Quello che non sapevi di Twitter…

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Twitter: questo sconosciuto. Vedo gente twittare #Ciao #ragazzi #cosa #state #facendo #di #bello e mi ribalto. Spesso e volentieri mi verrebbe anche voglia di rispondergli ma conto sempre fino a 10 (anche fino a 30, quando non basta), perchè lo “stupido” riesce sempre a portarti al suo livello, per qualche istante.

40H

Ieri leggevo il post di Davide Pozzi “Tagliaerbe”, il quale parlava di come ottenere più retweet su Twitter, citando uno studio, pubblicato in un articolo da TrackMaven. Ammetto che mi ha fatto perdere l’orientamento per almeno una mezzora, facendomi ripensare a tutte quelle regole e/o consigli appresi nei vari corsi che ho fatto in questo cammino che mi ha portato ad essere un Social Media Strategiest, domandandomi seriamente se la statistica è sbagliata oppure sono/siamo io/noi che non abbiamo mai capito niente. Vi consiglio davvero di leggerlo.

Ma andiamo per gradi.

Twitter è uno strumento essenziale, oltre che un social. Personalmente è una risorsa di informazioni, infatti lo utilizzo giornalmente per stare al passo sulle novità oltremanica, seguendo esperti del settore. E’ perfetto per i giornalisti, certo, quante volte si è appresa una notizia in tempo reale grazie ad un tweet, ma è adatto per qualsiasi tipo di attività, in quanto ti permette di scambiare dati ed indicazioni sul proprio business e stringere nuove relazioni professionali che spesso risultano importanti ai fini del brand.

Il buon utilizzo di Twitter ha ovviamente delle regole di base, che nessuno ti insegna o ti obbliga a seguire, ma se fai il mio lavoro od utilizzi un account professionale sarebbe bene conoscerle. Se non le conosci, te ne presento un breve elenco di seguito.

  1. Farla breve: hai 140 caratteri, se vuoi essere retweettato non utilizzarne più di 120. In questo modo permetterai a chi ti retweetta di aggiungere un breve commento.
  2. Non esagerare con le abbreviazioni: chi legge il tweet, se deve anche decifrarlo, passerà direttamente altrove.
  3. Accorciare gli URL: oltre che permetterti di utilizzare più caratteri per il tuo commento, accorciare l’URL con tools come bit.ly o goo.gl, renderà sicuramente più piacevole alla lettura il tuo tweet.
  4. Citare gli utenti: se vuoi tweettare l’articolo o il post di qualcuno, è buona cosa citarlo (es: @nomeutente). In questo modo non solo darai più visibilità all’autore ma avrai la possibilità di farti notare dallo stesso.
  5. Usare gli hashtag: serve, in parole povere, per dare un oggetto al tuo tweet. Io ne sconsiglio sempre l’abuso (massimo 2) ma ne consigli sempre l’utilizzo (almeno 1).
  6. Pubblico di riferimento ed orari di pubblicazione: se hai un’attività cerca gli esperti del settore all’interno della piattaforma. Ad esempio, se produci automobili e vuoi farti notare da influencer o potenziali acquirenti, fai una ricerca all’interno di Twitter con hashtag del tipo #car, #auto, #automobili o #vetture e percepisci chi può essere più o meno adatto. Sfrutta inoltre gli strumenti e gli insight di riferimento, per capire chi è interessato alla tua attività (età, sesso, interessi, località..) e quando interagisce maggiormente con te. In questo modo riuscirai a farti trovare sempre.
  7. Consigli generali: rispondi sempre ad un retweet o ad un commento lasciato al tuo post, ringraziando o ponendo una domanda, per capire anche se è stato di reale interesse. Dai sempre il benvenuto ad un nuovo follower, in questo modo lo farai credere/sentire importante (e lo sono realmente, ricordalo!), inoltre attirerai più attenzione verso di te. Non scrivere un tweet completamente in maiuscolo, è poco elegante. Usa sempre toni adeguati ai tuoi interlocutori ma trova la giusta dose tra ironia-educazione-professionalità.
  8. Chicca finale: lo sapevi che iniziando un tweet citando un utente (es: @nomeutente ciao, come stai?) lo visualizzerà soltanto lui e non tutti gli altri follower? Provare per credere! Questa è una chicca regalatami, durante un corso, da quel pazzoide di Rudy Bandiera, che ormai considero come un maestro in materia di comunicazione, branding e Social Media.

Concludo dicendo che ognuno ha il proprio approccio a queste piattaforme. E’ giusto seguire i consigli pratici per l’utilizzo, ma non credo molto alle statistiche. In Italia, per fare un esempio pratico, non siamo ancora innovati come negli Stati Uniti, ecco perchè è giusto andarci coi piedi di piombo all’assimilazione di risultati come lo studio pubblicato dal TrackMaven.

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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