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Come tracciare il traffico da Instagram: qualche consiglio

Come saprete se seguite il mio blog, Instagram è un social che può dare molte soddisfazioni, cioè ottimi risultati in termini di business, alle aziende e ai professionisti, medio-piccoli compresi.

Se di recente vi ho spiegato come categorizzare un profilo Instagram per farlo rendere al meglio, oggi vi do qualche consiglio su come tracciare il traffico che proviene dal vostro profilo business.

Il discorso è sempre lo stesso: tracciare e analizzare i dati è l’unico modo per verificare se la strategia adottata è valida oppure no. E senza tracciare i dati… be’, si rischia di andare “a sentimento”, cosa assolutamente da evitare!

Intanto, cominciamo con il dire che la crescita di Instagram in termini di possibilità offerte ai marketer permette una serie di azioni utili a indirizzare il pubblico verso il proprio sito, blog o landing page. E per avere i risultati sperati, è bene analizzare metriche diverse da like e commenti (e quindi stabilire altri KPI).

Diamo uno sguardo insieme.

Tracciare il traffico di post e stories Instagram

L’app di Instagram mette a disposizione dei profili business insight utilissimi a misurare l’engagement dei post sulla piattaforma. Basta cliccare sull’icona del menu in alto a destra sul proprio profilo e cliccare su insight per avere immediatamente tutta una sfilza di dati: interazioni con i post suddivisi per settimana, visite al profilo, click sul sito (il link indicato in bio), email inviate, reach etc.

 

Occhio: se non avete ancora “trasformato” il vostro profilo in un profilo business, fatelo subito, altrimenti non potrete avere sott’occhio queste metriche, fondamentali per capire se la vostra strategia social sta funzionando oppure no. Mi raccomando!

Esistono tool, gratis e a pagamento, che vi permettono di tracciare il traffico e avere sotto mano tutti i dati necessari all’analisi dell’efficacia del profilo Instagram: ne trovate alcuni molto interessanti in questo articolo di Studio Samo.

E per tracciare le stories?

L’importanza delle stories per aumentare engagement, visite al sito e vendere – sì, vendere! – ormai è indiscutibile. Non sfruttarle appieno significa privarsi di uno strumento davvero efficace: basti pensare che al mondo oltre 500 milioni di persone guardano le stories ogni giorno… non certo numeri da sottovalutare, vero?

Come sicuramente saprete, se avete un profilo business con oltre 10mila follower, oppure un profilo verificato, Instagram permette di inserire un link cliccabile e visitabile con un rapido “swipe up”: tracciare il numero di follower che utilizza questa funzione è un modo comodo comodo per capire quali contenuti hanno performance migliori (e di conseguenza sfruttarli).

Piccolo consiglio supplementare: con la crescita delle stories, sarebbe bene considerare feed e stories come due piattaforme separate, almeno dal punto di vista di KPI e metriche da considerare, così da ottenere il meglio da entrambi.

Ora scopriamo come creare link tracciabili grazie all’UTM di Google Analytics.

Settare l’UTM di Google Analytics: i passaggi chiave

UTM è un acronimo che sta per Uchin Tracking Module. Si tratta di una breve stringa di codice che va inserita alla fine dell’URL e che permette a Google Analytics di tracciare con esattezza il percorso di un link, nel nostro caso da Instagram alla destinazione che vogliamo.

Onde evitare problemi a chi con il codice ha poca dimestichezza, Google mette a disposizione un comodo builder per aggiungerlo alla URL. Lo strumento, chiamato Campaign Url Builder, è piuttosto intuitivo: come si può vedere, basta compilare un semplice form per creare un URL personalizzato da aggiungere alla propria link bio, nelle storie o nei post shoppable.

 

Prima di procedere, però, è buona noma accorciare l’URL, perché un URL troppo lungo viene considerato spam. Cliccando su Convert Url to short link, ecco che Google ci reindirizza direttamente su Bitly per permetterci di accorciare l’URL. Semplice, no?

 

Tracciare il traffico dai post shoppable

La possibilità di acquistare direttamente da Instagram può essere sfruttata alla grande dalle aziende, anche quelle di piccole dimensioni, che dovrebbero inserire questa funzionalità tra le proprie strategie vincenti.

Come già detto, per capire quali post e stories funzionano meglio per la vendita è importante settare, testare e verificare i dati, in modo da ritagliare su misura delle proprie buyer personas i contenuti più efficaci.

Gli insight degli shopping post o shopping stories sono una miniera di informazioni utili; anche in questo caso, ti consiglio di settare metriche e KPI differenti tra feed e stories, che vivono sostanzialmente due vite separate.

In questo caso, grazie all’UMT è possibile tracciare separatamente ogni prodotto in vendita e capire quali sono i più apprezzati dal nostro pubblico (e dai nostri clienti).

Sfruttare Google Analytics per tracciare il traffico da Instagram

Una volta creato il link tracciabile, Analytics, lo strumento di Google più completo a disposizione dei marketer, comincerà a raccogliere i dati ogni volta che un utente cliccherà sul link.

Per visualizzare i dati, basta cliccare andare su “Acquisizione”, di lì su “Campagne” – e poi “Tutte le campagne” –  per avere un quadro preciso del traffico su ogni link di destinazione.

 

Conclusione: ottimizzare è la parola d’ordine!

Testare e tracciare i risultati: non esiste modo migliore per ottimizzare la propria strategia su Instagram. Senza una chiara comprensione dei dati, è impossibile apportare modifiche qualora necessario, né capire cosa funziona bene e cosa non funziona affatto.

Ci vuole pazienza, ma ne vale la pena.

Alla prossima 🙋🏻‍♂️