avesse davvero la possibilità di catapultarsi nel futuro. Cos’abbiamo di invidiabile? Quando sento “Ahhh voi giovani d’oggi, avessimo avuto noi quello che avete voi!”, io mi chiedo sempre: cavolo abbiamo noi?

– Volete il nostro (non) potere di acquisto? Ve lo diamo.

– Volete la nostra (non) politica? Ve la diamo.

– Volete un mondo improntato sulla superficialità e sulla cattiveria, anziché sulla meritocrazia e sul bene del prossimo? Ve lo diamo.

– Volete avere l’angoscia, tutti i santi giorni, di non trovare lavoro? Ve lo diamo.

– Volete avere la possibilità di vivere con i vostri genitori, fino a 45 anni? Ve la diamo.

– Volete una vita senza valori, senza senso dell’amore e di appartenenza a qualcosa? Ve la diamo.

Potrei continuare per ore…e, se mi permettete, sappiate che siete stati voi a portarci fino a qui. Altro che “Se avessimo avuto noi, quello che avete voi”!

Quanto e come i social media possono nuocere alla salute?

Perché sono arrivato a questo breve focus sulla vita di oggi? Perché mentre facevo un po’ di zapping all’interno di vari siti web, mi sono soffermato su questo articolo e non ho potuto fare a meno di notare questa bellissima infografica…

I social media possono nuocere alla salute (?)

Ok, sicuramente può mettere un po’ a disagio nel leggerla. Non perché dica scemenze o mostri contenuti osceni, anzi, mette in luce argomenti validi e mi porta a dire: “Cos’altro posso fare, nella vita, ora?”

Mi riferisco in particolare a persone/freelance come me; noi ci viviamo sui social media. Chi più e chi meno, d’accordo, ma sono quelli che ci danno la possibilità di comprare il pane e il latte ogni santo giorno.

Sicuramente potremmo rivedere un attimo il nostro modo di frequentarle, fuori dall’orario di lavoro (che comunque non sono mai meno di 10 ore al giorno), dando più spazio alle attività personali e al contatto umano, quest’ultimo fondamentale tutt’oggi per non perdere la bussola tra realtà e web. Potremmo evitare di scrivere sms ai nostri amici con gli #hashtag, potremmo evitare di affogare le bacheche dei nostri follower con tutti i nostri selfie o le foto succulente dei nostri piatti e dei nostri piedini bagnati dal mare. No?

Ecco, sicuramente, si potrebbe partire dal “basso”, proprio da queste attività inutili, che la società di oggi ci ha inculcato e che ci sta facendo credere siano indispensabili.

Sono certo che, senza bisogno di studi e analisi, torneremmo sicuramente ad avere il controllo di noi stessi e comprendere il valore della realtà, andando così a debellare queste patologie nocive e permettendoci di continuare a professare il nostro lavoro sui social media.

Cosa ne pensi, amico?

Io, di primo impatto, mi sono detto “Ok, va bene, i social media possono nuocere alla salute. Che lo facciano allora! Tanto, cosa non lo fa a questo mondo del giorno d’oggi?”. Però, effettivamente, possiamo aiutare noi stessi a limitare questi sintomi, dando così la possibilità a questi dottori universitari, di tornare a fare il loro vero lavoro.

Che dici amico: i social media possono nuocere alla salute? Ti sei mai accorto di questi “annunci”, sulla tua persona?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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4 commenti on "I social media possono nuocere alla salute (?)"

  1. La mia ragazza dice che sono malato di Twitter. Le ho risposto che non è vero e l’ho defollowata.

    Scherzi a parte, lo dico da un po’, con i social network si corre il rischio di cancellare quella linea che divide la realtà dal virtuale. Ho visto tante persone litigare per un post e tante coppie scoppiare per una richiesta d’amicizia. Ormai i social, pur così freddi e meccanici, sono entrati nella nostra calda sfera emotiva.
    Credo che da parte nostra, che coi social ci lavoriamo, si possa e si debba puntare sull’antroposostenibilità.

    • ahahahah 🙂 se sei asino!
      Comunque, per la cronaca, mia moglie se potesse eliminare ogni tipi di social network lo farebbe 🙂

      #antroposostenibilità mi piace e convengo sul fatto che siano entrati nella nostra quotidianità. Ci vuole, appunto, solo un po’ di buon senso nell’utilizzo di questi mezzi!

  2. Andre

    non è esistito un periodo storico prima di questo con così tante opportunità e così tanto benessere diffuso, Alessandro. Le statistiche non parlano di te che sul web ci lavori e male alla salute facevano ben altre cose ben di più in passato (anche recente passato) Poi se vuoi metterti a discutere con dei settantenni fuori dal mondo fai pure. Ricordati però che loro smisero di andare con il cavallo e di usare i piccioni viaggiatori, in compenso respiravano vernici alla nitro e hanno inventato le merendine industriali 😉

    • Andre, non posso darti torto, condivido in assoluto la tua faccia della medaglia e non l’ho mai messa in discussione. Anzi, aggiungo ulteriore carne al fuoco: ringrazio Iddio di avermi fatto nascere in Italia (nonostante i milioni di problemi) ed in questa generazione che sta assistendo ad un passaggio storico.

      Ora, però, devo entrarti in tackle 🙂
      1# Le tante opportunità di lavoro sono per noi che le sappiamo sfruttare e che sappiamo come/dove andarcele a cercare. Ho amicissimi del ’82 e del ’84 (ti ricordo che io sono un ’83) che non sanno nemmeno usare il computer, che non sanno cos’è LinkedIn ed il lavoro se lo sono andati a cercare porta a porta. In più, mi permetto di aggiungere che, quando ero ragazzino, i miei genitori, mi dicevano: “Se non hai voglia di studiare ti mandiamo a lavorare! Capito?!” Allora, prima del 2008, qualunque datore di lavoro era pronto ad assumere un giovinotto, anche se in quel momento poteva non servirgli. Era il tempo delle vacche grasse! Ora, quelle aziende, non assumono più neanche gli adolescenti in apprendistato, gli fanno fare stage semestrali (pagati tra i 200->500€) e poi li ributtano per la strada, perché non possono più permettersi di trattenerli.
      2# Anche sul benessere non sono d’accordo con te: come fai a vivere bene senza un lavoro? Senza quest’ultimo non puoi mangiare, non puoi avere una casa, non puoi avere un’auto e non puoi nemmeno fare figli. Dove sta il benessere, Andre? Posso essere d’accordo con te che ci siano ancora persone/famiglie che vanno in vacanza, che si possano permettere un mutuo e che possano ancora sfornare tre figli ma…poche! Pochissime! Se vogliamo dirla tutta, fino a 10 anni fa (minimo), una famiglia era composta da almeno 4 persone: mamma, papà e due figli. Ora, in Italia, le famiglie più numerose sono quelle emigrate, extracomunitarie, che non hanno remore a riprodursi ed hanno agevolazioni fiscali/economiche/di servizi dallo stato, che noi ci sogniamo.

      Tornando al tema (siamo leggermente usciti poco fa 😀 ) le statistiche dell’infografica sono sicuramente generiche, prese da intervistati “a caso”, però le posso sentire mie, perché capisco ed in parte condivido quelle analisi; al di là del fatto che io lavori 10/12 ore al giorno sui social media.

      P.S.= i dialoghi con te mi portano sempre ad idee per nuovi post off-topic…maledetto!! 🙂

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