Web, internet e dati personali: ecco l’italiano medio

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Ho paura. Ho paura a mostrarti ciò che mi è accaduto ieri. Questa è la prova, quella più tangibile, che l’italiano medio non sa nemmeno cosa sia internet e di quanto siano importanti i suoi dati personali.

Web, internet e dati personali ecco l'italiano medioMi trovo in grande difficoltà davanti all’ignoranza, soprattutto se quella artificiale.

Non mi sto riferendo alla pura difficoltà di una persona in fase di apprendimento, perché quello è un serio problema, medico peraltro. Con ignoranza artificiale intendo il voler essere stupidi: la conoscenza non conoscenza di un determinato argomento e rimanere inerti davanti alla sua comprensione.

In particolare, mi riferisco ad un messaggio, apparentemente innocuo, che mi sono visto recapitare sulla fanpage di un cliente. Un contenuto talmente carico di inconsapevolezza sul tema a cui faceva riferimento, tale da lasciarmi di stucco e scriverci questo articolo.

Partiamo dalla base (dopo capirai il perché): conosci la differenza tra web e internet? Come ci spiega Wikipedia, il web “è uno dei principali servizi di Internet che permette di navigare e usufruire di un insieme vastissimo di contenuti”, mentre Internet “è una rete mondiale di reti di computer ad accesso pubblico”.

Bene, una volta conosciuta questa differenza, non ti sarà difficile capire che il web è uno strumento di Internet, quindi, se tanto ti da tanto, dovresti intendere subito che anche i social network fanno parte del web. Dico bene?

Inoltre, tante volte si è discusso dei nostri dati personali, che sono importantissimi (puro oro!), quelli che tanti siti/piattaforme ci richiedono prima di permettercene l’utilizzo, e che poi a nostra “insaputa” rivendono. Come Facebook, tanto per dirne uno.

Ok, ora mettiti comodo e seguimi: penso che tu sia pronto per il viaggio che voglio farti affrontare. #GoodLuck

Il web secondo l’uomo di strada

In vista delle festività natalizie sto gestendo un contest sulla fanpage Facebook di un mio cliente. Nulla di complicato e tutto secondo le norme previste del nostro paese: l’utente deve solo esprimere la sua opinione su un determinato argomento ed il commento più curioso verrà premiato con un omaggio brandizzato dell’azienda.

Fin qui tutto bene. Anche la partecipazione alla prima puntata del contest è stata attiva, tanto che, una volta scelto il fortunato vincitore, sempre per conto del mio cliente, l’ho invitato fra i commenti a scriverci in privato (per messaggio, sempre sulla fanpage Facebook).

Il vincitore, di sua spontanea volontà, ha inviato direttamente il suo domicilio, senza mezzi termini. Il problema, però, è che doveva compilare un form di contatto – su una landing page creata appositamente – coi suoi dati personali e con l’approvazione per la tutela e gestione degli stessi per la privacy.

Così gli ho gentilmente risposto, invitandolo appunto a riportare gli stessi dati personali lì, sulla landing page, di modo che fosse tutelato. Ecco, invece, la sua risposta:

Web, internet e dati personali: ecco l'italiano medio

Tralasciando il testo tutto maiuscolo che, personalmente, l’ho sempre trovato una forma di maleducazione, ciò che si evince sono tre cose:

  1. l’utente non sa cos’è internet, di conseguenza nemmeno il web
  2. gli amici dell’utente sono più sprovvisti di lui
  3. non conosce davvero l’importanza dei suoi dati personali

Infatti, l’utente, compilando il form sulla landing page ad hoc per il contest, sarebbe stato tutelato. Così facendo, invece, inviandomi i suoi dati senza che nessuno glieli avesse richiesti, ha realmente messo a repentaglio l’importanza e l’integrità dei suoi personali!

Ecco perché dico che non c’è consapevolezza. Ecco perché continuo a sostenere che dovrebbe esserci una vera e propria formazione sul mondo digitale, almeno basilare. Ecco perché continuo a sostenere che l’italiano medio è un ignorante in questi termini: crede di sapere ciò che fa, invece è pericoloso per se stesso e per gli altri.

Lascia la tua impronta

Per la cronaca, vista l’importanza dell’approvazione sulla privacy, si è deciso col cliente di non premiare il vincitore.

Immagino tu ti sia fatto un’idea di tutta questa storia, come del web e dell’importanza dei nostri dati personali sullo stesso. Cosa ne pensi? Tu, cos’avresti fatto?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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7 commenti on "Web, internet e dati personali: ecco l’italiano medio"

  1. Simone

    Italiano medio, preparato in tutto. Si può trasformare all’occorrenza in allenatore, politico, opinionista televisivo, esperto in astrofisica, finanziere, giudice, avvocato, pilota, garante della privacy e chi più ne ha più ne metta.
    La sensazione è che la nostra ignoranza ci porta a reputare gli altri ignoranti almeno quanto noi, se non di più. Con la conseguenza che ci prendiamo la libertà di giudicare o esprimere opinioni senza prima avere delle basi affidabili su cui poter fare riferimento.
    Della serie “Accendere il cervello prima di usarlo”.

    Ottimo lavoro Alessandro

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