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Se hai meno di 25 anni passi 32 minuti al giorno su Instagram

L’informazione è tanto precisa quanto veritiera: se hai meno di 25 anni trascorri più di 30 minuti al giorno su Instagram, a fronte dei 24 minuti conteggiati per tutte le altre fasce di età.

A supporto di questo dati, altre ricerche ci dicono che negli USA (che da soli fanno il 20% degli utenti Instagram globali) gli instagrammer tra i 18 e i 29 anni compongono il 59% del totale.

Perché, viene da chiedersi, Instagram fa presa proprio su questa fascia d’età? Provo a darvi qualche risposta.

Comprensione digitale

I giovani intorno ai 25 anni conoscono bene lo strumento. Hanno il vantaggio di essere cresciuti e di aver appreso le peculiarità dei social media, di Instagram nello specifico, e di pari passo con la loro evoluzione. In particolare: 

  • Instagram è un social fondato sulle immagini; fa facilmente breccia in questa fascia d’utenza, perché più avvezza di altre all’utilizzo di contenuti visual come strumento comunicativo
  • features come le dirette o i boomerang sono “naturalmente” comprese dagli under 25, in quanto si sono avvicinati al mondo digitale in una fascia di età fertile per comprenderlo e sfruttarlo appieno

Funny world

Instagram può anche essere una piattaforma divertente, d’intrattenimento. I filtri ne fanno e ne hanno sempre fatto da padrone: per le foto, per le stories e recentemente per i live. Inoltre, anche l’ultima new entry che permette le dirette con gli amici lascia enorme spazio al gioco e alla creatività.

Dunque, ripeto: quale fascia di età è la migliore ad incarnare questo spirito se non chi è appena uscito dall’adolescenza per approdare all’età adulta?

Semplicità, vicinanza e umanità

Seppur giovane, l’utente sotto i 25 anni ha già molta esperienza web per saper riconoscere i luoghi dove regna la semplicità, e Instagram è uno di questi, perché è immediato ma soprattutto un social network poco dispersivo.

Inoltre, come ho già avuto modo di accennare qui, su Instagram la distanza fra utenti “normali” e brand (influencer, micro-influencer, VIP e aziende) è estremamente ridotta. Questo non può che giovare al suo macro-sistema, dove tutto appare di fatto più amichevole, coinvolgente e, fattore da non sottovalutare, umano.

E ora… guardare al futuro!

Sulla base di queste premesse, ora sono proprio le aziende a dover drizzare di più le antenne e comunicare in modo adeguato ai giovani su Instagram, perché i più piccoli millennials di oggi saranno gli acquirenti di domani. Dunque vale davvero perdersi questa semplice opportunità non dialogando con loro?