Chi è e cosa fa il nostro pubblico sui Social Media?

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Potrebbe essere benissimo il titolo di un e-book. Ci potrebbero essere così tante sfumature, in questa (non banale) domanda, da scriverci sul serio qualcosa di importante. Io, oggi, tenterò di farlo in maniera decisamente più breve, tranquillo/a  😉

pubblico, social media

Diciamoci la verità: la nostra ambizione più grande, quando pubblichiamo qualcosa sul nostro blog o sul nostro profilo social, è che venga condiviso, retweettato o repinnato più volte possibile e magari commentato da decine di utenti. Dico bene?  🙂

Grazie al mio ultimo post – non lo avrei mai pronosticato – ho racimolato quasi 100 condivisioni, solo dai pulsanti di sharing. Un record per il mio blog, di cui, ammetto, sono molto orgoglioso.

Ma perché ho raccolto così tanti consensi? Perché, a differenza di altri post che ritenevo migliori, questo ha avuto tale successo?

Partiamo dal presupposto che più utenti riesci a raggiungere con le condivisioni e più, chiaramente, sono le possibilità di rendere virale il tuo articolo. Questo, inoltre, ti consentirà di raccogliere nuovi fan/follower e, per i post futuri, ti darà la possibilità di dare maggior visibilità ai tuoi contenuti e ricevere altrettanti gradimenti.

Quali sono, allora, i fattori stimolanti alla condivisione? Io ne ho individuati alcuni, che ritengo essere i più rilevanti, e sono:

  • la sincerità e la trasparenza con cui ci spieghiamo al pubblico;
  • la reale utilità dei contenuti che esponiamo;
  • il modo ironico, quanto basta, è sempre un ottimo fattore di engagement nell’esposizione;
  • le immagini belle e di qualità, racchiuse all’interno del post;
  • l’originalità nel fare branding;
  • linkare, all’interno, articoli interessanti di persone influenti in materia (citandole ovviamente).

E’ chiaro che, i nostri utenti, si differenziano tra loro. Chi è, quindi, il nostro pubblico? Anche qui si potrebbe realmente aprire un libro. Ho quindi riconosciuto una serie di “soggetti” presenti ed attenti ai nostri contenuti:

  • c’è l’esperto, colui che è del mestiere, disponibile a tutti, che comunica e condivide costantemente il suo sapere e i post utili che trova sul web;
  • c’è il vanitoso (o spammatore), colui che propaga i suoi contenuti a random, su ogni tipo di community, gruppo, forum e pagina, senza mai interagire o partecipare agli argomenti delle altre persone;
  • c’è il giovane creativo, sempre alla ricerca dell’ultima tecnologia e disprezzante del “vecchio”. Cerca il senso della vita esclusivamente attraverso qualcosa che funziona in Wi-Fi o che abbai almeno una rete 3G, condividendo (l’80% delle volte) solo materiali derivanti da persone “famose” del settore;
  • c’è l’interessato, che non ha una fascia di età precisa ma è un curioso di tutto ciò che ruota attorno ai social media. Ti danno soddisfazione anche quando scrivi qualcosa di assolutamente inutile;
  • c’è lo/la spasimante, colui che condivide ad ignoranza qualsiasi cosa. E’ utile fino a mezzogiorno perché può sì aiutare il tuo caso (divulgando i tuoi post) ma ha vita breve sul web, venendo bannato dagli altri utenti stanchi di ricevere continue notifiche;
  • c’è l’uomo CTA, colui che ha assimilato nella vita terrena parte dell’identità web. Scrive sms con #hashtag, risponde con una domanda a qualsiasi intervento e cerca una fonte sicura anche quando acquista il pane al forno.
Cosa ne pensi?

Ti riconosci o rivedi qualche tuo follower, tra quelli elencati? Pensi che ci siano ulteriori (e rilevanti) motivazioni che portano alla condivisione?

Parliamone insieme…  😉

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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3 commenti on "Chi è e cosa fa il nostro pubblico sui Social Media?"

  1. Ciao Alessandro, ciò che aumenta la probabilità di condivisione è anche la scelta del titolo: deve essere accattivante, deve incuriosire e deve rispondere ad eventuali dubbi che può avere il lettore.

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