Rispondere ai commenti è diventato un optional

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La nostra società è arrivata ad un punto quale, dirsi “ciao”, è un optional. Persino sul web, i blogger, fanno fatica a rispondere ai commenti. Perché?

Rispondere ai commenti è diventato un optional

Qualche settimana fa ti avevo parlato di un’arte incompresa: il comment marketing.

Questa tecnica la si può sfruttare semplicemente commentando articoli e post che ritieni interessanti, dei tuoi blogger e autori preferiti. A cosa serve? A far girare il tuo nome, far conoscere il tuo brand, attirare l’attenzione degli influencer, implementare la rete di contatti e dare il tuo contributo, a quel preciso post, con un contenuto di qualità.

Il problema che voglio affrontare oggi, non è chiaramente questo. Bensì, voglio focalizzarmi sul comportamento adottato negli ultimi tempi da alcuni blogger, ovvero quello di non rispondere ai commenti.

Cosa c’entra questo, col comment marketing?

C’entra eccome! Io spendo il mio tempo per aumentare la qualità del tuo articolo, con un commento che mira all’utilità e tu, blogger, mi snobbi solo perché sono uno dei tanti e non uno dei pochi?

Perché rispondere ai commenti è diventato un optional (?)

Se sei un influencer della rete, per un determinato settore od argomento, è chiaro che il tempo a tua disposizione è minimo durante la giornata però, proprio tu, influenzatore, hai insegnato che è buona cosa rispondere a tutti. E con cortesia, pure!

Perché hai predicato bene ed ora razzoli male?

Voglio essere sincero, trasparente, perché (forse) non te ne stai semplicemente rendendo conto: rispondi sempre ai soliti. Quelli che TU ritieni più importanti.

Ti sembra corretto, soprattutto alla luce del contributo quotidiano che ti dà il restante pubblico? Perché li stai snobbando? Chissà, fra qualche tempo, potrebbero essere proprio alcuni di loro la tua fortuna. Ci pensi a questo?

La classifica di eBuzzing ti ha fatto girare la testa, non è così?

Essere nella top 100 è una vetrina importante, non c’è che dire. Il tuo lavoro e i tuoi contenuti di qualità sono sotto gli occhi di tutti da anni oramai, tanto che sei un blogger conosciuto e seguito anche all’estero.

Sì, l’aver iniziato in tempi non sospetti, ti ha decisamente aiutato. Ci hai visto lungo. Chapeau!

Ok.

Ora fermati e…riavvolgi il nastro.

Chi sei?

Cosa hai fatto per diventare importante nella tua professione?

Ricordi quando eri tu, alla ricerca di una connessione importante con l’influencer di turno?

Scendi dal piedistallo. Cadere, è un attimo!

Rispondere ai commenti è un dovere

Io adoro rispondere ai commenti. Amo vedere l’eMail automatica di wordpress che mi avverte di un nuovo commento sul mio articolo. Il desiderio di confrontarmi con gli altri è sempre alto e credo che serva per imparare qualcosa di nuovo, in ogni santa occasione. Inoltre, il mio pubblico, è lì, per me, e me lo sta facendo notare commentando. Perché ignorarli?

Io rispondo anche a quelli che mi scrivono “articolo utile” o “bravo, ciao!”. Anche loro, a loro modo, hanno perso tempo per me!

Blogger, non sono qui ad insegnarti nulla. L’influencer sei tu e io, grazie anche a te, ho imparato e sto continuando ad imparare molto. Ti sto solo mettendo in luce un punto che tu, probabilmente, stai tralasciando, per tua volontà o no e che ti sta portando in una direzione molto, molto pericolosa, per il tuo brand e per la tua reputation.

Il tuo pensiero

Sì, sono stato un po’ tagliente in certi passi del post, lo so. Però odio perdere la stima di qualcuno e cerco sempre di immedesimarmi in lui, in quei momenti. Spero di averti aperto gli occhi…

E tu, amico, trovi il tempo di rispondere ai commenti ricevuti sul tuo blog oppure rispondi solo a quelli che ritieni meritevoli di risposta?

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About The Author

Classe '83, tenero amante del tortellino in brodo, ex basketball player, tifoso di colori rossoneri, oggi papà e marito. Mi occupo di Social Media Marketing dal 2012 per PMI, aziende e brand pubblici. Dal 2015 mi sono verticalizzato sull'Instagram Marketing. Sono quella persona che siede davanti al computer tra le 8 e le 12 ore al giorno, per curare al massimo il tuo brand.

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26 commenti on "Rispondere ai commenti è diventato un optional"

  1. Permettimi una piccola digressione sui commenti, di modo che sia più chiaro il mio ragionamento, abbiamo iniziato il commentare con le prime chat IRC, molto confusionarie e poco profilate, siamo passati ai forum in cui si discuteva in maniera monotematica sui argomenti verticali, siamo passati poi ad una fase Q&A o per dirla all’italiana domanda e risposta, molto simile ad un forum sia per modalità che per forma, giunge poi l’era dei blog ed i commenti assumono la rilevanza di dialogo aperto non solo sulla materia, ma anche sull’autore ed una serie di elementi corollari che vanno ad aumentare la sfera di influenza di ogni articoli. Oggi con l’avvento dei social e la possibilità di commentare direttamente sulle piattaforme di condivisione ha creato un nuovo paradigma del commentare e spesso il commento non è detto che arrivi direttamente alla piattaforma. Per tornare inerenti all’oggetto dell’articolo tu sai bene come la penso e condivido la tua giusta critica nei riguardi di coloro che forse per un errato calcolo oppure semplicemente per una leggerezza derivante da un minor tempo a disposizione hanno fatto una cernita dei loro contatti, ma per spezzare una lancia a favore, non loro, ma della comunicazione in senso più ampio, credo che ci sia un limite fisiologico alla possibilità di poter rispondere a tutti i commenti. Immaginiamoci un Mark Zuckerberg che scrivesse qualcosa su un blog oppure profilo, il numero di commenti sarebbe esponenzialmente così alto che gli servirebbe magari tutta la giornata per rispondere, sacrificando così l’operatività per il giorno corrente e ponendo le opere del giorno seguente in grande difficoltà.
    Con questo non voglio dire che giustifico loro che non rispondo, ma alle volte si tratta dell’equazione tempo/beneficio

    • Sì Gian, su questo non posso battere ciglio e condivido pienamente questo tuo pensiero.

      Qui, nell’articolo, parlo di profili sicuramente più bassi di Zucki, ma comunque importanti nel territorio nazionale (alcuni conosciuti anche all’estero, come scrivevo appunto).
      Frequentando i loro blog giornalmente, sì, ricevono decine di messaggi, però non è possibile che siano sempre i soliti utenti a ricevere riscontro.
      Questo è quello che mi fa rabbia e che, alle volte, mi fa pensare che (in questo momento di crisi dove tutti si inventano un mestiere) vogliano soffocare anche chi ha reali qualità da poter emergere, così che il loro brand non possa ricevere ulteriori conflitti di interesse in futuro.

      Spero di essermi spiegato bene… 🙂

  2. Anche io nel mio articolo di ieri ho specificato l’importanza di rispondere ai commenti dei lettori. Infatti come 4° comandamento ho messo “Onora i tuoi lettori” 🙂 Quindi direi che sono d’accordo con te 🙂 A presto e complimenti 🙂

  3. Ciao Ale!
    La questione dei commenti rimane aperta. Il tuo punto di vista mi interessa, perché mi fa intendere qualcosa che io, nella mia ingenuità se vuoi, non mi sarei mai aspettato. Credo comunque che si verificherà un’emoraggia di lettori nei confronti dei blogger che se la menano un po’ troppo. Perdere la propria nicchia significa buttare al vento anni di blogging, significa perdere autorità, significa regalare lettori ai concorrenti. E poi se proprio non si ha tempo di rispondere a tutti meglio dare precedenza al blog rispetto ai social. I commenti sul blog arricchiscono l”articolo e “rimangono”, quelli sui social no. Secondo me non ha senso tenere un blog se non si vuole rispondere ai commenti, si può scrivere benissimo un libro. Ah, già: e poi chi te lo compra se i lettori che ti stimavano se ne sono andati, e di conseguenza anche i loro (influenzabili) lettori? Poi hai voglia ad escogitare delle CTA con i fiocchi…
    Simone

  4. Si tratta di buona educazione, non ci vuole molto per rispondere a un commento, ma alcuni blogger definiti anche influencer sembra che non l’abbiano ancora capito. Eppure, proprio queste persone pubblicano post riguardanti l’importanza dei commenti, gli errori da non commettere, cosa vuole dire essere social ecc..

    La cosa migliore da fare è ignorarle.

    Ogni tanto è bene fare un po’ di pulizia tra i contatti.

    • “La cosa migliore da fare è ignorarle” nì…

      …cioè, si può benissimo fare, fino a ieri non li conoscevo e mangiavo/dormivo comunque, però hanno ancora il loro senso nel settore, nonostante questo loro comportamento.

      Penso che la cosa migliore sia ancora seguirli ma, non propagare i loro contenuti. Sbaglio?
      In questo modo potremmo ancora cogliere ciò che di utile possono darci e allo stesso modo li ignoriamo.

  5. Ma il bello è che poi ti pubblicano 10 post al giorno tipo: Il buon Social marketing si vede dall’interazione con i tuoi Followers; non deluderli, ti spiego come fare!

    • Sì, guarda…pessimi! 🙂

      Oreste, come scritto poco fa, rispondendo al commento di Francesco: “penso che la cosa migliore sia ancora seguirli ma, non propagare i loro contenuti. In questo modo potremmo ancora cogliere ciò che di utile possono darci e allo stesso modo li ignoriamo”

      Dico male?

  6. Ah Alessandro, fortuna che non sono una influencer ^_^ Sai in quest’ultimo periodo ho a stento il tempo di scrivere e pubblicare gli articoli: dormo 3 ore a notte e ci mancherebbe pure il comment marketing.

    L’ho fatto (e lo faccio, in condizioni normali) ma ammetto che ci possano essere dei periodi in cui ci si assenta dalla scena, ma poi si torna ^_^

    E comunque, riflettendo sulle tue parole, volevo fare una domanda (provocatoria?!): ma Jeff Bullas (e altri come lui) passano per maleducati? Certo non penso che si possa pretendere che rispondano ad ogni singolo commento, share, retweet… quella non è Italia, ma c’è un assolutamente corretto e un assolutamente scorretto?

    ps. Fermo restando che l’educazione viene prima di tutto! 😉

    ps2. Non so se sono stata chiara, sono in emergenza da stamattina alle 8 😀 capirai!! #noncelapossofare #vivailweekend!

  7. Come non sei una influencer…sei 12a in eBuzzing fra i top blog 🙂
    A parte gli scherzi, come ti ho scritto su Twitter, tranquilla che tu non rientri in questa cerchia. Anzi, se posso spezzare una lancia a tuo favore lo faccio volentieri: avrai poco tempo ma rispondi sempre.
    Non conta il quando ma che sia fatto. Dico bene?

    Gente come Kawasaki e Bullas, posso capirli Cinzia. Non ne discuto e condivido il tuo pensiero.
    Come scrivevo con Gian Marco stamattina, nei precedenti commenti, non comprendo il fatto che rispondano sempre e solo ai soliti. Cacchio, che senso ha? O tutti o nessuno; così crei delle differenze e perdi del pubblico.
    Sbaglio, Cinzia?

  8. Ale, magari vogliono perdere quel pubblico. Ma alla fine, il blogger può decidere a priori di non abilitare i commenti, se non volesse proprio curarli. Può essere una scelta anche condivisibile. Il problema rimane predicare bene e razzolare male. Nuoce all’immagine del blogger.
    Simone

  9. Andrea Papotti

    Ma quanti contenuti interessanti anche per me che non entro nel settore! Bravo ale!! complimenti x il progetto!

    CIAO!

  10. Quando si dice predicare bene e razzolare male. Sfortunatamente il web è pieno di blogger che raggiunto il successo cominciano ad abbandonare i propri lettori pur continuando a scrivere articoli riguardo la necessità di essere sempre disponibili, ecc…

    Un blogger che non è in grado di gestire i commenti forse farebbe prima a chiuderli per tutti i suoi articoli in modo da evitare di dare la parvenza di “quello che se ne frega”, IMHO.

    Un saluto,
    Luca.

  11. Interessante questo post. Io sono una blogger con blog dal 2006 assisto al fenomeno calo commenti poiché i social hanno preso molto più piede rispetto ad anni fa. Il blog è più impegnativo ma io finché avrò anche solo un commento lo porto avanti. Rispondo ai commenti quando posso i miei lettori lo sanno.
    Del resto non sono una blogger star ma una semplice …casalinga per caso
    🙂

    • L’importante è essere blogger dentro 😀

      A parte gli scherzi, l’importante è rispondere! Poi, se sei un personaggio pubblico posso capirlo che fai fatica a seguire tutti i fan e rispondi a campione, ma se sei un comune cristiano, non vedo perché tu debba comportarti così.

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